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Campioni internazionali

Favola Strycova: a 33 anni N.1 del mondo

Concentrato di grinta e determinazione, Barbora a Wimbledon ha raggiunto la sua prima semifinale Slam in singolare, ha vinto il trofeo di doppio in coppia con la Hsieh ed ha conquistato la vetta del ranking di specialità...a 33 anni suonati

di | 17 luglio 2019

Non solo uomini. Anche le donne invecchiano sempre più tardi, nel tennis. E quindi Borbora Strykova, già Zhalavova, a 33 anni, a Wimbledon, si regala la prima semifinale Slam in singolare e il trionfo in coppia con Hsieh, e anche il numero 1, in doppio, da più anziana dell’era Open. Non è una sorpresa in assoluto, perché la ceca ha sempre avuto la tecnica e la fantasia, da junior, ha vinto gli Australian Open nel 2002 - battendo Maria Sharapova, e ha concesso il bis nel 2003 -, e ha firmato tre titoli di doppio di categoria, diventando la numero 1 del mondo, e da pro era 16 del mondo due anni fa. Solo ora, però, ha messo insieme tutti i tasselli del puzzle, grazie anche al mago del tennis ceco, David Kotyza.

Una carriera complicata

Strano tipo, la ragazza. Che è alta appena 1.64, ha tutti i colpi e si esalta a rete, sorprendendo i robot del tennis moderno. Esplose subito, nell’impatto col circuito Wta, salendo nel 2004 al 58 del ranking, ma poi ha sofferto fino al 2008, rimandata nei tornei minori, s’è consolata coi doppi, s’è riaffacciata sul Wta Tour continuando coi suoi alti e bassi, entrando ed uscendo dalle top 100, finché nel 2012 non è incappata nell’antidoping (uno stimolante, la sibutramina, considerato un farmaco mascherante) è stata sospesa sei mesi, fino all’aprile 2013. E soltanto nel 2014 ha cominciato a fare davvero capolino nel tennis d’avanguardia toccando i primi quarti Slam agli Australian Open e poi contribuendo agli exploit di Fed Cup, ma anche alle feroci faide interne della nazionale ceca, insieme a Kvitova, Safarova e Pliskova. Solo a Linz 2017 ha firmato il secondo successo sul circuito, dopo Quebec City 2011, a fronte di sei sconfitte in finale che la dicono lunga sulla sua tenuta di nervi.

Vita privata turbolenta

Quante delusioni, per Borbora, con 27 titoli di doppio, ma mai un vero acuto, con cinque semifinali Slam e tre quarti anche nel misto. Quante attese, fino all’exploit dell’anno scorso da protagonista in Fed Cup. E quante storie con gli uomini. A partire dal nonno che viveva a Londra e la portò in visita al museo di Wimbledon, quand’aveva appena due anni: “Ho visto il trofeo della vincitrice, e mi dissi: 'Un giorno ci giocherò anch’io'. Ce l’ho fatta”. Non è andata benissimo col marito, l’ex giocatore Jakub Zahlava, cugino di Sandra Zahlavova, che è stato anche suo allenatore, da cui ha divorziato nel 2015. Non ha funzionato col successivo compagno, il cantante David Kraus, che l’ha tradita e da cui s’è allontanata. E’ stato durissimo staccarsi da un altro uomo importante, coach Tomas Krupa, che la gelò, all’indomani degli Us Open 2017: “Mi dispiace, d’ora in poi allenerò Katerina Pliskova”. Borbora l’ha sostituito con David Kotyza, a sua volta licenziato dall’ex amica, Pliskova. Ora nella vita è legata a un giornalista, Petr Matejcek, direttore della versione ceca di “Elle”, che l’accompagnava a Wimbledon.

"Non potrò mai dimenticare questo Wimbledon"

Qual è il problema? “Non è la grinta, né la personalità, né la voglia di arrivare, io mi alleno proprio per giocare partite di livello nei tornei già importanti, e lo faccio da 27 anni, io sono una lottatrice. In realtà quello che davvero mi manca è la pazienza. E così ci ho messo ancor di più per arrivare”. La sua speciale legge del contrappasso ha avuto un codicillo terribile: doveva giocare la finale del doppio sabato, che è slittata invece a domenica. “Abbiamo aspettato tanto di quel tempo… E’ stata proprio dura, eravamo pronte, poi è venuto il supervisor e ci ha informato che saremmo andate in campo il giorno dopo. Avrebbero potuto spostarci sul campo 1, niente… Non so neanch’io quante volte ci siamo riscaldate… Fortuna che Su-Wei è molto calma e rilassata, perché io invece sono molto emotiva e passionale. Lei mangia di continuo e però è sempre così magra…E’ uno dei motivi per cui ci integriamo così bene in campo”. Il premio in palio era doppiamente grande: “Mi sembra irreale. Era il mio obiettivo all’inizio dell’anno, e mi succede ora, nel mio torneo preferito. E’ una favola, non potrò mai dimenticare queste due settimane”.

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