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Campioni Next Gen

Sinner si inchina a Super-Thiem: è lui oggi il n.1

Il 18enne di Sesto Pusteria cede nella finale del Bett1Aces di Berlino all’austriaco n.3 Atp ma ragionevolmente il più forte del mondo in questo momento. E in giornata di grazia. Si è comunque difeso onorevolmente dopo aver battuto due top 15 in due giorni

di | 19 luglio 2020

Non ce l’ha fatta Jannik Sinner contro il più forte di tutti. Sì, perché non è azzardato dire che in questo momento Dominic Thiem, n.3 della classifica mondiale, è probabilmente il n.1 in termini di condizione e rendimento.

Così la sconfitta nella finale del torneo-esibizione di Berlino (Bett1Aces), disputato nella sua seconda tappa in un hangar dell’ex aeroporto Tempelhof, per quanto netta (6-4 6-2) non suona troppo dolorosa. Nel finale dell’incontro Thiem pareva Superman: ha sparato due vincenti a tutto braccio da far davvero impressione.

E nell’intervista post-partita ha dichiarato che quello di oggi era stato il suo miglior match “post pausa covid-19”. Ora sperava di poter fare sul serio con la ripresa del circuito vero negli Stati Uniti, se le condizioni permetteranno di ricominciare da lì.

Già nella scorsa stagione l’austriaco aveva dato la sensazione di aver ormai agganciato i primi della classe. Se l’era giocata alla pari con Nadal sul ‘rosso’, aveva battuto sia Djokovic che Federer alle Atp Finals di Londra.

Ora con Federer convalescente, Nadal barricato nel suo rifugio anti-coronavirus di Maiorca e Nole dubbioso sul da farsi ma di sicuro non super-allenato dopo i pasticci del contagio e la successiva quarantena, Thiem appare come l’uomo da battere.

Non c’era riuscito Matteo Berrettini (probabilmente il più accreditato rivale di Thiem oggi) nella finale della prima tappa di Bett1Aces, quella sull’erba dello Steffi Graf Stadium di Berlino.

Non ha potuto nulla oggi Jannik Sinner, nonostante un’onorevole difesa. Riparte dalla Germania con un buon bagaglio di esperienza e di soddisfazioni l’allievo di Riccardo Piatti che il 16 agosto compirà 19 anni.

Riprendeva proprio a Berlino dopo quattro mesi e mezzo di soli allenamenti. Sull’erba, a inizio settimana, ha battuto quella vecchia volpe di Tommy Haas, soffrendo. poi ha avuto il primo confronto con Thiem. Ne è uscito battuto 7-6 6-3.

Trasferitosi due giorni dopo sull’hardcourt che di sicuro gli piace di più (anche se l’abbiamo visto tuffarsi sul prato del Rot-Weiss club con un certo gusto), ha martellato un possente martellatore come il russo Khachanov, n.15 del mondo (6-3 7-6).

Ieri si è regalato un bel bis contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut, n.12 del mondo, uno che non si batte mai da solo e non regala niente. Jannik lo ha regolato 7-6 6-2 qualificandosi per la finale di un evento ben organizzato e prestigioso dove lo aspettava la rivincita con il gran favorito.

La lezione è stata più pesante di quella di quattro giorni fa ma probabilmente ancora più utile. Se Dominic Thiem è oggi espressione del tennis n.1 del mondo, Jannik ha avuto modo di prendere le misure.

In fondo lui è ancora solo n.73, un ranking che gli sta strettissimo, e ha tutto il tempo che vuole per scalare la montagna. La sensazione è che abbia una gran voglia di bruciare le tappe per respirare l’aria rarefatte delle vette, il solo territorio che gli interessa conquistare.

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