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Campioni Next Gen

Alcaraz Garfia, il nuovo fenomeno a ritmo di reggaeton

Il 16enne spagnolo, a 16 anni e 9 mesi, è diventato il primo 2003 della storia a vincere un match a livello ATP. Gioca da grande e sogna in grande, si ispira a Nadal ed è allenato da Juan Carlos Ferrero. Ne risentiremo parlare...

di | 25 febbraio 2020

Rio de Janeiro è una festa continua. Ricca e povera allo stesso tempo, piena di gioia e contraddizioni. Un laboratorio unico nel mondo dal punto di vista sociale e culturale, in cui si sperimentano affascinanti progetti di integrazione e solidarietà. Il cuore della gente batte per il calcio ma questa volta gli occhi di tutti sono per un fenomeno che al pallone ha preferito la racchetta.

La scorsa settimana un ragazzo spagnolo di appena 16 anni e 9 mesi è diventato il primo 2003 della storia a vincere un match a livello ATP. Si chiama Carlos Alcaraz Garfia. Gioca da grande e sogna in grande. Ne risentiremo parlare.

GUARDA LA CARRIERA DEL SUO COACH, JUAN CARLOS FERRERO

Tra Rafa e Roger

“Finché non avrai fiducia in te stesso la tua non sarà vita”. Rocky Balboa parla al figlio Robert, mettendolo davanti alle difficoltà. Saper incassare, cadere e rialzarsi più forti di prima. Non è un caso che la storia del pugile più famoso del cinema mondiale sia una delle passioni più grandi del nuovo baby fenomeno del circuito.

Parte tutto da lì, dalla testa. “Se non credi di potercela fare allora è inutile scendere in campo”, ha dichiarato Alcaraz dopo l’interminabile battaglia con il connazionale Albert Ramos sul Campo Centrale del torneo ATP 500 di Rio. È stato il papà (che negli anni novanta fece una veloce e non particolarmente gloriosa incursione nel tennis professionistico, prima di dedicarsi all’insegnamento) ad iniziarlo al tennis, all’età di quattro anni.

Nella tv della casa di El Palmar, paesino di ventidue mila abitanti nel comune di Murcia, scorrono senza sosta le immagini di Rafa Nadal, uno che di abnegazione se ne intende. Il piccolo Carlos studia dalla leggenda di Manacor e nel frattempo si costruisce una propria identità. “Rafa è il mio idolo, senza dubbio, ma adoro cercare il vincente e giocare in modo aggressivo. Strano a dirsi ma il mio stile è molto più simile a quello di Roger Federer”, le parole rilasciate dallo spagnolo al sito ufficiale dell’ATP.

Ferrero come coach

Subito in campo con i migliori, proprio come Rafa, passando attraverso una carriera rapida e vincente nel tennis Under 18. Un percorso agonistico iniziato come campione regionale under 10, proseguito con la finale nell’ITF World Junior Tennis Finals di Prostejov (campionato a squadre giovanile), il trofeo vinto all’Invitational Lacoste di Londra, una sorta di mini Master under 14 e culminato con la conquista del Grade 1 di Villena lo scorso anno.

Fisico, stoffa, tecnica e grinta. Dopo essersi allenato con Kiko Navarro al Real Sociedad Club de Campo di Murcia, ha incontrato l’ex numero 1 del mondo Juan Carlos Ferrero e le cose si sono messe subito nel migliore dei modi. Carlos lavora sodo e ascolta con grande attenzione i consigli del proprio allenatore. “Ha solo 16 anni e sta appena iniziando a fare le sue prime esperienze in giro per il mondo – le parole di ‘Mosquito’ – e pur essendo molto giovane possiede già un livello di gioco pronto per il Tour ATP. È veloce, sta crescendo giorno dopo giorno a livello fisico. Ha tutto quel che serve per diventare uno dei migliori”.

Il golf per staccare

Fuori dal campo Carlos è un classico ragazzo della sua età. Adora la musica, il reggaeton in particolare, e non perde una partita del Real Madrid. Come tutti i teenagers è sbarcato presto su Instagram, a soli 13 anni. I followers, vicini a quota 20 mila, aumentano in maniera esponenziale giorno dopo giorno.

Sul profilo dello spagnolo c’è un riassunto della sua carriera: dai trionfi giovanili all’approdo nel mondo Pro, passando per i rari momenti di svago sui campi da golf (sport di cui è un vero appassionato) e le sessioni di allenamento con illustri connazionali come Roberto Bautista Agut e Pablo Andujar. Dal 17 gennaio ha aperto un profilo Twitter, dove però conta ancora appena 2 mila seguaci. Diversi gli scatti che lo ritraggono in campo e i retweet dagli account ufficiali dei tornei o dell’ATP.

Il 2020 è appena cominciato e il biglietto da visita poggiato sul tavolo da Alcaraz Garfia è di quelli pesanti. Grintoso, solare e con tanta voglia di vincere, lo spagnolo si candida a raccogliere la pesante eredità di diversi connazionali. Per i paragoni, c’è tempo.

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