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Campioni Next Gen

Australia: non è un Paese per Next Gen

La corsa verso Milano è partita. Mentre gli Australian Open giungono ai titoli di coda, si può iniziare a tracciare un primissimo bilancio sulla nuova Next Gen: il primo Slam stagionale non ha sorriso ai migliori tennisti under 21 del pianeta...

di | 31 gennaio 2020

La corsa verso Milano è partita. Mentre gli Australian Open giungono ai titoli di coda, così come i trenta giorni inaugurali dell’anno, si può iniziare a tracciare un primissimo bilancio sulla Next Gen. Il primo Slam stagionale non ha sorriso ai migliori tennisti under 21 del pianeta, anche se il 2020 ha già portato delle buone notizie ad alcuni di loro. Cosa ci ha raccontato il mese di gennaio?

Il migliore a Melbourne è stato senza alcun dubbio Alexei Popyrin. L’australiano di origine russa, classe 1999, ha approfittato al primo turno del ritiro di Tsonga sul punteggio di 6-7 6-2 6-1, ma al secondo round ha disputato un match di alto livello superando Jaume Munar 6-2 7-6 6-2 palesando un tennis solido e allo stesso tempo brillante.

Al turno successivo è giunta la sconfitta in tre set con Daniil Medvedev (6-4 6-3 6-2), che al momento rappresenta uno scoglio eccessivamente complicato. Popyrin, dai suoi 196 centimetri di altezza, quando entra in ritmo col servizio diventa devastante e su superfici rapide è sempre più difficile strappargli il servizio. Da fondo campo il suo tennis è ancora un po’ troppo altalenante, ma il tempo è dalla sua parte. Alle Next Gen Atp Finals di fine anno, con ogni probabilità, vi sarà modo di ammirarne le gesta e, soprattutto, la straordinaria potenza.

Flop senza rimpianti

Arrivato a Melbourne dopo la bellissima finale raggiunta nel challenger di Bendigo, Emil Ruusuvuori si è fermato al secondo turno delle qualificazioni, stoppato dal francese Benchetrit al supertiebreak del terzo set. Un ‘flop’ che non dovrebbe avere particolari conseguenze sul finlandese, apparso sempre molto solido e centrato dal punto di vista mentale.

Emil, classe ’99, potrà raggiungere ottimi risultati nelle prossime settimane sul veloce grazie al suo timing fuori dal comune. L’allievo del coach italiano Federico Ricci dovrà però stare molto attento a infortuni e malanni, che sino ad ora ne hanno rallentato la (giovanissima) carriera.

In cerca di continuità

Mancino, talento sconfinato e mano delicatissima, Corentin Moutet è uno dei ‘next gen’ più divertenti del circuito. Il ventenne di Neully-sur-Seine è stato fermato al primo turno di Melbourne da un ritrovato Marin Cilic (6-3 6-2 6-4). L’anno era però iniziato in maniera fantastica con la finale raggiunta a Doha partendo dalle qualificazioni.

Le vittorie su Sandgren, Raonic, Wawrinka e Verdasco hanno definitivamente lanciato Moutet sotto la luce dei riflettori. Il problema sarà trovare continuità per un ragazzo altro 175 centimetri che, per poter lottare con i migliori, ha bisogno di una condizione fisica assolutamente perfetta. Quasi sicuramente arriverà a Milano da protagonista ed è uno per cui vale sempre la pena il prezzo del biglietto.

Dopo una grande Davis e una buonissima Atp Cup, le attenzioni ‘down under’ erano tutte per i fenomeni canadesi Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. I due, però, non hanno rispettato le attese. ‘Shapo’ è stato sconfitto in 4 set all'esordio da un Marton Fucsovics sostanzialmente perfetto, mentre il più giovane dei talenti 'maple leaf' si è scontrato con un redivivo e sorprendente Ernests Gulbis. La stagione è molto lunga ed entrambi avranno tempo e modo di rifarsi in tempi brevi, ma il flop australiano rimane.

Prime volte azzurre

La prima vittoria in un main draw Slam di Jannik Sinner è arrivata puntuale. Il talento azzurro, già vincitore delle Next Gen Atp Finals 2019, ha sconfitto al primo turno degli Australian Open il giocatore di casa Max Purcell 7-6 6-2 6-4 (prima di arrendersi a Fucsovics in tre set), eguagliando, per precocità, un certo Roger Federer (18 anni e 5 mesi).

L’unico ‘next gen’ a raggiungere l’ulltimo turno di qualificazione a Melbourne è stato Lorenzo Musetti. L’azzurro, classe 2002 e vincitore lo scorso anno del torneo junior degli Australian Open, ha superato Marius Copil (6-7 6-4 7-5) dopo una rimonta mozzafiato (era sotto 2-5 al terzo set) per poi arrendersi all’ultimo ostacolo a Tallon Griekspoor (6-4 7-6) nonostante due set point nel secondo set.

La crescita di Musetti, accompagnato dallo storico coach Simone Tartarini, sarà seguita quest’anno passo dopo passo anche da Umberto Rianna, responsabile insieme a Filippo Volandri del ‘Progetto Over 18’ della Federazione Italiana Tennis. Il tecnico campano supporterà sia Musetti che Zeppieri, sperando di ripetere i magnifici risultati ottenuti nel 2019 con Berrettini, Sonego e i rispettivi team.

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