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Campioni Next Gen

Ruusuvuori, ghiaccio bollente

Il finlandese, allenato dal coach italiano Federico Ricci, è uno dei Next Gen più caldi del momento. Nel 2019 ha vinto tre Challenger, di recente ha battuto Thiem in Davis e adesso non è lontano dai top 100 Atp. Sarà lui l'erede di Nieminen?

di | 25 settembre 2019

La Finlandia ha trovato il suo Next Gen. L’erede di Jarkko Nieminen è pronto a entrare nell’Olimpo del tennis, il suo nome è Emil Ruusuvuori. Talento cristallino, timing prodigioso e una crescita esponenziale, il classe 1999 di Helsinki sta vivendo un momento di forma eccezionale, che lo ha portato a vincere quest'estate 27 incontri su 34 conquistando i challenger di Fergana, Maiorca e Glasgow. Il grande exploit è giunto però davanti ai 3500 spettatori di Espoo che, durante un match del Gruppo 1 di Coppa Davis, hanno visto Ruusuvuori annichilire il top 10 Dominic Thiem. La compagine di capitan Nieminen è stata sconfitta 3-2 dall’Austria, ma l’astro nascente del tennis finlandese ha impressionato per tecnica e personalità. Best ranking al numero 142 Atp (e n.14 della ‘Race to Milano’), Emil Ruusuvuori vuole continuare a vincere e a stupire.

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Nadal e Nieminen come modelli

Ruusuvuori nasce a Töölö, quartiere di Helsinki, il 2 aprile 1999 da mamma Eva e papà Jari. Il piccolo Emil muove i primi passi con racchetta e pallina quasi per caso. “Avevo 5 anni – racconta il finlandese - e stavo giocando a badminton con mia madre quando Mika Muilu, che sarebbe diventato il mio primo maestro, è venuto a chiedermi se avevo voglia di provare. Da lì è iniziata la mia avventura”. A 14 anni Ruusuvuori entra alla Jarkko Nieminen Tennis Academy e inizia a lavorare con il coach italiano Federico Ricci, dal quale non si è mai più separato. “I suoi primi mesi in accademia sono stati complicati – spiega Ricci – e nella sua testa era balenata l’idea di smettere di giocare. A livello Tennis Europe vinceva pochissimi match, ma si vedeva che poteva avere un buon potenziale. Abbiamo parlato con la famiglia e con il ragazzo, che alla fine si è detto pronto a immergersi con serietà e dedizione nel lavoro di tennista”. Il punto di riferimento di Ruusuvuori è, da sempre, il suo attuale capitano di Davis Jarkko Nieminen (numero 13 Atp nel 2006, ndr), “Oltre ovviamente al mio idolo Rafael Nadal – aggiunge convinto Emil - anche se Jarkko rappresenta un modello importantissimo, che ho cercato di seguire e imitare sin da bambino”.

Un talento di cristallo

Gli anni del circuito junior sono caratterizzati da periodi molto positivi che vanno ad alternarsi a cronici problemi alla schiena. “Emil ha sempre avuto problemi alla colonna vertebrale – racconta ancora coach Ricci – che non gli hanno consentito, da giovane, di competere con continuità. Per un buon numero di anni è riuscito a giocare solamente mezza stagione. Quel periodo, però, gli è servito molto per due motivi fondamentali: nei momenti in cui era costretto a rimanere fermo abbiamo potuto lavorare tanto sulla tecnica e, più in generale, ha imparato a conoscere e gestire al meglio il proprio corpo”. A livello under 18 Ruusuvuori si spinge sino al numero 4 del mondo nel 2017, anno in cui raggiunge la semifinale agli Us Open giovanili e trionfa all’Itf Junior Masters di Chengdu.

Il trionfo a casa Murray

Il salto tra i professionisti non è semplice soprattutto a causa della polmonite che colpisce Ruusuvuori, ancora fuori dai primi 350 Atp, nell’inverno del 2018. “Nel periodo più importante, quando stavamo per iniziare la preparazione invernale, Emil ha contratto un brutto virus che lo ha tenuto completamente fermo per quasi 4 mesi. Abbiamo deciso, dopo il successo nell’Itf di Oslo, di ripartire dal Messico, dove era possibile partecipare a una serie di Futures. L’obiettivo non era rappresentato dai risultati, bensì dal lavoro tecnico, tattico e fisico. Dovevamo recuperare il tempo perduto”. La svolta arriva a Fergana, dove Ruusuvuori conquista il suo primo titolo challenger sconfiggendo al secondo turno Pedja Krstin, testa di serie numero 1 del torneo. “Emil aveva già giocato un grande match, seppur perso, nelle qualificazioni di s’Hertogenbosch contro Thomas Fabbiano. Avevamo intuito che potesse esplodere ad alto livello da un momento all’altro”. L’estate del talento finlandese, che come stile di gioco ricorda Novak Djokovic, seppur con maggiore incidenza del diritto negli schemi tattici, è straordinaria: finale ad Augsburg, vittoria alla Rafa Nadal Academy di Maiorca contro Matteo Viola (“Questo ragazzo è fortissimo – ha raccontato il tennista veneto – e non trovavo il modo di fargli punto. Giocava sempre con i piedi dentro al campo”) e, la settimana scorsa, il terzo trionfo della carriera a Glasgow, sul veloce di casa Murray.

Una famiglia unita attorno a lui

Ruusuvuori cresce come contrattaccante da fondo campo ma, negli ultimi mesi, si sta trasformando in qualcosa di più. “Stiamo lavorando affinché comandi il gioco da subito e venga a rete a chiudere il punto – racconta ancora Ricci -. Emil è migliorato molto nella gestione delle emozioni e, di conseguenza, nell’approccio ai momenti salienti dei match”. Il lavoro svolto con la mental coach Satu Kaski, che collabora con alcuni dei più importanti atleti finlandesi, sta iniziando a dare buoni frutti e verrà intensificato nel corso dei prossimi mesi. Fuori dal campo è molto riservato, diligente e disponibile. La famiglia è molto presente e supporta Emil in ogni modo possibile: papà Jari è il più equilibrato dei Ruusuvuori e ha un’ottima influenza sul ragazzo, mentre la mamma dà una grande mano nella gestione economico-finanziaria; vi è anche la sorella Aino a dare una mano con la comunicazione social, senza dimentica il fratello minore Elias, grande tifoso di Emil.
Questo ragazzo è fortissimo e non trovavo il modo di fargli il punto. Giocava sempre con i piedi dentro al campo.
Matteo Viola dopo la finale persa a Maiorca

Le passioni extra tennis

Le passioni extra campo di Ruusuvuori sono l’hockey su ghiaccio e le auto da corsa, ma ad oggi la sua attenzione è rivolta esclusivamente al tennis. “Voglio provare ad arrivare al massimo delle mie potenzialità, puntando il vertice del ranking Atp – chiosa Emil – per cercare di vivere di tennis il più a lungo possibile”. Il connubio italo-finnico tra Ruusuvuori e Ricci prosegue a gonfie vele e un po’ di emotività nostrana, (“quella positiva”, sottolinea Federico) si sta facendo largo nella vita di Emil. L’italiano, però, non fa ancora parte del suo bagaglio linguistico. “Devo ammettere che il finlandese di Federico è di gran lunga migliore del mio italiano, ma migliorerò…”.

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