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Maledizione WTA Finals: chi vince sparisce in 3 anni

Delle ultime sette vincitrici del Masters femminile, solamente due sono ancora in piena attività mentre tutte le altre si sono ritirate nel giro di tre stagioni. Per molte il trionfo alle Finals è stato il più prestigioso in carriera ma anche l’ultimo di rilievo, prima di un lento declino

02 novembre 2023

Nelle 52 edizioni giocate dal 1972 a oggi, le WTA Finals hanno incoronato 25 vincitrici diverse, col record di Martina Navratilova campionessa per ben otto volte fra ‘78 e ’86. Un primato che cozza con le otto campionesse diverse nelle ultime otto edizioni: dopo il quinto (e ultimo) successo di Serena Williams, nel 2014 a Singapore, il Master femminile ha incoronato sette nuove campionesse una dopo l’altra, rispettando di rado i pronostici e regalando ad alcune il momento più felice della loro carriera. Ma anche uno degli ultimi, tanto che fra le sette giocatrici capaci di vincere dal 2015 in avanti solamente due sono ancora in piena attività. Una situazione che fa sorgere un quesito: vincere le Finals porta sfortuna?

Nelle 52 edizioni giocate dal 1972 a oggi, le WTA Finals hanno incoronato 25 vincitrici diverse, col record di Martina Navratilova campionessa per ben otto volte fra ‘78 e ’86. Un primato che cozza con le otto campionesse diverse nelle ultime otto edizioni: dopo il quinto (e ultimo) successo di Serena Williams, nel 2014 a Singapore, il Master femminile ha incoronato sette nuove campionesse una dopo l’altra, rispettando di rado i pronostici e regalando ad alcune il momento più felice della loro carriera.

Ma anche uno degli ultimi, tanto che fra le sette giocatrici capaci di vincere dal 2015 in avanti solamente due sono ancora in piena attività. Una situazione che fa sorgere un quesito: vincere le Finals porta sfortuna?

Le Finals imprevedibili: quante regine a sorpresa

Anche Caroline Wozniacki ha vinto le WTA Finals (nel 2017) e poi si è ritirata tre stagioni più tardi, ma nel suo caso la storia è diversa perché dopo il successo a Singapore la danese avrebbe vinto anche il tanto atteso primo titolo Slam, qualche mese più tardi in Australia, e quindi riguadagnato la posizione numero uno del ranking mondiale che le mancava da oltre sei anni. Si sarebbe poi ritirata all’Australian Open del 2020, salvo poi annunciare un clamoroso ritorno sui campi nel 2023, da mamma di due bambini, con tanto di ottavo di finale allo Us Open perso in tre set contro la futura campionessa Coco Gauff.

 

Ed Elina Svitolina? Nemmeno l’ucraina, campionessa nel 2018, può dire che il successo a Singapore l’abbia aiutata a svoltare la propria carriera. Anzi, il best ranking (terza posizione) e le chance di conquistare il numero uno sono rimaste comunque nella stagione precedente, e da allora la signora Monfils ha vinto solamente quattro tornei di categoria 250/International. Nulla a che vedere con quanto combinato fra 2017 e 2018, quando conquistò per due volte gli Internazionali BNL d’Italia, il Premier di Dubai e quello di Brisbane.

 

Fra le ultime 7 edizioni, l’unica andata secondo le aspettative è stata quella del 2019 vinta dalla favorita Ashleigh Barty. Ma anche per l’australiana quello è stato uno degli ultimi momenti felici, tanto che da lì in avanti ha iniziato a giocare part time, disputando solamente 19 tornei nelle due stagioni successive prima di annunciare l’addio all’attività professionistica, per dedicarsi a matrimonio e maternità. Anche nel suo caso, fra titolo e addio sono passati meno di tre anni.

Non si è ufficialmente ritirata, ma non gioca da inizio febbraio e a quanto pare non ha alcuna intenzione di tornare la spagnola Garbine Muguruza, campionessa nel 2021 in Messico. La giocatrice di origini venezuelane aveva già vinto due Slam quando si è laureata maestra, quindi il suo successo non si può considerare una sorpresa. Ma due stagioni più tardi è ancora l’ultimo in ordine cronologico.

Un’altra curiosità legata alle Finals è che, escludendo il 2019 di Ashleigh Barty, quattro delle ultime cinque edizioni sono state vinte dalla giocatrice arrivata nel ruolo di numero sei della Race.

Dopo Wozniacki, Svitolina e Muguruza, è successo lo stesso nel 2022 a Caroline Garcia, che trionfò in Texas superando il girone per un soffio prima di battere Sakkari in semifinale e Sabalenka in finale. Per la francese pareva l’ennesima chance per completare l’ultimo step inseguito da tempo, invece dodici mesi dopo non ha nemmeno la possibilità di difendere il titolo perché non qualificata.

 

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