Il capitano di Coppa Davis spiega la chiave tattica della sfida tra Sinner e Dimitrov: “Sarà importante comandare. Attenzione alle variazioni di Grigor”
di Francesca Paoletti, da Miami | 31 marzo 2024
Filippo Volandri ha giocato la prima partita da professionista nel 1998, ha attraversato l’epoca d’oro dei Fab 4 e ogni giorno, tra Tirrenia e i campi di mezzo mondo, osserva e studia tutti i migliori talenti di questo sport. Solo quattro mesi fa sedeva accanto a Jannik Sinner nella storica settimana di Malaga, che ha riportato la Coppa Davis in Italia dopo quasi mezzo secolo di attesa.
Eppure, al termine della semifinale di Miami tra il numero 1 azzurro e Daniil Medvedev, il capitano di Coppa Davis è uscito dal campo sbalordito, piacevolmente impressionato dalla qualità di tennis espressa dal talento azzurro. La storia di Jannik è la storia di una ascesa repentina e straordinaria che fra poche ore gli consentirà di giocare la terza finale della carriera nel Masters 1000 di Miami (il più giovane di sempre a riuscirvi), la terza finale stagionale (dopo le vittorie agli Australian Open e a Rotterdam) e di accarezzare un nuovo best ranking numero 2.
Take a bow @janniksin ????
— Tennis Insights (@tennis_insights) March 29, 2024
9.52 and the highest #PerformanceRating of 2024 ??#TennisInsights | @atptour | @MiamiOpen pic.twitter.com/nG3QCWXfXM