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Volandri: "Il bello di questi ragazzi è la disponibilità"

Intervenuto a "Che tempo che fa...", il capitano della Nazionale azzurra Filippo Volandri rievoca i giorni del successo: "Giorni tostissimi, la disponibilità la nostra forza". Poi sul suo ruolo di capitano "Grazie a Dio devo fare scelte difficili"

10 dicembre 2023

Il capitano dell'Italia Filippo Volandri in conferenza stampa alle Davis Cup Finals di Malaga (Foto Sposito/FITP)

Il capitano dell'Italia Filippo Volandri in conferenza stampa alle Davis Cup Finals di Malaga (Foto Sposito/FITP)

Ospite della trasmissione "Che tempo che fa..." sul canale Nove Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis, ha ricordato i giorni del successo di Malaga e della vittoria in Coppa Davis degli azzurri: "Sono stati giorni tosti, tostissimi - ha esordito capitan Volandri - quattro ragazzi hanno esordito con me negli ultimi 2 anni, una squadra giovanissima. Quando ho accettato questo incarico ho detto che lo avrei voluto per almeno 5 anni per costruire un gruppo che poi diventi una squadra. In quel momento Sinner stava crescendo, Berrettini era protagonista e Musetti aveva 19 anni. Alla fine siamo arrivati tre volte alla fase finale e non ho mai avuto né Jannik né Matteo insieme, ma i giovani sono cresciuti in maniera velocissima: Musetti, Arnaldi che quest'anno ha giocato le finali".

Sul suo ruolo di capitano Volandri ha poi riflettuto come sia "complicato perchè devo fare scelte grazie a Dio difficili. (I ragazzi, Ndr) sono sempre diposnibili, perchè il lavoro fatto prima è stato proprio sulla disponibilità: a ognuno di loro a prescindere dal ruolo, singolare o doppio, ho chiesto disponiblità. E  ci stiamo avvicinando un po' al calcio: se metti uno e vinci hai ragione se metti l'alro e perde sei un co....". 

"Ma - conclude il capitano azzurro - il bello di avere questi ragazzi con la loro disponiblità è che poi tu passi un miliardo di difficoltà che compattano. A Bologna siamo arrivati tra polemiche e difficoltà, ma poi abbiamo toccato la parola famiglia per la prima volta e siamo passati da un gruppo a una squadra a una famiglia, e alla fine questi sono i risultati".

"Ci siamo resi conto di quello che abbiamo fatto quando siamo rientrati in Italia. Lì per lì tu lavori, hai un obiettivo e raggiungi un risultato straordinario, dopo 47 anni. Poi però entri nei treni, sugli aerei e ti accorgi che tutti quanti bene o male l'hanno vista: sui cellulari, sui tablet..."

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