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Tsitsipas, gioia doppia: tris a Monte-Carlo e 100 vittorie sul rosso

Il greco batte Caspe Ruud e diventa il sesto giocatore nato dopo gli anni '90 con almeno 100 vittorie ATP sia sulla terra battuta sia sul rosso

di | 14 aprile 2024

La gioia di Stefanos Tsitsipas a Monte-Carlo (Getty Images)

La gioia di Stefanos Tsitsipas a Monte-Carlo (Getty Images)

La centesima vittoria in carriera sulla terra battuta nel circuito ATP vale una gioia speciale. Stefanos Tsitsipas batte Ruud 61 64 nella finale del Masters 1000 di Monte-Carlo e si unisce alla lista ristretta di giocatori che hanno trionfato qui almeno tre volte nell’era Open. Ne fanno parte Rafael Nadal (11), Bjorn Borg (3), Thomas Muster (3) e Ilie Nastase (3).

Già campione a Monte-Carlo nel 2021 e 2022, Tsitsipas ha battuto tre Top 10 nel corso del torneo questa settimana. In carriera gli era riuscito solo due volte, al Masters 1000 di Toronto nel 2018 e alle Nitto ATP Finals 2019.

Grazie a questo successo, Tsitsipas diventa il sesto giocatore nato dopo il 1990 con almeno 100 partite vinte nel circuito ATP sia sul rosso sia sul cemento e risale fino alla posizione numero 7 nel ranking ATP.

LA CRONACA DELLA FINALE

Il primo break lo firma Tsitsipas, più propositivo nei primi game del match. Aggredisce fin dalla risposta contro il rovescio di Ruud, sale 2-1 e servizio. Gli errori superano i vincenti in un inizio di partita non entusiasmante.

Sotto gli occhi di Francesco Totti, tra gli spettatori vip sul Centrale insieme al presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi e al pilota monegasco di Formula 1 della Ferrari Charles Leclerx, il norvegese non sfrutta tre palle del possibile contro-break. La prima, sfumata con una risposta in rete sulla seconda del greco, resta il principale dei fiori non colti. Sulle altre due, infatti, Tsitsipas prende campo prima e meglio.

Il gap tende poi ad allargarsi. Da una parte il greco, tornato a esprimere il suo tennis migliore come non si vedeva da un po’, fa valere la pesantezza di palla con il diritto e la varietà di soluzioni possibili con il rovescio a una mano. Ruud, fin troppo falloso quando spinge con il diritto, va sotto 4-1 e prova allora a ridurre la lunghezza degli scambi prendendo la rete con più frequenza nei turni di battuta. Ma tanto nella transizione verso rete quanto nel posizionamento e nell’esecuzione della volée, evidenzia tutti i limiti della sua non certo sorprendente disabitudine ai ricami di tocco.

Nella contro-prestazione del norvegese in un primo set a senso unico pesano anche gli otto errori in risposta e il doppio fallo sul set point che manda in archivio un 6-1 dimenticabile.

Resta comunque il diritto il vulnus principale che fa crollare tutte le certezze di Ruud, che spreca così, con un errore molto poco forzato dopo una risposta aggressiva, la seconda palla break del secondo set (nel terzo game). Tsitsipas, che già ne aveva cancellata una con una prima di servizio vincente, mantiene una strategia particolarmente offensiva. Dopo un set e mezzo, ha raggiunto le venti discese a rete, e firmato in una di queste il punto più spettacolare della partita.

 

Tsitspas gioca molti più punti al servizio nel secondo set e concede palle break in tre dei primi quattro turni di battuta. Ruud, però, manca sempre l’acuto per il sorpasso e rischia anche di andare sotto di un break: è bravo però a ricorrere al serve and volley per tenere in equilibrio il parziale. L’effetto durerà poco, fino all’ultimo game della partita. Poi Ruud perde ancora il servizio e il greco si sdraia sulla terra ormai diventata di casa.

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