-
Atp

Sinner, dopo Tiafoe c'è Shelton: Vienna che musica suonerà?

Il pubblico si è schierato due volte contro un italiano: Cané, nella Davis 1990, e Sinner, nel 2021, contro l’istrione Tiafoe. Ora si replica con un altro giocatore spettacolare, ma Jannik ricorda quella lezione…

di | 25 ottobre 2023

Sinner-Shelton promette scintille fra due giovani già protagonisti di vertice che bussano ai piani sempre più alti, un regolarista di nuova generazione e un attaccante dal neo servizio-volée che ripropongono la sfida tecno-tattica più classica ed intrigante del tennis. A ravvivarla c’è il fresco precedente di Shanghai, a favore del mancino USA, e la corsa quasi impossibile alle ATP Finals di Torino nella strabiliante scalata stagionale del fenomenale Ben, che ha appena vinto il primo titolo. Appuntamento in diretta alle 17.30 su SuperTennis e SuperTenniX.

Ma c‘è anche una città, Vienna, la capitale mondiale della musica, che con l’Italia ha steccato almeno due volte. E una terza ha suonato in modo talmente anomalo da regalare a Lorenzo Sonego il ricordo più prezioso: il successo per 6-2 6-1 nei quarti del torneo 2020 contro Novak Djokovic.

Paolo Canè intervistato sul campo, per la Rai, dall'indimenticabile Giampiero Galeazzi

PRIMA STECCA

Dopo l’impresa di Cagliari, con l’indimenticabile 3-2 contro la Svezia di Wilander e Svensson confezionata dall’ispiratissimo Canè, l’Italia si ripresentò nei quarti di coppa Davis a Vienna. Purtroppo, Diego Nargiso naufragò contro Horst Skoff deludendo i piani di capitan Adriano Panatta che l’aveva preferito a Omar Camporese.

Ma “Paolino la Peste” sfiorò il colpaccio contro Thomas Muster cedendo solo dopo 4 ore e mezza di lotta alla tensione psico-fisica di chi doveva sostenere non solo quell’iradidio di austriaco ma anche una tifoseria scomposta e irrequieta, in preda ai fumi dell’alcol.

Addirittura, nel sesto game del quinto set, il bolognese sfiorò l’espulsione dal campo, quando affrontò uno spettatore chiaramente sbronzo che lo disturbava sistematicamente. Il quale, in riposta alle sue proteste, gli tirò addosso il contenuto del bicchiere che sventolava irridente davanti al furibondo giocatore azzurro. Dopo un lungo parapiglia, proteste, urla e rabbia, col pubblico in subbuglio, l’ubriaco fu espulso dalla sala, ma Canè non fu più in grado di riassestarsi, subì il break del 4-2 e perse per 7-5 7-5 1-6 4-6 6-3.

SECONDA STECCA

Fra le lezioni più dure e importanti della carriera, Jannik Sinner non dimenticherà mai quella delle semifinali di Vienna 2021, quando perse - di nervi - con Frances Tiafoe un match che sembrava aver ormai vinto fino al 6-3 4-1 e palla del 5-1 per servire poi per il match. Dopo una prima parte di gara perfetta: solido dal fondo, aggressivo su qualsiasi palla attaccabile, eccellente al servizio, bravissimo nei recuperi difensivi. 

All’improvviso, però, l’istrione americano giocò la carta del pubblico: cominciò ad irridere Jannik (“Già fin dall’inizio, al cambio campo, commentava il mio servizio), scherzò sistematicamente con gli spalti e con l’avversario perché non trovava soluzioni - cercando in realtà di spezzargli il ritmo e fermare l’emorragia -, poi portò la gente tutta dalla sua parte tirando colpi impossibili e baciando miracolosamente le righe, bissandoli con salti, urla e giri di campo a scambiare il “5 alto” con gli spettatori della prima fila e finendo per scombussolare e quindi per stravolgere la concentrazione dell’altoatesino.

Che si disunì e perse, frustratissimo per il 3-6 5-7 6-2, delusissimo per l’occasione sfumata di raccogliere punti decisivi per qualificarsi alle ATP Finals e, soprattutto, arrabbiatissimo con Frances. 

“Ha esagerato. Io non ho risposto. Io non sono uno che ha reazioni eccessive, che spacca racchette - disse -. Le racchette sono il nostro strumento di lavoro, una volta che le rompi poi con cosa giochi? E poi non sarebbe rispettoso, perché ci sono persone che una racchetta non se la possono nemmeno permettere”. Ma devo imparare a fronteggiare diversamente questi atteggiamenti. Di sicuro mi ha tirato addosso 3 volte, troppo”.

Due anni dopo, Jannik è tutt’altra persona e, soprattutto, giocatore. Vediamo come gestirà Shelton, uno showman come Tiafoe, se non di più. Che sicuramente sarà sponsorizzato dal pubblico in cerca di spettacolo.

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti