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Dopo Shelton e Tiafoe, Rublev: per Sinner un’altra sfida col destino… (live ora)

Vienna sembra il torneo del riscatto per Jannik, adesso c’è il russo contro il quale ha perso solo per ritiro. La prima volta a… Vienna 3 anni fa!

di | 28 ottobre 2023

Jannik Sinner in azione (foto Getty Images)

Jannik Sinner in azione (foto Getty Images)

Così, a occhio, Jannik Sinner non sembra superstizioso, chissà che ne pensa dei Tarocchi, delle sedute spiritiche e dell’oroscopo. Alla prima occasione glielo chiederemo, magari dribblando le confessioni che concede sempre e solo agli stessi media.

L’altoatesino, pur così giovane, dà sempre l’impressione di serietà e concretezza, dentro e fuori del campo, nel tennis come nelle parole,  e sarebbe davvero curioso sapere come ha  reinterpretato i riscatti sul destino di questa settimana a Vienna.

Dalla rivincita su Ben Shelton dopo la rimonta subita a Shanghai a quella su Frances Tiafoe dopo la semifinale del 2021, nella stessa capitale austriaca, vedendosi sfuggire dalle mani un match che sembrava ormai vinto.

Chissà come ha vissuto e come ha preparato il nuovo incrocio particolare, contro Andrey Rublev, col quale ha perso due volte, entrambe per ritiro, infortunato. Il match sarà trasmesso in diretta su SuperTennis e SuperTenniX non prima delle 15.30.

Chissà, tolta la maschera della concentrazione che davvero impressiona, come s’è confidato dietro le quinte, in camera caritatis, a cena col suo clan allargato ai genitori e agli amici che sono accorsi da casa - mai così vicina a un torneo -, col super-coach Darren Cahill che sta aggiungendo sale e pepe al suo tennis, al suo fisico reattivo e flessuoso, e alla sua forza mentale.

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LEVE STRAORDINARIE

Jannik è un fenomeno da studiare nel panorama dei giovani nazionali e degli atleti azzurri in generale. I più lo elogiano per le percentuali di prime di servizio “alla Djokovic e Nadal”, con soluzioni ancor più vincenti quando è con le spalle al muro e fronteggia palle-break e set point.

E lui insiste sulla mentalità, sui dettagli, sull’allenamento, sul substrato di concretezza che gli dà fiducia e sempre più gliene fornisce, vittoria dopo vittoria. Molti snocciolano numeri e statistiche come un fiume in piena, a rimpolpare la storia sua e del tennis italiano, e lui risponde sereno che non gioca certo per i libri e per gli altri, ma per migliorarsi e continuare ad aspirare al massimo.

Tanti sottolineano le variazioni che prima non esistevano e adesso spuntano magicamente al momento e nel modo giusto, e lui puntualizza che fa tutto parte di un processo di crescita, sempre in corso, sempre vivo, sempre capace di tenerlo attento e voglioso di imparare e mettere in pratica qualcosa in più. Così diventa ancor più d’esempio la perentorietà sull’asse servizio-dritto che, solo un anno fa, sembrava un’utopia, e che ora sbandiera orgoglioso come un allievo che dal 4 del primo quadrimestre si innalza all’8, lasciando a bocca aperta solo chi non lo conosce e non lo ammira in allenamento.

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SOSIA

“Io non sono Rublev. Molti ci confondono ma io sono Jannik, senza la C di Noah, Jannik Sinner. Ti do il mio cellulare, certo”. Così ci disse quando ancora nessuno sapeva chi fosse il cucciolo scoperto sui mondi da Massimo Sartori che Riccardo Piatti si coccolava dai 13 anni a Bordighera.

Ora Jan il rosso ritrova Andrey il russo, che davvero gli somiglia dai capelli al viso, ma è all’antitesi come gioco e come attitudine in campo: tanto l’uno è completo e costruisce i colpi, tanto l’altro è esplosivo e tutto a strappi, tanto l’uno al massimo si lascia sfuggire un grido di auto-incitamento proprio nei momenti topici a scuotere per un attimo quel suo aplomb così poco italiano, tanto l’altro è tutto un su e giù di emozioni evidenti che lo sconvolgono e lo stravolgono dal volto agli urlacci, agli scatti d’ira.

Due così diversi, oltre a dividere un posto fra i top 10, Jannik al numero 4 e Andrey al 5, dividono anche uno strano gioco del destino. A fronte del 3-2 nei precedenti, il 22enne italiano, che non ha seguito la trafila del tennis juniores facendo direttamente esperienza nei tornei Future e poi nei Challenger, ha perso due volte per infortunio contro il 26enne russo, che invece è stato una star under 18, ma ha poi avuto parecchi incontri di percorso fra i pro. Curiosamente, i loro testa a testa partono proprio a Vienna, nel 2020.

SGAMBETTI DEL DESTINO

Nella capitale d'Austria, dove i due si ritrovano in semifinale, Rublev si impose per 2-1 e ritiro di Sinner dopo appena 9 minuti per le vesciche sotto la pianta del piede destro, uno dei primi “dettagli” come li chiama lui che Jannik ha imparato a curare nel suo delicato e laborioso apprendistato, dopo essersi trascinato il problema per un po’ senza affrontarlo adeguatamente.

Sinner aveva poi rimesso le cose a posto nel bilancio con Rublev, battendolo sulla terra sia di Barcellona nel 2021 che di Montecarlo nel 2022, ma sempre l’anno scorso, sul più nobile palcoscenico del Roland Garros, al quale chiedeva tanto, aveva dovuto alzare ancora una volta bandiera bianca dopo aver dominato il primo set per 6-1, per il riacutizzarsi, dopo appena 4 games del secondo set, del problema al ginocchio sinistro che già lo aveva pregiudicato contro McDonald e che, per non pregiudicare ulteriormente i problemi al tendine, lo portò al ritiro sul 1-6 6-4 2-0.

Al culmine di una stagione sfortunata con l’influenza di Indian Wells che gli aveva impedito di affrontare Kyrgios, le vesciche sotto i piedi che l’avevano costretto al ritiro contro Cerundolo a Miami, i problemi agli addominali che gli avevano impedito di giocare alla pari contro Coric a Montecarlo, i guai all’anca che l’avevano menomato contro Tsitsipas a Roma. Come avrà rielaborato questi scherzi del destino contro il russo il profeta giovane che il tennis italiano attendeva da sempre? La risposta, come sempre, in stile-Sinner, verrà dal campo.

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