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Sistema Italia, oltre Sinner c'è di più. Binaghi: "Siamo in cima al mondo"

In un lungo articolo l'agenzia stampa Reuters ha celebrato la crescita del tennis maschile italiano e ne ha analizzato le cause. Sinner è la punta di diamante. L'Italia è la nazione con più Top 60 insieme agli USA. Sei dei nove Top 100, poi, hanno tra 20 e 23 anni

di | 27 giugno 2024

Brilla la stella di Jannik Sinner. Primo italiano numero 1 del mondo e ottavo giocatore nell'era del ranking computerizzato a vincere il primo torneo giocato da numero 1, a Wimbledon sarà anche il primo azzurro a giocare uno Slam da testa di serie numero 1.

Ma alla vigilia dei Championships quel che davvero spicca nel tennis maschile è la quantità di giocatori italiani in Top 100. Se ne occupa l'agenzia stampa Reuters in un lungo articolo che analizza lo scenario e prova a spiegare i fattori che hanno reso possibile questo cambio di passo rispetto al passato recente. 

"Quando abbiamo preso in mano il tennis italiano, eravamo sull'orlo della bancarotta, e ora possiamo dire che siamo in cima al mondo" ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione ItalianaTennis e Padel, alla Reuters che ha dedicato un lungo articolo alla rinascita del tennis maschile italiano.

Jannik Sinner riceve il premio come numero 1 da Andrea Gaudenzi (Corinne Dubreuil/ATP Tour)

Nella classifica ATP di questa settimana, l'Italia conta nove giocatori tra i primi 100, e ben sette tra i primi 60, esattamente come gli Stati Uniti, una delle grandi potenze del tennis mondiale. Dei nove azzurri attualmente in Top 100, poi, sei hanno un'età compresa tra i 20 e i 23 anni. Il futuro appare decisamente roseo, dunque. Eppure nel 2010 l'Italia non aveva giocatori in Top 50 nel ranking ATP e ne contava solo tre in Top 100.

"Sta succedendo tutto molto più velocemente di quanto avremmo immaginato. Nazioni che in passato erano molto più sviluppate di noi, come la Francia, sono venute più volte a studiare cosa stiamo facendo" ha detto Binaghi.

Il presidente della FITP, scrive la Reuters, ha posto l'attenzione sulla decentralizzazione del settore tecnico, con i centri periferici e i rapporti sempre più stretti con i team privati. Questo nuovo sistema, ha detto Michelangelo Dell'Edera, presidente dell'Istituto di Formazione "Roberto Lombardi", ha creato una maggiore coesione tra gli allenatori, la federazione, i circoli, i giocatori e le loro famiglie. "E' stato straordinario, e per certi versi un po' inusuale per noi italiani" ha dichiarato Dell'Edera alla Reuters.

Il cambiamento ha inciso a tutti i livelli. La Federazione ha sostenuto la crescita dei giocatori anche attraverso le wild card nei tanti tornei tra ITF e Challenger organizzati in Italia. Peraltro, come abbiamo raccontato, se si guarda ai calendari ATP e WTA siamo una delle sole cinque nazioni che organizzano eventi su tutte le superfici. Negli ultimi otto anni, ha sottolineato alla Reuters Filippo Volandri, capitano della nazionale di Coppa Davis e direttore tecnico della FITP, "abbiamo usato queste wild card come un acceleratore dell'esperienza".

Il lavoro ha portato risultati, e i risultati hanno riacceso la passione. Il numero di tesserati, di poco superiore ai 120 mila nel 2001, ha raggiunto quota 820 mila nel 2023. “Viviamo un momento incredibile perché i successi di Jannik Sinner, degli altri ragazzi della nazionale e delle nostre ragazze trascinano anche le grandi manifestazioni che sono una vetrina, fanno crescere la passione e aumentare i tesserati - ha detto Binaghi lo scorso aprile nel suo intervento a San Siro, a Milano, per una giornata evento organizzata dal Foglio Sportivo-. Nel 2024 l tendenziale è in aumento di 150 mila quest'anno per cui puntiamo a superare il milione di tesserati". 

Trainato dai successi di Sinner e della nazionale di Coppa Davis, il tennis è oggi il secondo sport più popolare in Italia dopo il calcio, come emerso da un sondaggio Demos a cui Ilvio Diamanti ha dedicato un articolo su Repubblica ad aprile.

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