L'ormai ex coach di Lorenzo Sonego racconta il lavoro avviato dopo l'Australian Open per correggere il rovescio di Sonego che debutta a Bucarest contro Joao Fonseca
16 aprile 2024
Lorenzo Sonego apre contro Joao Fonseca a Bucarest la sua nuova era. E' il suo primo torneo con Fabio Colangelo come nuovo coach dopo la fine della collaborazione con "Gipo" Arbino annunciata prima del Masters 1000 di Monte-Carlo. "E' stata una favola senza il finale che speravo" ha dichiarato Arbino a Tennis Talk, su SuperTennis. "E' stata una decisione solo sua, che non ho potuto far altro che accettare per il suo bene".
Nel corso dei 18 anni trascorsi insieme, Arbino ha impostato tecnicamente il gioco di Sonego. Gli ha cambiato il servizio, ha spiegato, perché "nella prima parte la racchetta si allontanava tantissimo: è stato il primo passo che l'ha portato a servire bene".
Ancora in quelle che sarebbero risultate le ultime settimane di lavoro insieme, dopo l'Australian Open, si è concentrato sul correggere un errore di impostazione nel rovescio di Sonego.
"Lo tirava a braccia distese, come fanno tanti, ad esempio De Minaur o Khachanov - ha detto -. Ma lui ha aggiunto una cosa sua, andava con il braccio sinistro sopra il destro. Nella pronazione, con lo spazio bloccato dal braccio sinistro, scendeva direttamente verso il basso, non c'era l'azione ulteriore di ovalizzazione che dà la velocità". Anche con l'aiuto della video-analisi, ha spiegato, "l'abbiamo confrontato con i rovesci di Sinner, Zverev, che piegano moltissimo il braccio sinistro, e Djokovic che lo fa un po' meno. E abbiamo lavorato sulla flessione del braccio sinistro. Ho visto a Monte-Carlo che ha capito il concetto dell'azione velocizzata dietro, e per me è importante per il futuro".
Arbino, che da giovane aspirante tenore ha rinunciato alla possibilità di cantare un giorno alla Scala, poi ha abbandonato un posto fisso in nome della passione per il tennis, si sente pronto ora alla prossima sfida. "Da giovane non credevo in me perché non avevo intorno persone che mi fascevano capire che avrei potuto fare. Secondo me questo è importante per un allenatore, riuscire a trasferire lo stimolo, il credo, per potercela fare - ha detto -. In questi 18 anni con Lorenzo anche io sono migliorato tantissimo come allenatore. Sono contentissimo di quello che ho fatto. Ho portato un ragazzo che non era un predestinato al numero 21 del mondo. Ora sono pronto ad andare avanti per sfruttare l'esperienza accumulata per qualcun altro".