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Alcaraz si regala una vittoria contro Djokovic: che show a Riad

Il 2024 di Alcaraz inizia con un prologo felice, il successo in esibizione a Riad contro Novak Djokovic

di | 27 dicembre 2023

Tutta la gioia di Carlos Alcaraz (foto Sposito/FITP)

Tutta la gioia di Carlos Alcaraz (foto Sposito/FITP)

Il prologo della rivalità Djokovic-Alcaraz edizione 2024 va al murciano. In esibizione Riad, evento clou del ciclo di eventi organizzati dalla General Entertainment Authority nella capitale dell'Arabia Saudita, Alcaraz vince 46 64 64. 

 "Sono cresciuto vedendo vincere Djokovic, averlo vicino e poter imparare da lui è incredibile" ha detto Alcaraz dopo la partita.

Carlos, ha detto Djokovic, "sarà uno dei leader del nostro sport nei prossimi 10-15 anni. Ha grandi valori, è umile e un lavoratore: è fantastico averlo nel nostro sport".

 

Alcaraz è il primo a firmare un break, al primo game del match. Ma il vantaggio dura fino al quarto gioco. Il campo appare rapido e i primi due del mondo, protagonisti di quattro sfide memorabili nel 2023, sembrano più propensi a sperimentazioni di tennis offensivo, almeno nei primi giochi.

Djokovic rischia qualcosa sul 2-3, salva tre palle break poggiando su servizio e diritto. Ma quando il gioco si fa duro, non certo per la prima, gioca più duro. Alcaraz smarrisce invece il servizio e incassa il break a zero nel game che chiude il primo set.

Il murciano riprende il filo del gioco a inizio secondo set. Ottiene il break al primo game e nel primo turno di battuta si concede anche uno dei suoi cavalli di battaglia, la palla corta di diritto in uscita dal servizio. 

Djokovic firma un punto dei suoi, con tanto di vigorosa esultanza verso i tifosi di Riyadh: e chissà fra loro tanti, magari, si staranno appassionando a Cristiano Ronaldo e all'Al Nassr che nell'ultimo turno di campionato ha battuto l'Al Ittihad di Karim Benzema, attaccante francese ex compagno di squadra del portoghese al Real Madrid. L'Al Nassr è una delle poche cose che Djokovic ha ammesso di conoscere di Riad, proprio grazie alla presenza di Cristiano Ronaldo, un campione della sua stessa pasta, con la sua stessa motivazione e ossessione per la vittoria.

Ma Alcaraz, non lo scopriamo certo oggi, non teme di sfidare il serbo sul piano del ritmo da dietro. E soprattutto nel secondo set, contrariamente al primo, tiene alta l'efficienza con la prima di servizio. Difende il break, accende l'entusiasmo dei tifosi e con due ace negli ultimi due punti allunga al terzo set.

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Il parziale decisivo procede sullo stesso schema. Alcaraz prende un break di vantaggio in avvio, gioca con quel suo mix peculiare di velocità e leggerezza, tocco e potenza, e lascia Nole qualche volta a metri dalla palla: non si vede proprio tutti i giorni. Vedere per credere il lungolinea fulmineo di diritto, punto più bello del quinto game e tra i più belli della partita.

Ma quando questi due si affrontano, non è mai scontato nulla, nessun esito può dirsi improbabile, nessun colpo di scena davvero imprevisto. Il sesto gioco è un pendolo che oscilla tra l'imprecisione e la speranza. Alcaraz sbaglia di più, Djokovic spera di più , e alla fine alla quarta occasione il controbreak matura: 3-3 e il numero 1 del mondo chiama il pubblico della Kingdom Arena ad alzare i decibel. Come un celebre marchio di brandy secondo una pubblicità mai passata di moda, crea l'atmosfera.

E' e resta partita vera, ancor di più negli ultimi game dell'ultimo set. Giocano sulle righe, mirano agli angoli, l'azzurro con cui è dipinto il campo si estende, trascolora in un mare di opportunità. Così diventano i dettagli a fare la differenza, a marcare la distanza tra la vittoria e la sconfitta, tra la speranza realizzata e l'ambizione frustrata.

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