"Penso - dice il russo - di aver mostrato un ottimo livello di tennis fin dal primo match a Madrid. Alla fine sono riuscito a vincere un titolo. E ora sembra che tutto sia nuovo, che quei tornei andati male non si siano mai svolti. Ora credo che la cosa più importante sia cercare di recuperare ed essere pronti al cento per cento per Roma”
06 maggio 2024
“Mi sento felice e sollevato. In queste due settimane non potevo fare niente di meglio”. Andrey Rublev vuole essere chiaro, nel post partita: dopo aver battuto Felix Auger-Aliassime per vincere il titolo del 1000 di Madrid, il russo pone l'accento sulla svolta che questo torneo rappresenta per la sua stagione.
“Penso che sul 4-1 in favore del mio avversario – prosegue 'Rublo' – io abbia cominciato a sentirmi un po' meglio, pensando di poter iniziare a spingermi oltre. In un certo senso mi sono rilassato un po'. Inoltre, ho comincio a sentirmi bene dal punto di vista fisico. Poco a poco, ho cominciato a giocare un po' meglio. Poi dal secondo set in avanti è stato un crescendo, anche se non è stato semplice”.
Anche Rublev, malgrado il successo, ha dovuto fare i conti con alcuni problemi di natura fisica. “Mi hanno fatto una specie di anestesia ai piedi, perché le dita si infiammano e iniziano a ingrossarsi, provocando una forte pressione sull'osso. Quando hai questo tipo di sensazione, non riesci nemmeno a mettere i piedi dentro la scarpa. La sensazione è simile a quando il piede è rotto, immagino. Ecco perché mi hanno fatto questa specie di anestesia, per non sentirlo. Come ho detto, almeno ho potuto giocare senza pensare”.

Rublev, due settimane da 1000 e una notte - Le immagini
Ma c'è altro. “Non è che sia guarito, con la vittoria. Sto ancora male e domani (oggi, ndr) credo che andrò in ospedale per un controllo completo. Non so esattamente cosa sta succedendo, perché sto male già da otto, nove giorni e questo non è normale per me. Per tutta la mia vita, se è capitato di non sentirsi bene, è stato per due o tre giorni al massimo. Forse la febbre, ma niente di speciale. Questa volta è la prima che mi sento così. Non sappiamo ancora se è qualche virus o altro, ma la gola è completamente bloccata. Per nove giorni ho avuto difficoltà a deglutire, ho faticato a mangiare e ho un mal di testa forte a causa di tutto ciò. Per le due, tre ore della partita, gli antidolorifici aiutano. Dentro di me al momento sono pieno di medicine (sorride, ndr)”.
Tornando al tennis, il russo ha dato una svolta netta a una stagione che stava procedendo nell'anonimato. “Non lo so. Come posso spiegarlo? Immagino che fossi dell'umore giusto. Sono veramente felice. Sono davvero felice di aver potuto giocare bene tutte le partite. Penso di aver mostrato un ottimo livello di tennis fin dal primo match a Madrid. Alla fine sono riuscito a vincere un titolo. E ora sembra che tutto sia nuovo, che quei tornei andati male non si siano mai svolti. Ora credo che la cosa più importante sia cercare di recuperare ed essere pronti al cento per cento per Roma”.
Ma questi alti e bassi sono qualcosa a cui Andrey dovrà abituarsi, per tutta la carriera? “No, voglio dire, non lo so. Cerco di non pensare in quel modo, perché penso che sia normale avere degli alti e bassi, perché in questa stagione ho iniziato davvero bene e stavo giocando benissimo. Poi in qualche modo ho iniziato a giocare un po' peggio, quindi per un paio di settimane non sono riuscito a vincere una partita. Penso che sia normale avere alti e bassi e tutti attraversano questi momenti. Per me il compito era solo quello di continuare a lavorare, continuare a cercare di migliorare, perché in un momento può cambiare tutto. La stagione è lunga e abbiamo tante opportunità. Alla fine, per me, è successo qui. Ora sembra che la stagione sulla terra sia stata così buona per me, anche se nei precedenti due tornei avevo perso al primo turno (sorride, ndr)”.