
"Per me - dice l'aussie - è senza dubbio la settimana più bella della carriera, non solamente perché sono arrivato a giocarmi il titolo ma anche per la qualità dei giocatori che ho battuto”
12 agosto 2024
Sarà la prima volta di Alexei Popyrin. Non solo la prima volta nella finale di un 1000, ma anche la prima volta su un jet privato, messo a disposizione dei finalisti di Montreal per arrivare freschi (relativamente) a Cincinnati. “Scherzavamo prima del match su questa cosa – ammette l'australiano – e lo prendevamo come fonte di ispirazione. Scherzi a parte, è meraviglioso poter giocare l'ultimo atto qui”.
“Tutto il primo set della semifinale (contro Sebastian Korda, ndr) è stato una altalena di situazioni. Mi sono concesso 5 secondi per sfogare la mia frustrazione quando non ho sfruttato delle chance, poi ho cercato di riordinare le idee e sono ripartito. Ha funzionato e sono felice. Per me è senza dubbio la settimana più bella della carriera, non solamente perché sono arrivato a giocarmi il titolo ma anche per la qualità dei giocatori che ho battuto”.
“Sono soprattutto orgoglioso del modo in cui ho lottato in ogni partita, anche nelle situazioni più complicate. Persino sui match-point salvati contro Dimitrov mi sentivo abbastanza tranquillo, anche perché sono stati tutti sul mio servizio. Pensavo a queste chance come a dei break-point, e questo mi ha aiutato. Poi con Hurkacz nei quarti sono stato in svantaggio, ma sono riuscito a cambiare l'inerzia della partita. Lui è uno dei giocatori più amabili del circuito, alla fine mi ha voluto spiegare perché si era lamentato con l'arbitro per via del campo non del tutto asciutto. Ma nulla di che”.
“Rublev? Un giocatore incredibile. L'ho battuto quest'anno a Monte-Carlo ma lui mi aveva battuto in precedenza sul cemento (a Vienna nel 2023, ndr). Abbiamo anche avuto una sessione di allenamento qui prima dell'inizio del torneo, molto divertente. Faceva caldo ma siamo rimasti in campo due ore e si vedeva che stava colpendo benissimo. Non mi sorprende che sia arrivato in fondo. Per me sarà durissima”.
ANDREY RUBLEV
Dopo la vittoria a sorpresa contro Jannik Sinner, Andrey Rublev si è confermato – in questo torneo – la bestia nera degli azzurri, eliminando anche Matteo Arnaldi. “Un match completamente diverso – spiega il russo – perché contro Jannik non avevo nulla da perdere, mentre stavolta ero favorito. Sapevo di avere una chance, anche se Matteo è un ottimo giocatore e mi aveva battuto l'ultima volta che ci siamo affrontati (al Roland Garros, ndr). Lui sa variare molto il ritmo e bisogna rimanere concentrati. Quando siamo rientrati dopo lo stop per pioggia ho cominciato a giocare molto meglio e a comandare gli scambi”.
“Giocare da sfavorito? Ha vantaggi e svantaggi. Certamente non hai molto da perdere e puoi giocare più sciolto. Ma ci sono certi giocatori che vincono nel momento stesso in cui mettono piede in campo, grazie al loro nome e al loro carisma. Lì essere un 'underdog' diventa penalizzante. D'altra parte, quando sei favorito hai maggiori aspettative e questo ti può bloccare. Non direi che preferisco una delle due situazioni, ci sono pro e contro in entrambi i casi”.
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