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Le perle della settimana: "Ero a disagio per le domande di Nole"

"Per quanto riguarda l'insegnamento della tecnica - ha detto Murray - credo che gli allenatori che lavorano con giocatori più giovani e sono abituati a farlo siano in realtà più preparati di molti allenatori che lavorano nel tour"

21 luglio 2025

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L'ESPERIENZA PIÙ DURA

“Non ricordo se fosse avanti 6-0 e 5-0, ma sicuramente era almeno 6-0 e 3-0 prima che io vincessi il mio primo game. Lui stava giocando benissimo e io in modo pessimo. Ero in casa, in uno stadio enorme: credo sia stata l'unica volta nella mia carriera in cui ho sperato di vincere almeno un game. Quel giorno mi sono sentito umiliato”. (Andy Murray ricorda la sconfitta con Roger Federer nelle Finals di Londra, nel 2014: finì 6-0 6-1 per lo svizzero).

MAESTRI E COACH

“La maggior parte degli ex giocatori è piuttosto debole dal punto di vista tecnico. A volte, Novak mi chiedeva informazioni tecniche e io non mi sentivo molto a mio agio. Per quanto riguarda l'insegnamento della tecnica, credo che gli allenatori che lavorano con giocatori più giovani e sono abituati a farlo siano in realtà più preparati di molti allenatori che lavorano nel tour, perché una volta che un giocatore ha 20 o 22 anni, non si cerca più di rivedere il suo gioco e la sua tecnica, ma si punta ad altro”. (Sempre Andy Murray, su quanto si sentiva scomodo di fronte alle domande di Djokovic).

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COSA VUOL DIRE CREDERE IN SE STESSI

“Andre è una vera icona del tennis e penso che possa guidarmi nel modo giusto. Ci sono giocatori che possono arrivare tra i primi 20 o addirittura tra i primi 10 senza troppa fatica, ma tendono ad accontentarsi. Il mio obiettivo invece è sempre stato diventare il numero 1 al mondo, e credo di potercela fare. Per riuscirci, devo fare alcune cose in modo diverso da come ho fatto finora, ed è per questo che Agassi può aiutarmi. Sinner e Alcaraz? Il divario tra loro e alcuni giocatori è enorme, ma con altri non è poi così grande. Credo di non essere molto indietro rispetto a loro: il mio livello è molto alto e devo solo correggere alcuni aspetti ed essere più costante. Ho già dimostrato di poter battere i migliori e questo mi dà la fiducia necessaria per credere che ce la farò di nuovo”. (Le ambizioni di Holger Rune, dopo l'avvio della collaborazione con Andre Agassi).

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COSA NON MANCA

“Non mi sono mancate le polemiche, gli attacchi gratuiti e le minacce che riceviamo ogni giorno da odiatori e scommettitori. È un problema ampiamente discusso, quindi preferisco non soffermarmi su qualcosa su cui non abbiamo alcun controllo, vorrei solo diffondere energia positiva. Oggi è un dato di fatto che i social media abbiano aperto le porte alla violenza: è la cosa più lontana dal mondo dello sport”. (Martina Trevisan)

DOPO DI TE, NESSUNO

“Trovo straordinarie l'energia e la determinazione che Stan continua a mettere in ogni singolo giorno in cui mette piede su un campo da tennis, che sia per gareggiare o semplicemente per allenarsi. Cerca sempre di dare il massimo, è un dono per un allenatore: direi che è la cosa più bella del mondo. Stamattina ci siamo allenati per un'ora e mezza, e confesso che mi diverto ancora tanto quanto il primo giorno. Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme, sarà molto difficile per me iniziare a lavorare con un altro giocatore. Guardo ancora le sue partite e me le godo come all'inizio, quindi sarà difficile aprire un nuovo capitolo dopo la fine di questo”. (Magnus Norman e il tributo all'allievo Stan Wawrinka).

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DJOKOVIC 2.0

“In semifinale a Wimbledon contro Jannik, durante i primi due set, credo che Novak fosse relativamente in forma. Ma l'italiano si è dimostrato il giocatore migliore tra i due perché, secondo me, Sinner è un Djokovic 2.0, diciamo una versione di Novak quindici anni più giovane. Credo che anche Novak lo sappia”. (Boris Becker analizza il confronto Sinner-Djokovic).

DUBBI

“Sono un po' indeciso sulla questione del doppio misto degli US Open, ma capisco entrambe le parti. Per noi doppisti è un vero peccato, non c'è dubbio. Ma capisco perfettamente perché l'abbiano fatto: è chiaro guardando i nomi in tabellone. Sono sicuro che sarà un evento incredibile, sarà all'altezza di tutto ciò che hanno detto. Ho capito che hanno messo sul tavolo tutti i soldi del doppio maschile e femminile, quindi finanziariamente è una bella somma. Lo sport deve evolversi: vedremo se questa sarà la decisione giusta o meno”. (Julian Cash sul misto agli Us Open)

NESSUN DUBBIO

“Sento che il livello cresce ogni anno, e ovviamente possiamo dire che oggi è più alto rispetto a 10 anni fa, ma questo non significa che i Fab 4 non sarebbero potuti arrivare dove siamo ora. Sono migliorati ogni anno e hanno alzato l'asticella ogni volta, quindi farebbero lo stesso se giocassero ora”. (Hubert Hurkacz sulle differenze tra Fab 4 e Big 2).


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