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Nole e l'energia del pubblico: "Così è cambiato il match"

“Lorenzo - spiega il serbo - ha cominciato meglio di me, per otto game è stato il più forte in campo. Poi c'è stato quello scambio col pubblico molto divertente e qualcosa è cambiato. Sono riuscito a far girare l'inerzia della partita”

11 aprile 2024

Ma come si fa a concentrarsi, a prendere energie, dopo una diatriba col pubblico? La domanda a Novak Djokovic è stata fatta tante volte, perché tutte le volte che accade sembra una sorta di piccolo miracolo. Nel primo set a Monte-Carlo, sotto per 4-3 e 40-0, il serbo trova modo di accogliere un paio di regali di Lorenzo Musetti, ma soprattutto di aizzare i tifosi tricolori quel tanto che basta da prendere coraggio.

“Lorenzo - spiega Nole - ha cominciato meglio di me, per otto game è stato il più forte in campo. Poi c'è stato quello scambio col pubblico molto divertente e qualcosa è cambiato. Sono riuscito a far girare l'inerzia della partita. Lui ha commesso qualche errore, non è stato lucido e io ne ho approfittato”.

Poi, la spiegazione in dettaglio. “Provo sempre a trasformare l'energia del pubblico, anche se negativa, in qualcosa di positivo per me. Ma non cerco problemi con nessuno, non è questo il punto. Solo quando la gente reagisce in un modo che penso di non meritare, non mi piace stare zitto. Sono cresciuto con questa mentalità: se qualcuno fa qualcosa di male contro di te, stai lì e rispondi. Parlando della partita, fino a quel punto Musetti stava dominando, dunque l'intermezzo col pubblico è arrivato al momento giusto. In qualche modo mi rilasso, ogni volta che cerco di mettermi un sorriso sul volto”. 

Lo scorso anno - stesso torneo e stesso turno - vinse invece Lorenzo e fu tutta un'altra partita. Come spiega lucidamente Nole: “Sono contento di come mi sto esprimendo, sento di avere una condizione decisamente migliore rispetto a dodici mesi fa. Non sono ancora al top fisicamente, ho passato dei momenti complicati nella partita in cui mi pareva di non avere benzina, ma è normale: fa parte del processo di crescita in questi primi incontri sulla terra. L'obiettivo è il Roland Garros, è lì che dovrò trovarmi al massimo della condizione”. 

Per vincere, è servito un Djokovic particolarmente aggressivo: 30 le discese a rete totali. “Non ho avuto la sensazione di andare così tanto a rete, ma è importante essere aggressivi contro giocatori come Musetti. Lui ha talento, può colpire bene entrambi i fondamentali e può passare altrettanto bene. Bisogna andare avanti ma andarci in modo adeguato”. 

Infine, qualcosa sul lavoro. Di oggi e di ieri. “Stiamo lavorando molto sulla posizione in campo. Devo essere ugualmente bravo in difesa e in attacco. La terra è la superficie che richiede di più tecnicamente, dunque siamo abituati ad affrontare questi aspetti. Nenad (Zimonjic, ndr) sta portando uno sguardo più fresco su quello che dovrei fare in campo, quindi spero di proseguire nella giusta direzione”.

Poi la chiusa, zeppa di orgoglio. "Sono 20 anni ormai che lavoro duramente sul mio fisico, su come mi nutro, su come conduco la mia vita. Non voglio rivelare dei segreti. Ma sono molto orgoglioso di quello che sono riuscito a fare della mia carriera, sempre tenendo in mente che volevo durasse il più a lungo possibile. Ho quasi 37 anni e sono numero 1 del mondo, gioco al livello più alto. È il premio per questa cura su me stesso nelle ultime due decadi. Ho sempre avuto l'idea di giocare più a lungo possibile, e non è un caso che abbia ottenuto i miei migliori risultati dopo i 30 anni”. 

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