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"Umiltà al servizio dell'Italia: ecco perché tutti sono dei leader"

Michelangelo Dell'Edera spiega come si vive 'da dentro' il gruppo azzurro che ha raggiunto la seconda semifinale consecutiva. Un'unità d'intenti che è ben rappresentata dalla presenza a Malaga di Matteo Berrettini nelle vesti di... tifoso

23 novembre 2023

Certo, c'è Jannik Sinner che è numero 4 al mondo, un campione capace di donare un valore aggiunto importante. Ma anche stavolta, la vittoria dell'Italia è la vittoria del gruppo. Lo si capisce dagli sguardi tra campo, capitano e panchina. Lo si capisce, dopo che il 'tie' è terminato, dalle parole dei protagonisti. Ma c'è poi la conferma che arriva direttamente da colui che, all'interno della squadra, ha proprio il compito di fare da trait d'union tra le varie realtà che lo compongono, il Team Manager Michelangelo Dell'Edera, che quando non c'è la Nazionale è l'artefice e ideatore di tutto quello che viene realizzato all'interno dell'Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, di cui è direttore.

“Quello che ha detto il capitano Filippo Volandri in conferenza stampa – spiega Dell'Edera subito dopo il trionfo azzurro contro l'Olanda – è assolutamente corretto: questa squadra straordinaria si fonda sull'unione di un gruppo che non ha leader e gregari, bensì solamente leader. Ma si tratta di ragazzi che capiscono le esigenze degli altri e si mettono a disposizione. Parlo dei giocatori ovviamente, ma anche di tutti coloro che non si vedono, eppure esercitano un ruolo fondamentale nel meccanismo: dunque lo staff dell'Italia nel suo complesso, inclusi i coach dei singoli giocatori che sono con la Nazionale questa settimana a Malaga. In questo modo, accade che l'unione delle varie personalità presenti aumenti il valore collettivo, come quello individuale di ciascuno di loro. Insieme, dunque, si vale di più”.

Il messaggio è chiaro e non è una novità, poiché questa unità d'intenti è quella che ha permesso più volte a questa squadra di andare oltre le difficoltà del momento, fatte di infortuni o di situazioni inattese da affrontare. “Quando Sinner e Sonego parlano di apprezzarsi a vicenda per l'umiltà che hanno riscontrato nel loro interlocutore – sottolinea ancora il Team Manager azzurro – vogliono dire che c'è la massima disponibilità da parte di tutti nel mettersi a disposizione del capitano e nel rispettare le sue scelte, qualsiasi cosa accada e qualsiasi cosa questo comporti a livello individuale. Questo genere di umiltà è fondamentale per creare un gruppo coeso e vincente”.

C'è poi un altro elemento fondamentale, in questi giorni in quel di Malaga, che fa pensare al gruppo come la chiave dei risultati della Nazionale, giunta in semifinale di Davis per il secondo anno consecutivo. “Si tratta – spiega ancora Dell'Edera – della presenza di Matteo Berrettini, sempre accanto ai suoi compagni quando c'è da tifare e da soffrire. Matteo ha una splendida personalità e mette tutti di buonumore, ha personalità ma è quel tipo di personalità che non viene fatta pesare agli altri".

"La sua presenza a Bologna, considerato che giocavamo in casa, potevamo considerarla quasi normale, mentre il fatto che ci abbia raggiunto anche a Malaga è un ulteriore bellissimo segnale di quanto tutti tengano a quello che è un bellissimo obiettivo comune: portare in alto l'Italia, il più in alto possibile. Prima del doppio, c'erano cinque giocatori disponibili e pronti per una eventuale entrata in campo. Tutti avrebbero fatto la loro parte, stavolta è toccato a Sinner e Sonego e li ringraziamo, ma se siamo andati avanti è merito di tutti”.

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