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Attento, Jannik: Big Foe è pronto ad usare l’arma speciale, il fattore "P"… come pubblico

Sinner sa soffocare la fantasia offensiva di Tiafoe. Ma come a Vienna, quando ci perse l’unica volta, deve temere lo show-man, paladino degli afroamericani più poveri e disperati

di | 26 marzo 2026

La grinta di Frances Tiafoe (foto Getty Images)

La grinta di Frances Tiafoe (foto Getty Images)

“Si mette calzini e pantaloncini proprio come me”. Frances Tiafoe non ha paura ormai da tanto tempo nella sua difficilissima scalata da povero figlio di immigrati della Sierra Leone  nell’Eldorado degli States, e quindi non può averla anche di un avversrio, pur trattandosi di campione come Jannik Sinner, che affronta nei quarti di Miami dopo averci perso 4 volte su 5.

Il pronostico è ancora per il numero 2 del mondo, lanciatissimo dal successo della settimana scorsa a Indian Wells, dalla parallela caduta in Florida del rivale Carlos Alcaraz e dalla reazione positiva con prestazioni superbe che ha sempre dopo una prova non esaltante com’è stata quella di martedì contro Alex Michelson, domato 7-5 7-6 solo con due sprint da campione nei momenti topici alla fine dei due set. Ma, c’è un ma che fa ulteriormente coraggio al ragazzo cresciuto nel circolo tennis dove il padre faceva il custode e poi diventato quell’uno su mille che ce la fa del popolo afroamericano.

PUBBLICO FEROCE
Cinque tennisti di casa hanno raggiunto gli ottavi di Miami Open per la prima volta in trent’anni. Uno di loro, Sebastian Korda, ha anche eliminato il numero 1 del mondo, Alcaraz, tutti erano della Florida e quattro residenti della zona, dormono nei propri letti durante il torneo.

Ma nessuno, nemmeno Coco Gauff, ha la capacità di accendere il pubblico dell’Hard Rock Stadium come “Big Foe” che suda 7 camicie - leggasi magliette vista la sua notoria abbondante sudorazione sul campo di gara - , che lunedì ha annullato due match point prima di imporsi per 13-11 al tie-break del terzo set sul campione in carica, Jakub Mensik e martedì, contro il pericoloso Terence Atmane, si è salvato sull’orlo del baratro da 0-40 sul 4-4 nel terzo set, sprintando con un due set perfetti. “L’unica cosa a cui pensavo era cercare di vincere quel punto. Non bisogna ingigantire i momenti. Bisogna solo concentrarsi su ciò che serve per vincere, non sulla vittoria in sé”. 

Frances Tiafoe colpisce di diritto (foto Getty Images)

Frances Tiafoe colpisce di diritto (foto Getty Images)

TATTICA
Tiafoe è un tennista anomalo, forte di velocità e potenza di braccia, oltre che di varietà. Già top ten, si esalta nei grandi tornei e avanti alle grandi folle, mentre si affloscia nella dura routine che certamente Sinner vorrà imporgli tenendolo inchiodato il più possibile a fondo campo. Sotto sotto, però, l’asso nella manica di Frances sta nel ricordo di quell’unico confronto che ha strappato all’altoatesino, d’accordo, lontano nel tempo, datato 2021, nelle semifinali di Vienna, ma estremamente significativo se rapportato alla prevedibile atmosfera di Miami. Perché in Austria l’americano sfruttò proprio il pubblico e l’attitudine genuina dell’italiano per sgusciar via dalle mani di Jannik, che aveva anche servito per il match dopo un primo set senza storia. Ma si innervosì per l’inatteso ed inusuale show che l’avversario aveva messo in atto, con tante gag e tante risate quasi a irridere il più giovane ed inesperto avversario. Per poi però riprendersi in un attimo per assestare i fendenti decisivi. 

Frances Tiafoe e Jannik Sinner a Vienna 2021

Frances Tiafoe e Jannik Sinner a Vienna 2021

INSOFFERENZA
Ci sta che, martedì, davanti al tifo feroce, totale e a tratti scorretto, nel momento più duro della battaglia, il Profeta dai capelli rossi si porti la mano all’orecchio chiedendo anche lui l’applauso dopo un bel colpo, con un gesto più che frequente da parte di tanti colleghi. Ci sta anche che, chiamato per la prima volta a giocare di pomeriggio col gran caldo, sia stizzito dalla sua prestazione non brillante, con variazioni che pagano (5/5 con le smorzate, 6/6 a rete, 15 ace a spiccare nel 90% di punti con la prima di servizio), a contrasto con una cattiva giornata da fondo, dove in genere fa la differenza, e invece stavolta scivola con troppe stecche di dritto, 8 rovesci sballati e un deficitario utilizzo del back e degli angoli per far correre il potente avversario. 
Una cosa è certa, dopo il test-Michelsen, il pericolo-pubblico è sempre più presente nella sua testa come in quella del suo team.

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