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LA LUNGA RINCORSA DI THOMAS FABBIANO

Da Junior fu n

di Enzo Anderloni | 04 febbraio 2016

Da Junior fu n.6 al mondo, arrivò in semifinale a Melbourne e New York e vinse il doppio a Parigi. A inizio 2016 ha raggiunto i quarti all’AtP di Chennai, passando dalle qualificazioni: oggi Fabbiano punta dritto ai Top 100

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

Colpi puliti e precisi, intelligenza tattica sopra la media, velocità di piedi e accelerazioni improvvise. Da San Giorgio Jonico al grande tennis internazionale, questo il viaggio intrapreso vent’anni fa da Thomas Fabbiano, attuale numero 145 del ranking Atp. Dopo una carriera junior sfavillante, il pugliese si è costruito pian piano le armi per l’agognato ingresso nei Top 100, che mai come quest’anno sembra alla portata. Il quarto di finale raggiunto a inizio anno nel torneo Atp di Chennai, in Indian, ne è chiara testimonianza.

La Storia - Thomas Fabbiano nasce a San Giorgio Jonico (Taranto) il 26 maggio 1989. A 5 anni il tennis entra a far parte della sua vita grazie al padre, sindaco del paese, che inaugura il circolo sotto casa e gli mette letteralmente in mano la prima racchetta. Il primo maestro è Mario Pierri, che segue “Tommy” sino ai 18 anni. La carriera giovanile è costellata di vittorie e soddisfazioni. “In Italia sono sempre stato tra i migliori - racconta Fabbiano -. A livello internazionale ho conquistato il primo evento Tennis Europe a 12 anni in Austria, poche settimane dopo aver vinto la Lambertenghi”. A 17 anni il pugliese inizia a respirare l’aria di vero tennis disputando tutti i tornei junior dello Slam e raggiungendo la semifinale sia a Melbourne che a New York. “Anche se la soddisfazione più grande è stata vincere il doppio a Parigi in coppia con il bielorusso Andrei Karatchenia, all’epoca mio compagno di allenamenti”. A livello giovanile Fabbiano raggiunge il numero 6 Itf, ma il salto nel tennis professionistico non è semplice. A seguirlo nel suo percorso di crescita, dopo il maestro Pierri, sono Cristian Brandi, Vittorio Magnelli e, oggi, coach Fabio Gorietti. “Alla Tennis Training School di Foligno mi trovo benissimo: si respira un’aria familiare e allo stesso tempo iper professionale. Fabio è davvero molto bravo e potermi allenare con il mio amico Luca Vanni è un valore aggiunto ”.

Da Mahut a Muller - Flashback: maggio 2008, diciannove anni da compiere, Thomas Fabbiano supera le qualificazioni agli Internazionali d’Italia e si trova davanti al primo turno il francese Nicolas Mahut. Dopo una dura lotta il francese si impone 6-7 6-4 7-5 (“Cosa ricordo di quel match? Che sono stato l’unico a perdere con Mahut sulla terra…). Da quel momento inizia la difficile e lunga scalata del pugliese, che mette in bacheca dodici titoli Futures e il challenger di Recanati. Nel 2013 arriva la qualificazione agli Us Open, che gli permette di affrontare il canadese Milos Raonic al primo turno. Nove le vittorie in carriera contro tennisti Top 100, la più importante delle quali a Chennai, nel primo torneo di un 2016 partito col botto. “Non avevo mai iniziato una stagione così bene - spiega ancora Fabbiano - e raggiungere il mio primo quarto di finale Atp nella settimana d’apertura è stata una grande gioia”. In India Fabs, come lo chiamano nel circuito, supera il tabellone cadetto e, dopo aver battuto Muller negli ottavi, si ferma dopo un match equilibrato e combattuto contro il Top 20 Benoit Paire. Dopo la delusione Australian Open, che ha visto il pugliese sconfitto al secondo turno di “quali” dal cinese Di Wu, è tornato a fare la voce grossa nelle qualificazioni Atp, dimostrando ancora una volta di valere ampiamente il livello del circuito maggiore. Il conto alla rovescia è iniziato, mancano 165 punti all’ingresso nei Top 100.

Thomas Fabbiano si allena a Foligno con coach Marco Gorietti e con il grande amico Luca Vanni, anche lui a ridosso dei Top 100

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