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MODA TENNIS, ADESSO VA IL CLASSICO

Da Miami un’immagine dei capi tecnici dai tagli classici

di Enzo Anderloni | 05 aprile 2019

Da Miami un’immagine dei capi tecnici dai tagli classici. Federer quasi in bianco (verde acqua tenuissimo) e Fila con tre atleti su quattro finalisti con un look Anni ‘70. Persino Nike va sul vintage con Shapovalov ‘alla Sampras’

di Enzo Anderloni - foto Getty Images

Il tennis si reinventa dentro uno stadio da football americano ma i suoi protagonisti trionfano in nome del ‘dolce stil… vecchio’. In senso buono, si intende: un antico buon gusto, un recupero del classico che acquista ancora più senso nel momento in cui è evidente che il nostro sport è riferimento per la moda, soprattutto quando riscopre le sue radici di eleganza. Guardate Roger Federer: per il suo trionfo n.101 lo sponsor giapponese l’ha vestito praticamente di bianco, nemmeno si trattasse di affrontare i prati di Wimbledon e ha disegnato per la polo addirittura un collo a ‘rever’. Massima raffinatezza per un simbolo di eleganza come il maestro svizzero che porta anche la scarpa bianca Nike. La sua attenzione al dettaglio è evidente anche nella scelta di mantenere la racchetta ‘total black’, penultima edizione della sua Wilson Pro Staff RF Autograph. Evidentemente la livrea bianca e nera dell’ultimo restyling non l’ha convinto.

Next Gen Anni Novanta
Chi si aspettava un contrasto di stili per il suo confronto in semifinale contro Denis Shapovalov, idolo diciannovenne della Next Gen, l’ha ritrovato solo in parte. Il biondo canadese genialoide ha ricevuto da Nike una maglia bianca con loghino storico e pantaloncini denim che richiamano fortissimamente la linea disegnata per lo statunitense Pete Sampras a metà degli Anni Novanta.
Certo, Pete e Andre Agassi, con i loro pantalocini di jeans parevano dei provocatori 30 anni fa, quando il classico ‘stile tennis’ era ancora la scelta dei più. Oggi il canadese, con il cappellino alla rovescia e l’istinto del fuoriclasse, con quella divisa trasmette buon gusto ‘vintage’, non certo trasgressione.

Tutti in Fila negli Usa
L’album dei ricordi si riapre anche quando si registra il trionfo degli atleti Fila nello stadio dei Miami Dolphins. Il rosso e blu della maglia di John Isner, vincitore nel 2018 e ancora finalista quest’anno, è lo stesso del logo dell’azienda nata a Biella e oggi di proprietà coreana. Bianco e azzurro, blu e verdino (sempre con linee molto classiche e pulite) hanno invece caratterizzato i completini di Ashleigh Barty e Karolina Pliskova, vincitrice e finalista del torneo femminile. Entrambe hanno ben visibile il marchio Fila sul petto, lo stesso che Borg portò al trionfo 5 volte consecutive a Wimbledon nella seconda metà degli Anni Settanta.

E se il tennis fosse quello?
Vien da pensare che forse questo ritorno alla tradizione potrebbe essere la strada giusta per uscire anche dalle righe del campo, considerato che tanti tentativi di stravolgimento ipercolorato dello stile-tennis non hanno avuto quel riscontro in ambito ‘casual’ che molti probabilmente speravano.
Valga in questo senso la considerazione che, mentre la scarpa da running ha fatto tendenza diventando riferimento strutturale per gran parte delle sneakers (vedi New Balance, Saucony…), la calzatura da tennis che vediamo in giro abbinata al jeans non è un’interpretazione modaiola di quella odierna. È ancora, al contrario, legata ai ‘classiconi’ in pelle ‘tutta bianca’ degli Anni ’70. Adidas Stan Smith su tutte. A quando una scarpa da tennis moderna, superammortizzata, ripensata per essere supercomoda quando si passeggia e superdesiderata dai modaioli più cool?