Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Abbiamo misurato e portato in campo uno degli attrezzi personalizzati utilizzati nell’ultima sfida di Davis dall'azzurro. Togliamoci il gusto di scoprire come un top player si fa customizzare la sua Babolat Pure Drive, best seller dell’ultimo decennio

di Enzo Anderloni

1 fogniniRacchetta che vince non si cambia. Si regala. E’ quello che ha fatto Fabio Fognini festeggiando la sudatissima vittoria contro Guida Pella, 6-2 al quinto set del match decisivo per la vittoria dell’Italia contro l’Argentina, a Buenos Aires lo scorso 6 febbraio. Ha regalato una delle sue Babolat Pure Drive, proprio quella con cui ha giocato gli ultimi game decisivi della partita, a Pier Paolo (per gli amici “Jambo”) Melis, l’incordatore ufficiale della squadra italiana.
Impossibile resistere alla tentazione di metterla prime sulle macchine test e “misurarla”, poi di portarla sul campo per provare la sensazione di colpire la palla con l’attrezzo che un professionista di alto livello ha usato in gara.
Prima di tutto alcune notazioni complessive: Fognini ha chiesto per i suoi telai di non avere dispositivi tecnologici particolari, soluzioni che gli addolcissero l’impatto aumentando il comfort di gioco. Come il pilota di Formula Uno deve sentire ogni sassolino dell’asfalto ha evidentemente bisogno di sentire ogni minima “asperità” della palla. Dunque la sua Pure Drive, modello best seller assoluto nella storia del marchio francese Babolat, non ha alcuni degli accorgimenti che l’hanno fatta apprezzare anche da molti giocatori di club.

ANon c’è il sistema Cortex (che con l’inserimento di un particolare elastomero nella zona che collega telaio e manico, taglia le vibrazioni). Non ci sono il sistema Woofer e FSI che aumentano il tempo di contatto tra la palla e le corde (il primo) e rendono più fitto il reticolo nella parte più alta dell’ovale, dove si tende ad impattare la palla, aumentando la precisione (il secondo).
“Fogna” non sente di averne bisogno (il giocatore medio invece se ne giova ampiamente...) e privilegia il contatto diretto con la palla, nudo e crudo, del suo 16x19 classico, la stessa versione “primordiale” con cui Carlos Moya ha conquistato il Roland Garros ed è diventato n.1 del mondo.
La presa però la vuole sicura e sopra il grip di serie monta un sottile overgrip bianco Babolat VS Original. Per l’incordatura opta per un monofilamento in co-poliestere a sezione ottagonale rivestito in silicone, il Babolat RPM Blast (lo stesso che usano Rafael Nadal e... Simone Bolelli) calibro 1,30. La tensione è tutt’altro che “tenera”: 27 chilogrammi per le corde verticali, 25 per le orizzontali. Come Nadal, Fognini vuole che l’incordatura sia eseguita a 4 nodi (quindi con due spezzoni di corda).

DIn laboratorio
Il peso, 340 grammi complessivi, è consistente ma non troppo impegnativo. Basti pensare che la Wilson di Roger Federer e la Yonex di Stan Wawrinka pesano 340 grammi nella versione “di serie” ma senza le corde. La Pure Drive di serie è 300 grammi “a nudo”. Dunque considerando che il peso delle corde è tra circa 15 grammi, il telaio non ha molto peso aggiunto nella customizzazione. Il bilanciamento non è troppo spostato verso la testa: cm 33.3. La rigidità è invece elevata (come nella versione “di serie”): 69 punti RA e l’inerzia, cioè l’attitudine alla spinta, è formidabile: ben 344 punti kg per centimetro quadrato). E tutto ciò sa di potenza pura.

EIn campo
In campo c’è andato proprio Jambo Melis, ex C2, istruttore di tennis, buon braccio e soprattutto una passione “bestiale”. Uno che ogni tanto riesce anche a fare due scambi con questi “giocatori veri”, curioso com’è di tutto quello che gira intorno alle racchette e ai loro utilizzatori principali. Così ci siamo fatti raccontare le sue sensazioni. La partenza è... a razzo: “Una delle poche racchette dei giocatori professionisti che mi è capitato di provare che utilizzerei senza spaccarmi il braccio... - dice entusiasta - magari a tensioni un po’ più basse”. “Impugnando questa Pure Drive – ci ha spiegato - e iniziando a colpire la palla la sensazione è che sia molto simile a quella “retail”, che si trova in negozio, ma più “cruda”. L’impatto è secco, senza filtri”. Potenza? Controllo? Rotazioni? Gli abbiamo chiesto di darci le sue sensazioni anche sotto questi aspetti: “La palla esce facilmente: profonda, meglio di piatto che in top spin- racconta -E’ impegnativo manovrarla, considerata l’inerzia molto elevata”. Insomma, se la Pure Drive si è affermata (nei suoi oltre 20 anni di vita) come la racchetta per tutti, chi può trovarsi bene con una versione così particolare? “Così com’è, è un attrezzo adatto a giocatori come minimo di seconda categoria – conclude Jambo - con un braccio forte, allenato. E soprattutto ben educato, come quello del buon Fabio”. Quindi, forse, solo lui.

BIn laboratorio*
Peso (incordata e con overgrip): g 340
Bilanciamento: cm 33.3
Inerzia: 344 kgcm2
Rigidità: 69 RA
Pattern: 16x19
Profilo: mm 23/26/23
Piatto corde: 100 sq.in.
*Rilevazioni effettuate sulla racchetta di Fabio Fognini nel laboratorio LBJ Shop di Cagliari. Telaio incordato (a 4 nodi) con sintetico monofilamento Babolat RPM Blast, calibro 1,30. Tensione: kg 27/25.

Babolat Pure Drive*: la scheda
Piatto corde: 100 sq.in.
Peso (a nudo): 300 g
Bilanciamento (a nudo): cm 32
Schema d’incordatura: 16x19
Profilo: mm 23/26/23

*racchetta di serie