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Ernesto ha un gran diritto, serve oltre i 200km/h ed è un'altra speranza Usa. Ma è orgoglioso delle sue origini, a Jerez, Messico. Ha cominciato grazie al papà, che nei primi mesi negli States raccoglieva fragole a 20$ al giorno

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

escobedo 2Il tennis non è (solo) uno sport per ricchi. La storia da romanzo di Ernesto Escobedo, iniziata in Messico e proseguita sui campi pubblici di Los Angeles, ne è chiara testimonianza. Un nonno appassionato e un padre ostinato hanno costruito, anno dopo anno, il sogno di “Neto”, oggi a un passo dal primo grande traguardo della sua giovane carriera: la Top-100 Atp.

Da Jerez a West Covina
La storia tennistica della famiglia Escobedo ha le sue origini a Jerez, grande città messicana al confine con gli Stati Uniti, dove nonno Ernesto Sr decide di trasformare il proprio giardino in un campo da tennis. Le dimensioni sono ridotte e la rete è costruita con uno spago, ma è così che Ernesto jr (padre di “Neto”), il più grande di 10 fratelli, inizia a tirare i primi colpi insieme alla sorella Xochitl, che nel 1988 rappresenterà il Messico all’Olimpiade di Seoul 1988. Ernesto jr. tenta la carriera da professionista ma i risultati non sono all’altezza e, dopo aver sposato a Jerez il suo grande amore Cristina, decide di cambiare vita trasferendosi in California. I primi mesi negli States sono particolarmente duri ed Ernesto è costretto a raccogliere fragole per 20 dollari al giorno. Successivamente arriva la prima buona notizia con l’assunzione alla UPS, che dà tranquillità e stabilità alla famiglia. Ernesto “Neto” Escobedo nasce a Los Angeles il 4 luglio, data non banale per gli statunitensi, del 1996 e già dai primissimi anni di vita viene iniziato a racchette e palline dal padre. “Non sapevo che il tennis fosse uno sport per ricchi - ha raccontato in una recente intervista al New York Times -, ricordo solamente che il mio unico pensiero era giocare, giocare e ancora giocare con la mia piccola racchetta di Spider Man”. Papà Ernesto jr. riduce il proprio orario di lavoro per allenare “Neto”, passando da un campo pubblico all’altro. Se l’investimento per una “classica” carriera giovanile è di circa 300.000$, la famiglia Escobedo riesce ad arrangiarsi con soli 5.000$ all’anno. Dopo alcune stagioni arriva il trasferimento a West Covina, città nella parte orientale della contea di Los Angeles, proprio accanto al circolo dove 'Neto' si allena con coach Peter Lucassen, giovane coach olandese ed ex Top-600 Atp”.

escobedo 1Il Sì a mamma Cristina
Al compimento dei 14 anni una Academy della Florida prova a convincere 'Neto' a trasferirsi, ma il rifiuto è netto e deciso. “Non era ancora pronto”, spiega mamma Cristina, che accudisce e coccola ancora oggi il figlio nella casa di West Covina tra cibo messicano e ricche colazioni. I soldi per la carriera under 18 sono pochi ed Ernesto può permettersi di disputare solamente cinque tornei in tre anni. La scelta ricade dunque su eventi da 10.000$ e, proprio in Messico, Escobedo conquista il suo primo punto Atp. La scalata è lenta ma costante sino agli exploit giunti nel 2016 con le vittorie Challenger a Lexington (in finale su Tiafoe) e a Monterrey (in finale su Kudla). 'Neto', probabilmente il meno reclamizzato della Next Gen Yankee, raggiunge il numero 104 del mondo e, continuando così, sarà certamente nel main draw del Roland Garros 2017. “Negli ultimi 18 mesi Escobedo è migliorato in maniera esponenziale - ha spiegato Brad Gilbert - e lontano dalla luce dei riflettori sta vivendo una incredibile e non pronosticabile crescita silenziosa”.

escobedo 3“Io, più messicano che yankee”
“Mi sento più messicano che statunitense - ha più volte sottolineato Ernesto Escobedo durante recenti interviste -. Al torneo di Acapulco era presente tutta la mia famiglia ed è stato bellissimo vincere un match nel main draw, tra gli applausi, contro Stefan Kozlov. A New York invece contro Edmund sembrava quasi che tifassero per il britannico”. 'Neto' ha avuto la fortuna di allenarsi per due settimane, durante la off-season, con Roger Federer. “Sono stati 15 giorni esaltanti, durante i quali Rog mi ha anche chiesto come fosse possibile che Donald Trump avesse vinto le elezioni Usa. Da messicano-americano non ho saputo cosa rispondere ma sono sicuro che, se mai dovessi vincere gli Us Open, non accetterei mai un invito alla Casa Bianca”. La strada verso la vetta è ancora lunga ma tracciata, i risultati non mancano e lui ha le idee molto chiare. Obiettivi a breve scadenza? “L’ingresso tra i primi 100 e la qualificazione alle Atp Next Gen Finals”. E per il futuro: “Voglio ripercorrere le orme del mio idolo Andy Roddick - ha detto - ma, se non dovessi riuscirci, credo che aprirò una bella Academy in Messico”. Perché tutti devono avere la propria chance di emergere in uno sport che, come dimostra Escobedo, non è soltanto per ricchi.

La scheda di Ernesto Escobedo
Nato a Los Angeles, il 4 luglio 1996
Altezza: 185 cm, peso: 82 kg
Coach: Peter Lucassen
Ranking: 104 (Best Ranking)
Titoli Challenger: 2 (Lexington e Monterrey 2016)
Top 100 battuti: 5 (Krajicek, Schwartzman, Thompson, Lacko e Medvedev)