Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Giugno '89: mentre un giovane cinese blocca i carrarmati in piazza Tienanmen, un americanino di Taiwan, 17 anni, fa cadere a Parigi il gigante Ivan Lendl servendo dal basso e andando a rispondere dentro al campo, sulla linea dell’area di servizio. E vincendo il Roland Garros...

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

Chang 2Quante strade deve percorrere un uomo per essere uomo? Da che parte soffia il vento del cambiamento? Cos'è il coraggio? Domande che trovano risposta in un solo gesto, il 4 giugno 1989, quando “il rivoltoso sconosciuto”, una delle persone che più hanno influenzato il Novecento per Time, sfida i carri armati tipo 59 a Piazza Tienanmen a Pechino. L'immagine fa il giro del mondo. La vede in tv anche Michael Chang, in una stanza d'albergo di Parigi. Ci sono anche mamma Betty e papà Joe, emigrati in New Jersey da Taiwan. Il giovane Michael, a 17 anni, sarà chiamato il giorno dopo alla sua personale prova di coraggio, sfidare sul Centrale del Roland Garros il numero 1 del mondo, Ivan Lendl, che ha iniziato la stagione col suo settimo titolo Slam.
È l'ultimo bambino prodigio del tennis maschile. A 12 anni ha già vinto i campionati juniores USTA sul duro, a 15 diventa il più giovane di sempre a passare un turno allo Us Open: al primo turno, da numero 970 del mondo, batte il 32enne Paul McNamee, il secondo giocatore più anziano in tabellone in quell'edizione 1987.

Chang 3Si stava per ritirare...
Lendl come da pronostico vince i primi due set 6-4. Ma Chang gli toglie il primo set del torneo e nel quarto il numero 1 del mondo commette un pesante doppio fallo nel sesto gioco che gli costerà il break e il parziale. "Verso la fine del quarto set, ho iniziato ad avere crampi ovunque. Allora ho iniziato ad alzare pallonetti, ho cercato di accorciare il più possibile gli scambi e tirare il vincente non appena ne avevo l'occasione”. Il pubblico non gradisce e lo fischia. Sul 2-1, praticamente Chang non si muove e faticosamente si dirige verso il giudice di sedia Richard Ings, che aveva in precedenza punito un furibondo Lendl con un penalty point. “Ero vicinissimo al ritiro - racconterà anni dopo alla CNN. - Mi dicevo: ma chi vuoi prendere in giro? Hai 17 anni, hai di fronte il numero 1 del mondo, abbandonare in queste condizioni non è poi così male”. Ma è nelle condizioni straordinarie che si scrivono le grandi imprese. “Se abbandono alla prima difficoltà, ho pensato, poi sarà più facile farlo ancora una seconda, una terza o una quarta volta”.

Chang 1Il primo... e l'unico
L'intuizione del servizio “da sotto”, come negli allenamenti con Agassi, che manda fuori di testa il ceco, è storia. Sul match point, poi, si va a mettere in risposta con i piedi sulla linea del rettangolo di servizio. Saltano gli schemi mentali di Lendl che commette doppio fallo. È il trionfo dell'intelligenza sulla forza, preludio a una finale altrettanto storica, alla rimonta su Edberg che incorona il giovane Michael il più giovane di sempre a conquistare un torneo dello Slam.
Resterà anche l'unico della sua carriera, il primo per uno statunitense al Roland Garros dal 1955. “Ha dimostrato a tutta una generazione di americani che trionfare a Parigi non era un'impresa impossibile” dirà Agassi. Grazie a quel successo, il più importante dei suoi 34 titoli in carriera, Chang entra in top-10. “Gli altri momenti indimenticabili della mia carriera ha detto, “sono la vittoria in Coppa Davis nel 1990, l'aver raggiunto il numero 2 del mondo (il suo best ranking nel 1996) e l'ingresso nella Hall of Fame nel 2008. Ma soprattutto è grazie al tennis che ho incontrato mia moglie Amber”. Ora è il coach del giapponese Kei Nishikori, n.5 del mondo.