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Tifosissimo del Torino, come il suo coach Gipo Arbino, Lorenzo sta lavorando duro (e bene) per scalare la classifica. Lo dimostrano i risultati sul campo e la voglia di arrivare in alto... fino al sogno delle Atp Finals

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

sonego 2L’ha fermato solo Tsonga, il suo idolo di sempre. Ma il quarto di finale di Marrakech, il secondo in carriera a livello ATP, ha riportato Lorenzo Sonego in Top 100. Gli ha consegnato così un posto nel main draw del Roland Garros. Sta lavorando sul rovescio, il suo colpo meno sicuro, e sull’alternanza delle rotazioni. I colpi forti sono sempre più affinati, con la video-analisi di Danilo Pizzorno, torinese e Maestro Nazionale FIT dal 1990 che ispirato dal pioniere francese Gilles De Kermadec aveva lavorato con Ivan Ljubicic all’inizio degli anni 2000.

Sogno 2021
In Marocco, dopo le qualificazioni, ha battuto Alexey Vatutin e Carlos Berlocq, l’argentino che ha visto vincere tre volte al Challenger del Circolo della Stampa Sporting a Torino. Allora gli faceva da raccattapalle, ha raccontato, e non che fosse troppo simpatico. Ha sconfitto poi Laslo Djere, testa di serie numero 5, e Robin Haase, che ha invano cercato riscatto dopo la sconfitta al primo turno dell’Australian Open 2018.

sonego 3Dopo essere stato invitato per una serie di eventi nell’ultima edizione a Londra, vorrebbe le ATP Finals nella sua Torino. “Nei prossimi tre anni punto a crescere tanto, nel 2021 il mio sogno è esserci”, ha detto a Repubblica. Non se li aspettava nemmeno lui i progressi che l’avevano portato a toccare un best ranking di numero 86 lo scorso ottobre.

La leggerezza pensosa
Anche a Marrakech ha giocato con l’atteggiamento giusto. La lotta lo carica, la possibilità di divertire il pubblico e assorbirne l’energia lo motiva, sfidare un avversario di prestigio non condiziona la lucidità nelle scelte. Porta in campo quella che Calvino chiamava la “leggerezza pensosa”, che si associa con la precisione e la determinazione. Ha vissuto per anni il tennis come una parte importante della vita ma non l’unica. Ha mantenuto le storiche amicizie torinesi che poco c’entrano con la carriera sportiva, ne ha costruite altre con i tennisti italiani. Chi non ha mai smesso di credere nel suo talento è Gian Piero “Gipo” Arbino, che ha rinunciato al posto fisso, che avrebbe potuto anche avviare una carriera da tenore e anche per questo sa come insegnare a non arrendersi se senti di avere dentro qualcosa di speciale. Due lottatori, Gipo e Lorenzo, che si portano dentro anche la passione per il Torino, con tutta la coda lunga del cuore granata e di una storia di sfida continua al beffardo destino. C’è da lavorare ancora, su fisico, rovescio, risposta e posizione a rete. Ma la top 50 non è lontana. E poi...