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Superando sulla strada delle semifinali del torneo Atp di Sofia anche il coetaneo russo . Khachanov, n.1 del tabellone e n.11 del mondo, l’azzurro ha dimostrato di avere già il livello per giocarsela con i top 10. E la conseguente prospettiva di entrare in quel ristretto club…

di Enzo Anderloni 

afildirete 619 w1Ha sfondato anche il muro della Top 50. Matteo Berrettini non ha ancora 23 anni (li compirà il prossimo 12 aprile) e il suo best ranking dice già n.46 del mondo.

“La classifica Atp non la guardo: non è un’ossessione”, ha dichiarato alla fine della scorsa stagione. “So che il meglio comincerò a darlo tra un paio d’anni. Ora penso a migliorare”. Ha ragione, su tutto.

Però i numeri possono servire per avere qualche punto di riferimento in più. Per esempio la vittoria della scorsa settimana a Sofia contro Karen Khachanov (testa di serie n.1 di un torneo nel quale poi l’azzurro ha raggiunto la semifinale) è piena di numeri interessanti. La classifica del russo, classe 1996 come Matteo, prima onda della Next Gen Atp, è n.11 del mondo. Figlia di un rendimento che lo ha portato a chiudere il 2018 con la vittoria nel Masters 1000 di Parigi/Bercy nel quale ha infilato uno dopo l’atro John Isner (n.9), Alexander Zverev (5), Dominic Thiem (8) e Novak Djokovic, n.1 del mondo. Come dire: il possente Karen, un metro e 98 di statura, ha colpi, testa e ‘physique du role’ per entrare nel club più prestigioso del tennis mondiale, quello dei Top 10 e, in virtù dell’anagrafe, restarci a lungo.

afildirete 619 w2Berrettini ha ingaggiato con lui una lotta dura, testa a testa e alla fine l’ha spuntata.

Al di là del risultato, è l’ennesima controprova di un livello di gioco raggiunto, consolidato. D’altro canto la sconfitta in quattro set (due finiti al tie-break) contro Stefanos Tsitsipas agli Open d’Australia racconta la stessa storia: Matteo se la gioca con i più forti del mondo. In ascesa.

Questo è il bello e il fattore più interessante. Il vittorioso esordiente in Davis ha pure lui il ‘physique du role’ (un metro e 96) che sembra caratteristica comune della nuova generazione di tennisti al vertice (Zverev è 1.98, Tsitsipas 1.93) ed è già agganciato al treno più veloce di quest’epoca tennistica. Nel mondo dei coach, con un occhio particolare agli emergenti, è riferimento noto che se sei tra i primi 5/10 di una fascia d’età da giovane, riuscire a rimanere in quel gruppo di coetanei negli anni a seguire significa essere sull’ascensore del ranking.

afildirete 619 w3Oggi Berrettini è n.46 ma guardando all’età è n.10 del mondo: davanti a sé ha solo 9 giocatori coetanei o più giovani di lui. E se la gioca con tutti (Khachanov è n.2 e Tsitsipas n.3). Dunque, anche senza farci ossessionare dalla classifica, possiamo dire che l’ipotesi di un Masters, ops, Atp Finals a Torino dal 2021 per cinque anni sarebbe perfetta per alimentare in un tennista italiano il sogno di arrivarci e di giocare in casa. Non è un’ipotesi tanto azzardata, vista la qualità del tennis ‘berrettiniano’ che abbiamo già potuto apprezzare.

E a noi un italiano al Masters manca, guarda il caso, da quarant’anni esatti. Da quel gennaio del 1979 che vide Corrado Barazzutti tra gli otto ‘Maestri’ al Madison Square Garden di New York. Il PalaAlpitour è decisamente più vicino.

Articolo tratto dal n. 6/2019 di Supertennis Magazine

 

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SuperTennis Magazine – Anno XV – n.6– 13 febbraio 2019

afildirete 619 w4In questo numero

Prima pagina – Un futuro da Masters Pag.3

Circuito mondiale – Un, due, tre Berrettini: ha il tennis che serve Pag.4

Fed Cup – Voglia di ripartire Pag.6

Focus Next Gen – 3 titoli in 3 anni, Moutet è da record Pag.8

Terza pagina: Love… fifteen: l’amore ai tempi del Tour Pag.10

I numeri della settimana – Londero, che sorpresa! Pag.12

Il tennis in tv – Il carnevale di Rio Pag.13

Pre-quali IBI19 – Avanti i ‘Quarta’ Pag.14

Personal coach – A maggio il Simposio: un’occasione mondiale Pag.16

Circuito Fit-Tpra –Amatori in salsa rosa Pag. 17

Racchette e dintorni – Le racchette delle ragazze Pag. 19

L’esperto risponde – Piccole, bellissime tenniste di panno: da dove arrivano? Pag.21