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Mai come quest’anno gli azzurri hanno esordito con autorevolezza, disinnescando la trappola dell’erba indiana. Andremo alle finali in sede unica di Madrid con l’esperienza di Seppi e Fognini, la freschezza di Berrettini e Cecchinato. E non solo. Uno squadrone anche in prospettiva

di Enzo Anderloni

afildirete 519 w1Difficile ricordare una partenza tanto autorevole: l’Italia di Coppa Davis, analizzata con la lente d’ingrandimento dell’erba di Calcutta, è qualcosa di totalmente inedito. Nemmeno la squadra dei moschettieri che conquistarono la Coppa nel 1976, e ci aggiunsero altre 3 finali, aveva in partenza questa compattezza e duttilità.

L’erba, ai tempi, era considerata ‘buona per le vacche’, fortuna volle che il meno quotato in classifica degli azzurri di allora, Tonino Zugarelli, se la cavasse benissimo sui prati. Altrimenti anche superare la Gran Bretagna, proprio nel ’76, sul campo n.1 di Wimbledon, sarebbe stato un bel rebus.

afildirete 519 w2In questo primo turno del 2019, particolarmente caldo perché determinante per la partecipazione a quel vero Mondiale della racchetta che sarà la fase finale in sede unica (alla Caja Magica di Madrid, in novembre, dal 18 al 24), gli indiani avevano fatto la scelta più radicale per metterci in difficoltà. Giocare sulla loro superficie, trattata alla loro maniera, cioè in modo molto più rudimentale che nelle tappe verdi del tour, tra Germania e Inghilterra.

Una volta avremmo tremato e cominciato a lamentarci delle condizioni ancor prima di cominciare. Invece questa squadra che unisce solida esperienza (Andreas Seppi, 34 anni) e gioventù esplosiva (Matteo Berrettini, 22) si è presentata a Calcutta lasciando serenamente a riposo il suo n.1 (Fabio Fognini).

Tutti i suoi componenti (cioè i due sopracitati, Marco Cecchinato, Simone Bolelli e Thomas Fabbiano) sono preparati a puntino per essere competitivi in ogni momento dell’anno su tutte le superfici. Così dal primo “quindici” gli indiani si sono trovati di fronte a gente che su quell’erba gestiva la palla meglio di loro (e delle mucche...). Seppi e Berrettini hanno controllato la situazione da maestri. Matteo era all’esordio assoluto. Sulla difficoltà della ‘prima volta’ in maglia azzurra esiste una pubblicistica infinita. Il capitano Barazzutti, mitico anello di congiunzione tra il grande tennis italiano di ieri e quello che ci prepariamo a vivere nelle prossime stagioni, lo sa benissimo e lo ha testimoniato.

afildirete 519 w3Partire come ha fatto Berrettini è semplicemente eccezionale. Il fatto che il suo avversario fosse n.103 del mondo contro il suo ranking da n.53, non deve ingannare. In Davis e in condizioni particolari come quelle di Calcutta le differenze di solito svaniscono già negli spogliatoi. L’azzurro invece ha dominato.

Lui e gli altri under 25 sono una nuova generazione, figli dell’epoca in cui il “progetto campi veloci” ha fatto capire che chi vuole emergere nel tennis deve pensare in grande, sviluppare un tennis aggressivo ed efficace su tutte le superfici. L’Italia che andrà sui campi duri di Madrid (con un Fognini in più) è un fuoristrada 4x4 che può giocare (e vincere) contro tutti e dappertutto. Considerando anche che la Svizzera di Federer è stata eliminata e Djokovic ha già annunciato che non ci sarà.

Un bello sprone anche per le ragazze di Fed Cup che questo week-end affrontano a Biel la Svizzera di Belinda Bencic, recuperando in extremis anche Sara Errani. Il prolungamento della sua squalifica (piuttosto assurdo) finisce alla mezzanotte del 7 febbraio. Sabato e domenica, l’ex n.5 del mondo in singolare (n.1 in doppio) potrà essere a fianco di Camila Giorgi e delle giovani Martina Trevisan, Jasmine Paolini e Deborah Chiesa. A 31 anni la sua esperienza può essere determinante per valorizzare la forza della Giorgi (n.28 del mondo) e far crescere rapidamente il gruppo delle emergenti.

In questo mondo sempre più digitale, dove il movimento è tutto, l’Italia del tennis va veloce. Godiamoci il viaggio.

Articolo tratto dal n. 5/2019 di Supertennis Magazine

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SuperTennis Magazine – Anno XV – n.5 afildirete 519 w4– 6 febbraio 2019 

In questo numero

Prima pagina – L’Italia va veloce Pag.3

Coppa Davis – Dall’India a Madrid, azzurri compatti Pag.4

Coppa Davis – L’Italia alla fase finale: di sicuro evitiamo Rafa Pag.7

Focus Next Gen – Baby corazzata Canada: vince ed emoziona Pag.9

Terza pagina: Grand Slam? Anche da junior è un’impresa Pag.11

I numeri della settimana – Seppi 13, la bandiera Pag.13

Il tennis in tv – La Fed Cup in diretta Pag.15

Giovani – Riecco il Trofeo Kinder, 127 tappe di festa Pag.17

Centri estivi Fit – Prenota adesso: l’estate comincia qui Pag.19

Circuito Fit-Tpra –Croci ancora in alto, Monaco nuova n.1 Pag. 21

Racchette e dintorni – Scarpe puntinate e racchette a puntino Pag. 23

L’esperto risponde – Una finta o un rumore con i piedi possono essere considerati disturbo all’avversario? Pag.25