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Gli azzurri saranno nella Fascia 2 e nei sorteggi si rischiano incroci pericolosi con Croazia, Francia e non solo. In Spagna ci saranno due incontri
nei primi sei giorni e, per vincere il titolo, 15 partite in una settimana

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

francia 1La vittoria in India, nel primo tie sull’erba nella Coppa Davis azzurra dal 1985, lancia l’Italia. La sicurezza di Seppi, che ha raggiunto le 20 vittorie nella manifestazione in 13 anni di presenza, le certezze di Berrettini, debuttante ma con testa e gestione delle emozioni da veterano, aiuteranno nelle Finals di novembre alla Caja Magica di Madrid sulla terra battuta. Con Cecchinato e Fognini, partito motivatissimo per i tornei in Sudamerica, l’Italia potrà sfruttare l’adattamento storico al rosso e la completezza di squadra che, con due sfide nei primi sei giorni e quindici partite in una settimana per vincere il titolo, conterà.

Italia in fascia 2
L’Italia sarà inserita in seconda fascia nel sorteggio del prossimo 14 febbraio. In prima, le due finaliste della scorsa edizione, la Croazia di Cilic e la Francia di Lucas Pouille fresco di prima semifinale Slam in carriera, merito anche della scelta di Amelie Mauresmo come coach. In base al ranking per nazioni della Coppa Davis, in prima fascia anche le due wild card Argentina (con sei giocatori in top 100 a fine 2018) e Gran Bretagna, che avrà bisogno di recuperare il miglior Edmund e sperare magari nell’effetto Davis che spesso ha galvanizzato l’ex bad boy Dan Evans. Infine gli Usa di capitan Mardy Fish, ammessi di diritto dopo la semifinale del 2018, e il Belgio che ha firmato una delle sorprese dei preliminari. “Giocavamo senza i nostri tre migliori giocatori, in trasferta e in altitudine, non era facile”, ha detto il capitano Van Herck. In Brasile, il Belgio ha riscoperto Kimmer Coppejans, promessa mai del tutto compiuta classe 1995, che non aveva mai vinto un singolare a punteggio non acquisito, ma ha garantito il punto della vittoria contro Thiago Monteiro dopo l’impresa di Sander Gillie e Joran Vliegen che hanno sconfitto in due set Bruno Soares e Marcelo Melo. “È stato il più bel successo della nostra carriera”, hanno detto.

spagnaDi sicuro evitiamo Rafa
L’Italia eviterà Spagna, Serbia, Australia, Germania e Kazakistan, che in base al ranking per nazioni saranno nella stessa fascia degli azzurri. I padroni di casa, ancor più dopo l’accordo di sponsorizzazione con La Liga, il campionato di calcio spagnolo, dovrebbero presentarsi al gran completo, con la migliore squadra possibile. La Serbia, oltre a Djokovic, può sempre contare su Filip Krajinovic che ha concluso la prima vittoria esterna in Davis dal 2014 e spento il sogno dell’Uzbekistan di completare la prima rimonta da sotto 0-2. Con Lajovic, che ha toccato le 10 vittorie in Davis, e Troicki buono per il doppio, sarà una delle mine vaganti come l’Australia che festeggia i 100 anni nella manifestazione. “La cosa più importante è che abbiamo ancora occasioni di giocare per l’Australia”, ha detto il capitano Hewitt dopo il 4-0 alla Bosnia-Erzegovina che non ha vinto nemmeno un set. “Non conta il format, noi andiamo in campo, diamo il meglio e trasmettiamo la nostra cultura, i nostri standard”. Potrebbe non essere a Madrid Sascha Zverev, che pure ha aiutato Kohlschreiber a battere l’Ungheria, a Francoforte senza Fucsovics ma con un giovane Piros che ha aggiunto pathos almeno nella prima giornata. “Piqué è un bravo ragazzo ma il format nuovo della Coppa Davis non mi piace, volevo vincerla alla vecchia maniera - ha detto Sascha dopo la vittoria -. Niente e nessuno mi farà cambiare idea, sono abbastanza grande da decidere da solo se giocare o no”.

giapponeLa terza fascia
Di spettacolo e pathos ce n’è stato eccome, anche con il format breve, a Bratislava. Il Canada, una delle nazioni più pericolose della terza fascia, ha vinto una sfida non banale contro la Slovacchia con Felix Auger-Aliassime, fisico e spalle già robuste per le grandi destinazioni, e un Denis Shapovalov ispirato e concreto insieme. In doppio non giocano per niente male: aggiungere Raonic, shakerare, e in bocca a lupo a chi li dovrà affrontare. Con un oscuro 14enne in squadra, Kostantin Zhzenov, la Russia ha battuto la Svizzera senza Federer e Wawrinka in un incontro, questo sì, scontato. Evgenij Donskoy, Karen Khachanov e Andrey Rublev, gli ultimi due ormai da anni in Spagna e avvezzi alla terra rossa, non saranno affatto avversari semplici alla Caja Magica. Nell’ultima fascia anche il Cile di Nicholas Jarry e Christian Garin, rivale di Gianluigi Quinzi da junior, entrato nella scuderia di Rafa Nadal e capace di chiudere il crescendo cileno a Salisburgo, nella terra di Mozart, e l’Olanda che in Repubblica Ceca ha vinto praticamente con Robin Haase. Il secondo oranje più vincente di sempre in Davis ha portato i due singolari e il doppio, alla lunga decisivo, con Jean-Julien Roger dopo aver salvato tre match point a Vesely e Rosol. A Madrid, dovranno dare tutto nelle due sfide del girone, ma non partono con grandi chance di qualificazione ai quarti. Come la Colombia, che ha dominato la Svezia dei fratelli Ymer stranamente dimessi, ma senza un giocatore nei primi 200 la festa a Madrid potrebbe durare poco. Il Giappone dipenderà troppo da Kei Nishikori, assente nella vittoria in Cina in uno dei tie più intensi del week-end. I protagonisti del 3-2 a Guangzhou, Yoshihito Nishioka, Taro Daniel e i doppisti Ben McLachlan e Yasutaka Uchiyama, tutti insieme sulla terra rossa in Davis hanno vinto una partita sola. E ne hanno giocate meno di dieci. Un po’ poco per pensare ai quarti.