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La superiorità nei singolari, l’esperienza di Seppi e l’esordio di carattere e di spessore di Berrettini: così la Nazionale di capitan Barazzutti ha passeggiato sulle insidie dell’erba (alta e infida) di Calcutta. Siamo alla fase finale

da Calcutta, Angelo Mancuso - foto Getty Images

teamOra i fantasmi del 1985 sono definitivamente scacciati. Trentaquattro anni fa l’Italia incassò l’unica sconfitta con l’India nelle cinque precedenti sfide: Francesco Cancellotti, Claudio Panatta e Gianni Ocleppo si arresero di fronte a Ramesh Krishnan e Vijay Amritraj, due gentleman della racchetta. Sempre Calcutta, ancora l’erba irregolare e infida del South Club, ma questa volta la storia è stata completamente diversa. Tutto intorno povertà, miseria e degrado che si palesano senza veli o ipocrisie: una metropoli sconfinata e inconcepibile, una baraccopoli a cielo aperto che ti scuote nel profondo. In questo scenario l’Italtennis ha fatto a pieno il suo dovere. Dopo il rassicurante 2-0 della prima giornata con le vittorie di Andreas Seppi su Ramkumar Ramanathan (6-4 6-2) e dell’esordiente Matteo Berrettini su Prajnesh Gunneswaran (6-4 6-3), nella seconda Matteo Berrettini e Simone Bolelli hanno ceduto il punto del doppio, l’unico in cui gli indiani si sono dimostrati competitivi grazie allo specialista Rohan Bopanna coadiuvato da Divij Sharan: 4-6 6-3 6-4.

Singolari decisivi
seppiMa il divario nei singolari era troppo evidente per rischiare qualcosa: ci ha pensato Andres Seppi in poco meno di un’ora a chiudere il discorso: 6-1 6-4 a Prajnesh Gunneswaran e 3-1 finale. Il 35enne altoatesino è stato capace di conquistare entrambi i punti in singolare, impresa che gli è riuscita per la seconda volta in carriera. “Non sono certo il più giovane, ma ho dalla mia l’esperienza e soprattutto mi sento bene fisicamente”, ha sottolineato. Quindi sul nuovo format della Davis: “Giocare due set su tre appiattisce i valori e può succedere di tutto. Anche il doppio il sabato prima dei singolari è strano, nei tornei non accade mai, però c’è il vantaggio per noi giocatori di stancarsi meno”.

Si va a Madrid
E così l’Italia ha staccato il biglietto per le Finals di Madrid (18-24 novembre): la nuova Davis (si giocava in due giorni e non più in tre e sulla distanza dei tre set) non poteva cominciare meglio. Ora bisogna attendere il sorteggio del 14 febbraio alla Real Casa de Correos: le 18 nazioni rimaste verranno divise in sei gironi da tre. Dalla insidiosa trasferta di Calcutta in una nostalgica atmosfera Anni Ottanta, arriva la conferma che l’Italia è una squadra solida e completa. Oltre alla qualificazione, la notizia migliore è il convincente esordio di Berrettini, che nella prima giornata ha vinto con autorità il proprio singolare mostrando una grande personalità. Il 22enne romano ha notevoli margini di miglioramento alla risposta di rovescio e nell’approccio a rete, ma ormai è una sicurezza e potrà avvicinare a breve i vari Fognini, Cecchinato e Seppi nei piani che contano del ranking mondiale.

berrettiniEsordio da campione
“Oltre a un veterano come Seppi, che ha dato risposte importanti su quello che è ancora il suo grado di competitività e affidabilità - ha sottolineato capitan Barazzutti - dobbiamo fare i complimenti a Matteo. È raro vedere un ragazzo così giovane esordire in Coppa Davis con questa freddezza e lucidità. Sarà un protagonista anche in futuro”. Un’investitura in piena regola per il tennista romano dopo i progressi fatti registrare nella passata stagione, quando ha conquistato il primo titolo Atp. “Solo qualche anno fa seguivo i miei compagni di squadra in tv e facevo il tifo per loro - ha raccontato - ora sono qui e sono felicissimo. Vestire la maglia azzurra è un grande onore”. Gli ha fatto i complimenti anche il capitano degli indiani Mahesh Bhupathi: “Si vede che Matteo è un giocatore speciale, vincerà tanto”.

Vittoria di squadra
Gli applausi di Barazzutti non si limitano però solo a chi è sceso in campo a Calcutta: “Devo dire bravi anche a tutti i ragazzi, pure quelli che non sono stati schierati in questo caso, per come si sono allenati sempre con grande professionalità e hanno saputo fare gruppo in maniera ottimale in questa settimana".

italia"E un grazie lo merita pure lo staff medico che ci ha permesso di affrontare questa trasferta senza alcun problema. I meriti del capitano? Ho cercato di fare del mio meglio, come sempre, nelle scelte, nella gestione della squadra e a bordo campo durante i match. Ma i protagonisti di questo successo sono i giocatori”. Appuntamento a Madrid.