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La vittoria di Federer e Bencic in Hopman Cup e lo storico faccia a faccia di Roger con Serena Williams riaccendono i riflettori su una specialità antica. Oggi è dominata da specialisti ‘anonimi’, ieri era affollata di campioni

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

terza pagina 119 1La riguarderanno a lungo, quella fotografia dai contorni netti. E rideranno ancora della sfida al tempo che passa, alla gioventù che non si misura in anni. Basta lo scatto di Serena Williams e Roger Federer, ultime reclute dell’esercito del selfie, a restituire interesse intorno al doppio misto. La sfida di Hopman Cup tra la Svizzera di Federer e Belinda Bencic e gli Usa di Serena e Tiafoe e poi la finale dei rossocrociati con la Germania di Angelique Kerber e Sascha Zverev hanno rinfrescato una specialità che negli Slam ancora si gioca ma senza l’appeal di qualche decennio fa.
L’anno scorso l’Australian Open ha visto il successo di Mate Pavic e Gabriela Dabrowski; il Roland Garros ha incoronato Ivan Dodig e Latisha Chan; a Wimbledon Alexander Peya e Nicole Melichar hanno interrotto la festa di Vika Azarenka (finalmente libera da esuli pensieri) e Jamie Murray, che ha trionfato a New York con Bethanie Mattek-Sands. Vincitori lontani dal prestigio delle coppie che conquistavano i major venti o trent’anni fa.

terza pagina 119 4Il tennis inventore del ‘misto’
Eppure è stato proprio il tennis a iniziare la tradizione delle competizioni miste, oggi introdotte in molte discipline olimpiche, dal nuoto ai tuffi, dallo sci di fondo al tiro con l’arco. Secondo Bob Everitt e Richard Hillway, gli autori del libro “The Birth of Lawn Tennis”, l’unica illustrazione che accompagnava la pubblicazione delle regole del tennis del maggiore Walter Clopton Wingfield era una partita di doppio misto.

Due Slam Italiani
Una specialità che ha regalato all’Italia due titoli Slam, il Roland Garros 1958 di Nicola Pietrangeli con la britannica Shirley Bloomer (campionessa a Roma l’anno prima), e lo Us Open 1986 di Raffaella Reggi con lo spagnolo Sergio Casal, più famoso per aver creato l’accademia di riferimento per il tennis spagnolo con Emilio Sanchez (con cui componeva un formidabile doppio: vinsero gli Us Open 1988 e il Roland Garros nel 1990).

terza pagina 119 2Margaret Court da record
Il record di successi spetta all’irraggiungibile Margaret Court che ha conquistato 21 major in doppio misto, di cui sei con Marty Riessen. Court è una delle tre donne ad aver vinto ogni titolo in ognuno dei quattro major, come Doris Hart e Martina Navratilova (che vanta il primato di dieci trionfi nell’era Open condiviso con Leander Paes, l’indiano che quattro volte ha festeggiato con Martina Hingis). La stessa Hingis che prima di Rio 2016 ha “snobbato” la proposta di Roger Federer di partecipare insieme alle Olimpiadi. “Le ho parlato al telefono e mi ha detto: mi piacerebbe ma non penso dovremmo farlo, dovresti concentrarti su singolo e doppio, sarebbe una follia”, ha confessato Federer.

Il primo Slam di Venus
Proprio al doppio misto, poi, si deve il lancio della carriera da leggenda delle sorelle Williams. “Il doppio misto in Australia nel 1998 fu il mio primo titolo in assoluto”, ha ricordato Venus qualche anno fa. “Giocavo con Justin Gimelstob, vincemmo anche il Roland Garros quell’anno. A volte serve conquistare un major, anche in doppio misto, per capire come si vince”. Quello stesso anno, Serena ha debuttato allo Us Open e vinto il titolo in misto con Max Mirnyi. “Non dimenticherò mai la sua acconciatura, quelle perline nei capelli che facevano rumore a ogni passo”, ha ricordato il bielorusso in un’intervista al sito WTA. “Serena aveva già un grande spirito competitivo ma non pensavo che avrebbe vinto così tanto”, ha aggiunto il bielorusso che ai cambi campo chiacchierava con lei di musica reggae e di cinema.

terza pagina 119 3McEnroe-Graf, che mix!
Ma la coppia più glamour rimane, probabilmente, il mix fra il quarantenne enfant terrible John McEnroe e Steffi Graf a Wimbledon nel 1999. Un millennium bug con qualche mese d’anticipo. L’idea di giocare insieme, scherza lui, “è stata della stampa” . Di fatto, erano anni che il desiderio di vederli insieme cresceva. McEnroe, l’unico vero idolo della Graf bambina, non giocava a Wimbledon dal 1992. “Possiamo vincere il titolo” diceva mentre la tedesca in campo si mostrava rilassata e sorridente come mai prima. Come tutte le più belle cose, han vissuto solo un’estate. Si ritirano prima della semifinale, Fraulein Forehand ha un leggero fastidio muscolare e vuole conservare energie per quella che sarà l’ultima finale Slam in singolare della sua carriera anche se non le basterà a conquistare il titolo.