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Ecco che racchette e che corde usano gli 8 qualificati per le Finals di Milano. Tra le varie soluzioni dalle nuove tecnologie si cerca il miglior compromesso per picchiare a tutto braccio senza perdere sensibilità e controllo

di Mauro Simoncini - foto Getty Images

TsitsipasSette racchette per i sette migliori giocatori al mondo Under 21, i primi della speciale classifica Race to Milan dell’Atp. Piú uno, l’italiano che ha conquistato la wild card vincendo il torneo di qualificazione allo Sporting Milano 3. A parte Alexander Zverev, indiscusso numero 1 della classifica NextGen che però sarà impegnato a Londra nel Masters finale dei “grandi”, e lo sfinito Denis Shapovalov, i migliori sono della partita e vogliono vincerla: il greco Tsitsipas, l’australiano De Minaur, gli statunitensi Tiafoe e Fritz, il russo Rublev, il polacco Hurkacz, lo spagnolo Munar e il nostro Caruana.
Sono tutti dei grandi fighter, che spingono al massimo la palla da dietro, dalla riga di fondo: non si risparmiano in quanto a potenza ed energia espressa. Picchiano senza fronzoli, attaccanti da fondo campo sia pure con personalismi e stili differenti.
Ma cosa scelgono dal punto di vista dei materiali, dei telai e dell’incordatura? Andiamo a scoprirlo.

1 Tsitsipas... mimetico - Stefanos Tsitsipas usa una Wilson Blade 98 CV in versione ‘Camo’, con fantasia camouflage, l’ultima veste estetica proposta da Wilson e riservata in teoria solo alla leggera delle Blade (98L da 285 grammi). Ma si sa, per il circuito Atp le soluzione customizzate o come si dice “paintjobbate” sono all’ordine del giorno. Da sempre accompagnato dai tedeschi a tre strisce Adidas il leader greco della classifica Next Gen si fa incordare la sua Blade con Luxilon 4G (25-24 kg la tensione di riferimento).

2 De Minaur e la sua lama - Usa lo stesso telaio (Wilson Blade98 con schema corde 18x20) anche l’australiano Alex De Minaur, al suo esordio in quel di Milano. La veste estetica è quella più classica: base nera e ‘spalle’ verde bandiera. Per le corde la scelta ricade anche nel suo caso su un sintetico monofilamento: Luxilon 4G versione ‘ruvida’, Rough. La tensione? 23 chili sia per le verticali che per le orizzontali. L’aussie, il più aggressivo tra i partecipanti, ha i giapponesi di Asics come sponsor tecnico; ai suoi piedi le nuove Solution Speed FF.

rublev3 Adrenalina Rublev - Dello stesso marchio di incordature di Tsitsipas si serve anche Andrey Rublev, il russo che già l’anno scorso si è ben disimpegnato in quel di Milano; Andrey usa Luxilon Adrenaline calibro 1,30 mm, da far montare (25/26 kg) su quella che, a sua detta, è una Wilson Pro Staff. Parliamo di colori e serigrafia, perché proprio la storia di Rublev e della sua racchetta l’anno scorso aveva incuriosito parecchio. Stava testando un nuovo telaio, ma alla fine si era affidato a quello vecchio, uno solo, che faceva avanti e indietro dalla sala incordature al campo alla velocità della luce grazie alla professionalità degli stringer. Rublev è sin da giovanissimo uomo Nike, come altri due in campo a Milano, gli americani Fritz e Tiafoe.

4 Fritz... radicale - Taylor Fritz fa un po’ storia a sé perché è l’unico degli otto a usare un telaio ‘a tiratura limitata’. Si tratta di una Head (Radical Mp) in versione celebrativa realizzata in occasione del 25° anniversario del modello giallonero, quello che in mano ad Andre Agassi conquistò il mondo. Fritz è originale anche nell’incordatura. Usa un ibrido: budello naturale e sintetico monofilamento Solinco, modello Tour Bite. La tensione indicativa è bassa: 22,2/21,3 kg.

tiafoe5 Tiafoe va per il sottile - Il fisicato Frances Tiafoe, al quale di certo non manca potenza, si affida a un marchio giapponese, Yonex, e nello specifico al modello VCore Pro 97, lo stesso di Stan Wawrinka nella versione da 310 grammi di peso senza corde. Una racchetta comunque impegnativa, ben equilibrata ma dal profilo sottile (20 mm) e con ovale contenuto. Anche l’incordatura è ‘made in Japan’: sintetico monofilamento Yonex Poly Tour Pro, calibro 1,25, alla tensione di soli 19 kg.

6 Hurkacz, che esplosioni di classe! - È salito sul metró in corsa ma non è l’ultimo arrivato, il polacco Hubert Hurkacz basa molto il suo gioco su un servizio (ed eventuale successivo diritto) devastante. Visto che, pur lungo e sottile, tira fortissimo, ha scelto un telaio dal grande controllo: utilizza infatti una Head Prestige MP, incordata con monofilamento Luxilon a tensione media: 24 kg.

munar7 Munar ‘giapponese’ - Sono tre i Next Gen delle Finals ad affidarsi ai telai Yonex; anche il maiorchino Jaume Munar, usa una racchetta Made in Japan e precisamente Yonex Ezone 100. Munar, seguito dallo staff della Rafa Nadal Tennis Academy e spesso direttamente da Moya e Nadal (quando possibile durante i tornei) ha scelto una racchetta più potente e di spinta rispetto ai colleghi Next Gen: il 300x100 (300 grammi di peso, 100 pollici quadrati di piatto) di casa Yonex, con profilo più marcato, per lavorare al meglio anche in difesa con le rotazioni. Le corde sono sempre Yonex: le Poly Tour Pro calibro 1,25.

caruana 28 Caruana tutto ‘made in Japan’ - Anche Liam Caruana, il ventenne romano che abita negli Usa da quando era piccolo, è felicemente legato alla tecnolgia giapponese. La sua racchetta è una Yonex VCore SV 98, telaio potente e votato alle rotazioni. Molto evoluto sul piano aerodinamico supporta bene il tennis velocissimo dell’azzurrino che per l’incordatura si affida, anche lui, a Yonex Poly Tour Pro, sintetico monifilamento. La tensione dichiarata è in libbre, 53, che corrispondono a 24 kg. D’altra parte Liam vive ad Austin, Texas, e lì anche le macchine incordatrici parlano... americano.