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La domanda - È vero che ci sarà il VAR anche nel tennis?

foto espertoLa risposta
Sì, è vero. Per la prima volta nel tennis professionistico verrà utilizzato dagli arbitri alle Next Gen Atp Finals un sistema di Video Review. Sviluppato utilizzando la tecnologia avanzata di Hawk-Eye, l’occhio di falco che già conosciamo e vediamo in funzione in tutto il mondo, dal 6 al 10 novembre a Milano verrà data la possibilità ai giocatori di chiamare il challenge sulle chiamate arbitrali riguardanti doppi rimbalzi, doppi tocchi con la racchetta, palle trascinate, invasioni di campo. Va ricordato che i challenge sulle chiamate arbitrali riguardanti palle dentro o fuori nel format Next Gen non sono consentite, perché come l’anno scorso sarà in vigore il sistema di chiamata elettronico che sostituisce l’arbitro di sedia e che permette di fare a meno dei giudici di linea.

L’utilizzo di questa nuova, ulteriore tecnologia rappresenta l’ultima innovazione in ordine cronologico in un processo ambizioso di evoluzione portato avanti dall’Atp in questi anni. Un processo che vede il suo massimo compimento proprio nell’evento di fine stagione milanese riservato ai nati fino al 1997. Chris Kermode, presidente e Ceo dell’Atp, ci crede molto: “L’innovazione è il punto focale di tutto il format delle Next Gen Atp Finals, stiamo guardando al futuro del nostro sport sotto ogni aspetto in questo torneo. Aggiungere la Video Review darà ai giocatori un nuovo mezzo utile per aiutare arbitri e arbitraggio e migliorare ulteriormente il nostro sport. Le Next Gen Atp Finals – ha aggiunto Kermode – continuano a posizionare l’Atp in prima linea nel campo dell’innovazione e per concentrare sempre maggior attenzione sulle stelle e sui campioni del futuro”.

Gli fa eco Gayle David Bradshaw, Executive Vice President dell’ATP per quanto riguarda il settore Rules & Competition: “Le controversie legate a questo genere di chiamate sono abbastanza rare ma quando capitano possono essere molto fastidiose per i giocatori. Non ci aspettiamo che ci siano molti challenge richiesti, ma se dovesse sorgere qualsiasi tipo di dubbio, la tecnologia sarà pronta ad assicurare che venga presa la decisione corretta”.

Ma come funzionerà? La tecnologia Hawk-Eye che sta dietro alla Video Review utilizzerà i feed video di tutte le telecamere televisive che coprono il campo così che l’operatore addetto alla Video Review, quello che nel calcio si chiama VAR, possa rapidamente scovare le immagini migliori e le angolazioni corrette che permettano di prendere la giusta decisione. Queste immagini selezionate verranno spedite direttamente al tablet dell’arbitro di sedia, che le visionerà all’istante e deciderà se mantenere la decisione originaria o se cambiarla. Le immagini viste dall’arbitro saranno anche trasmesse in contemporanea in tv e sui video-wall della struttura in modo che tutti gli spettatori possano vedere esattamente quello che vede anche il giudice di sedia.

Ci sarà un limite ai challenge di questo tipo a disposizione di ogni giocatore? No, potranno chiedere una verifica video ogni volta che lo reputeranno necessario. Questo è solo l’inizio, ovviamente, perché in futuro le situazioni di decisioni da prendere con l’ausilio della Video Riview potranno aumentare. Si potrà valutare se far ripetere o meno un punto nel caso di una chiamata ‘out’ poi corretta dall’arbitro, cosa che a Milano non potrà accadere proprio per via del sistema elettronico di chiamata.

Secondo Peter Irwin, tra i massimi dirigenti che fornisce la tecnologia Hawk-Eye, “quest’anno a Milano i giocatori avranno a loro disposizione il sistema d’arbitraggio più evoluto che abbiano mai sperimentato”. Ricapitolando: ecco gli esempi pratici per i quali sarà possibile richiedere l’ausilio del Video Review: doppi rimbalzi, doppi tocchi volontari, colpi effettuati prima che la palla abbia superato la rete, tocchi di arredi permanenti, colpi effettuati senza che la racchetta sia effettivamente in mano al giocatore, tocchi involontari su corpo, abbigliamento, invasioni di campo.

Testo raccolto da Alessandro Saini