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Il tempo di contatto nel tennis moderno, lo spazio temporale che passa tra il colpo dell’avversario e il nostro, negli ultimi anni è sceso da 1,5 secondi a 1,29: vuol dire che bisogna pensare (e colpire) più in fretta

di Gennaro Volturo - I.S.F. R. Lombardi - foto Getty Images

personal 1Nel tennis moderno, uno degli aspetti che condiziona maggiormente la prestazione è il cosiddetto “inter contact time” (tempo di contatto), vale a dire il tempo che mediamente intercorre tra l’impatto del tennista e quello del suo avversario. Tale tempo nel corso degli anni è stato soggetto a un decremento progressivo. Nel 2002 il tempo medio di contatto nei colpi a rimbalzo era di circa 1,5 secondi mentre oggi è 1,29 secondi. Diventa così fondamentale l’allenamento dell’anticipazione che si basa sulla combinazione tra tempo di reazione e tempo necessario per effettuare il movimento.

Reazione e movimento
Il tempo di reazione è il tempo che il sistema nervoso centrale impiega per elaborare le informazioni relative all’azione che sta eseguendo l’avversario in modo che possa essere inviato agli effettori un input su quale tipo di risposta motoria sia necessario programmare. Il tempo di movimento invece è quello necessario a assumere un posizionamento adatto per ottimizzare l’esecuzione dell’abilità tecnica. Se il tennista deve eseguire una risposta al servizio o una volée, e la palla colpita dall’avversario è particolarmente veloce, in primo luogo è necessario ridurre il tempo di reazione attraverso il processo anticipatorio e successivamente devono essere selezionati i parametri del movimento adatti a favorire l’esecuzione dell’abilità tecnica.

personal 2Nel contempo occorre attivare i processi cognitivi così che il tennista sia in grado di produrre la scelta tatticamente più consona alla situazione. Fare tutto questo può essere molto complesso visto che a volte il tempo a disposizione per eseguire una volée o una risposta varia dai 400 agli 800 millisecondi. La risposta motoria può essere addirittura ritardata dal tempo di reazione e pertanto più che a un’anticipazione della situazione è opportuno ricorrere a un’anticipazione dell’azione che si basa sull’esperienza e sull’applicazione di comportamenti tecnico-tattici ricorrenti che il tennista ha consolidato nel corso del tempo.

La capacità d’anticipazione
Naturalmente la capacità di anticipazione deve essere sostenuta da elevati livelli di velocità, rapidità e da una buona capacità di reazione complessa, il che lascia desumere l’importanza che riveste la preparazione fisica nella formazione del tennista. A tal riguardo in fase di formazione è particolarmente rilevante la multidisciplinarietà dell’allenamento (cioè la pratica di più sport contemporaneamente).
Questo perché il tennista viene messo nelle condizioni di sviluppare in forma altamente variata la capacità di anticipazione motoria affinché possa essere utilizzata e specializzata al meglio nel tennis.

I risvolti tecnici
Infine è opportuno precisare come la riduzione progressiva del tempo di contatto ha reso necessaria l’esecuzione di movimenti di preparazione sempre più compatti. Tale evoluzione tecnica (dettata non dal movimento in sé ma dai tempi di gioco) è particolarmente evidente confrontando i tennisti degli ultimi 20 anni.

personal 3Nel diritto non si ha più il tempo di eseguire movimenti di preparazione particolarmente ampi, perché potrebbero interferire con il timing esecutivo. Al contrario è molto importante che gli arti superiori arretrino rimanendo all’interno della linea delle spalle e non allontanandosi eccessivamente dal tronco. Inoltre al termine della preparazione è fondamentale che la mano dominante sia in linea con l’anca posteriore in modo che la racchetta possa compiere al massimo 180° di rotazione dalla posizione di partenza.
Nel tennis femminile solitamente l’arretramento è maggiore e ciò spesso condiziona negativamente la prestazione del diritto. Allo stesso modo è facile desumere come il rovescio bimane possa essere tatticamente più vantaggioso del rovescio a una mano in quanto, a seguito di una preparazione breve, è possibile assumere una posizione più avanzata togliendo tempo al proprio avversario.

personal 4Servizio e volée
Per quanto concerne la risposta al servizio e le volée, uno degli aspetti tecnici che maggiormente condiziona l’efficacia di tali abilità è l’intervento congiunto dei segmenti corporei. Infatti un approccio biomeccanico di tipo “multisegmentato”, che prevede l’intervento progressivo di tutte le componenti di spinta, poco si adatta all’esigenza di eseguire il colpo in tempi brevi come impongono le situazioni tattiche che il più delle volte sono correlate a tali abilità.
È opportuno concludere, evidenziando come la variabile del tempo sia determinante nell’evoluzione del nostro sport e pertanto l’allenamento deve essere sistematicamente caratterizzato da attività orientate verso la continua ricerca dell’espressione veloce dell’azione motoria senza la quale il movimento, anche se perfettamente eseguito, non può ritenersi efficace e adatto a risolvere le problematiche che condizionano la prestazione dell’atleta in fase di gara.