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Per arrivare così presto a livelli così alti bisogna aver avuto delle guide eccellenti. Non a caso a fianco dei protagonisti delle Finals di Milano, ci sono figure speciali: genitori, ex-giocatori e il migliore amico di Nadal

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

tsitsipas 1Genitori e padri putativi, cercati vicino casa o dall’altra parte del mondo. A Milano, alle Next Gen Atp Finals, saranno protagonisti anche loro, i coach che hanno portato a questo livello di eccellenza i migliori giovani talenti del mondo: perché il tennis è sempre più un lavoro di squadra.

1 Apostolos Tsitsipas
PAPÀ COACH DI STEFANOS

Ha lasciato il suo lavoro di insegnante, Apostolos Tsitsipas, ha studiato e si è messo a guidare la carriera del figlio Stefanos. Sua moglie Julia Apostoli-Salnikova, un best ranking di numero 194 nel 1990, ha aggiunto la consapevolezza dell’importanza di un regime di allenamento rigido. “Capisco come funziona questo mondo e quanto sia duro lasciarsi certe cose alle spalle” ha ammesso quest’anno il greco in conferenza stampa a Wimbledon. “Mio padre, non so se avesse una scelta, ma ha rischiato per me”. L’ha fatto anche durante un Futures in Grecia, raccontava il New York Times, quando le onde di un mare mosso l’avevano sorpreso e rischiavano di trascinare il figliolo a fondo.

adolfo gutierrez2 Adolfo Gutierrez
COACH DI ALEX DE MINAUR

Da quando aveva otto anni, Alex De Minaur si allena con Adolfo Gutiérrez, fratello di Sergio che è appena dentro i top 250, al Club Deportivo 40-15 di Alicante. Fino ai 12 anni, l’ha seguito a tempo pieno. Poi, per quattro anni ha vissuto in Australia, e tornava in Spagna tre mesi all’anno d’estate. Ma è a lui che ha affidato gli anni decisivi della carriera, la transizione da junior a pro dai 16 anni in su. Gutierrez ha apprezzato da subito spirito battagliero e serietà del giovane australiano, che scende sempre in campo convinto di poter battere chiunque: l’aggiunta nello staff di Lleyton Hewitt (insieme nella foto sopra) aiuta. “Gutierrez è molto importante per me” ha detto l’australiano al sito dell’ATP. “Mi conosce in campo e fuori, sono felice che stiamo vivendo insieme le mie vittorie più belle in carriera”.

Ginepri3 Robby Ginepri
COACH DI FRANCES TIAFOE

Ginepri ha vinto tre titoli in carriera e raggiunto al massimo la posizione numero 15 nel 2005, l’anno della sua insperata semifinale a New York. È lui che da fine 2016 segue Frances Tiafoe, che ha aggiunto nel suo team Zack Evenden, l’amico britannico che ha giocato a livello di college per Florida A&M. Ginepri è riuscito a responsabilizzare Tiafoe a partire dai piccoli dettagli, come affidargli il compito di andare a prendere le racchette dall’incordatore e portarle all’allenamento durante i tornei. Il primo titolo vinto quest’anno a Delray Beach resta il segno più chiaro che la strada è quella giusta.

4 David Nainkin
COACH DI TAYLOR FRITZ

Allo Us Open 1996 il sudafricano David Nainkin (a destra nella foto con l’ex il ‘collega’ coach Paul Annacone) batteva il più titolato connazionale Wayne Ferreira. Nainkin aggiungerà un best ranking di numero 132, anche se il suo talento avrebbero lasciato immaginare una carriera di maggior successo, poi allenerà il connazionale meglio classificato di sempre e nel 2004 entrerà nello staff della USTA. È in questo ruolo di coach che ha portato al best ranking Mardy Fish e Sloane Stephens. Nel 2013 lascia per un anno per seguire a tempo pieno Sam Querrey per tornare successivamente nel centro tecnico federale Usa. Da quest’anno ha aggiunto nello staff Paul Annacone, l’ex coach di Pete Sampras che conosceva sua mamma, Kathy May, numero 10 al mondo nel 1977. “E’ un work in progress ma ha già ottenuto risultati importanti” ha detto Annacone. Risultati che condurranno Fritz a toccare la sua miglior posizione nel ranking di fine anno finora.

fernando vicente5 Fernando Vicente
COACH DI ANDREY RUBLEV

Lo spagnolo Vicente, che ha fondato l’accademia 4slamtennis a Barcelona con Galo Blanco, ha lavorato dal 2010 al 2014 con Marcel Granollers e Marc Lopez. Andrey Rublev resta la sua scommessa più affascinante. Coordinazione e resistenza restano i suoi principi guida, sfruttare al meglio le sessioni in palestra è la chiave del successo. “Per me è facile lavorare con lui” diceva l’anno scorso il russo al sito dell’ATP. “Cerca di tirar fuori il meglio di me, di migliorare il mio gioco. Mi spiega come colpire di dritto, su quali palle attaccare e su quali difendere, come muovermi e cosa fare tra un punto e l’altro”. Nella gestione dello scambio, il suo apporto si vede particolarmente nella rinnovata capacità di difendere nello scambio lungo senza perdere troppo campo, così da poter riprendere il centro e trasformare la difesa in un’opportunità offensiva.

salva vidal6 Bartolomé Salva Vidal
COACH DI JAUME MUNAR

Il miglior amico di Rafa Nadal (che gli ‘sputa’ champagne addosso nella foto), entrato nello staff della sua accademia a Manacor. Guida la crescita di Jaume Munar. Bartolomé Salva-Vidal, detto Tomeu, si è ritirato a 21 anni dopo un’esperienza dimenticabile a livello ITF. Da giocatore, è rimasto otto anni al Centro di Alto Rendimento a Barcellona, ma ha sentito la pressione dopo il passaggio all’accademia di Francisco Roig. L’illuminazione arriva nel 2008, in cui è sparring partner di Ana Ivanovic e si mette a insegnare per la federazione delle Baleari. “Munar ha un grande atteggiamento, vive per il tennis, è molto professionale sia in campo che in palestra, parla moltissimo col suo allenatore. Però deve migliorare sul piano tecnico” diceva l’anno scorso, come riportava Riccardo Bisti sul sito della Federtennis. A se stesso, e ai ragazzi dell’accademia, dà e chiede tanto. Munar, per ora, ringrazia.

7 Pawel Stadniczenko
COACH DI HUBERT HURCKACZ

Pawel Stadniczenko dalla fine del 2017 segue Huber Hurkacz (nella foto), uno dei giocatori più progrediti della stagione. Coach con qualifica della federazione tedesca e della Usta, ha lavorato per la federazione polacca (PZT) tra il 1998 e il 2008. Ha lavorato tra gli altri con Michał Przysiezny (No. 57 ATP), e Alexander Charpantidis, il primo coach di Hurkacz che lo segue negli anni da junior, segnati da un best ranking itf di n.29 e una semifinale all’Heddie Herr.