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Lorenzo ha riportato l’Italia maschile in finale a New York Under 18 dopo 28 anni (Gaudenzi). E ha solo 16 anni. Bravo anche il laziale Zeppieri. I titoli sono andati al brasiliano Thiago Seyboth Wild e alla cinese Wang

di Viviano Vespignani - foto A.Tonelli

musetti 1Grazie a Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri l’Italia ha recitato un ruolo di primo piano agli US Open Junior n.46. A 16 anni (per la gran soddisfazione di coach Simone Tartarini) Musetti ha raggiunto, al primo tentativo, la finale del quarto Slam junior, con ciò ribadendo la straordinaria leadership che vantava in campo mondiale under 16 e, in particolare, assicurandosi la quinta posizione nel ranking under 18. È stata la prima finale azzurra nella storia del torneo dopo i tre lontani successi di cui furono protagonisti Laura Garrone nel 1985, Andrea Gaudenzi nel 1990 e Francesca Bentivoglio nel 1993. Nella marcia di avvicinamento al big match Lorenzo ha battuto 6-4 6-0 lo statunitense Stefan Dostanic, 6-0 3-6 6-3 il francese Arthur Cazaux, 4-6 6-2 6-0 (recuperando uno svantaggio da 4-6 1-3) l’americano Cannon Kingsley, quindi in due set il polacco Daniel Michalski e l’altro americano Jason Brooksby. In finale, giocata nel nuovo Luis Armstrong Stadium, lo ha superato Thiago Seyboth Wild, brasiliano nato nel marzo del 2000 ed ex n.8 under 18. Da sottolineare che Thiago lungo il percorso aveva eliminato il cinese di Taipei Chun Hsin Tseng, primo favorito.
In campo femminile l’ultimo atto ha visto la 17enne cinese Xiyu Wang sopravanzare la sorprendente e inattesa francese Carla Burel, lei pure 17enne, che aveva dalla sua la finale di Melbourne.

musetti 2Un torneo eccezionale
Il titolo avrebbe coronato un torneo splendido, ma potenzialmente Lorenzo Musetti avrà a disposizione altre due stagioni fra gli Under 18. Già perché il toscano è già fra i primi 20 junior del mondo ma sarebbe ancora in età per i tornei under 16. E fra i pochi che gli stanno davanti non c’è nessuno più giovane di lui. Gioca un tennis aggressivo e colpisce la naturalezza del rovescio a una mano. Non a caso ripete sempre: “Ho uno ed un solo idolo, Roger Federer”. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere sia a livello individuale che con la maglia della nazionale a livello di under 12 e under 14, Lorenzo ha praticamente saltato gli under 16, a parte la parentesi con la nazionale per disputare onorevolmente Winter Cup e Summer Cup, e nelle sue apparizioni nel circuito ITF Junior under 18 ha una percentuale di match vinti straordinaria. Nel 2018 si è aggiudicato il Trofeo Città di Firenze e quello di Salsomaggiore (Grado 2) e i German Juniors di Berlino (Grado 1). “Mio padre è sempre stato un grandissimo appassionato di tennis - racconta - avrò avuto cinque anni quando in garage, a casa di mia nonna, mi mise per la prima volta una racchetta in mano. Mi piaceva e ho cominciato subito a prendere lezioni”. Frequenta il liceo linguistico, tifa Juve e ascolta tanta musica, specie rap. Cresciuto nell’ambito dei programmi federali, si allena con coach Simone Tartarini e frequenta il Centro Tecnico di Tirrenia. “Mi trovo molto bene - sottolinea spesso - il lavoro che effettuo al centro federale con la supervisione di Filippo Volandri e degli altri preparatori si integra perfettamente con il programma svolto con il mio coach”.

zeppieri musetti 7Bravo Zeppieri
Restando in casa-Italia, a New York ha fatto bene anche Giulio Zeppieri, 17 anni da compiere a fine anno, originario di Latina, mancino, n.65 del ranking junior. Il laziale ha compiuto a Flushing una grande scalata. Partendo dalle qualificazioni, ha vinto cinque match cedendo solo 11 game: 6-1 6-1 allo statunitense Vallabhaneni, 6-1 6-0 al polacco Kolasinski e, nel main draw, 6-2 6-0 al francese Harold Mayot, 6-0 6-1 al kazako Timofei Skatov e 6-4 6-0 negli ottavi al dominicano Nick Hardt. Solo il numero uno del mondo junior Chun Hsin Tseng è stato capace di fermarne la sua corsa nei quarti di finale. Musetti e Zeppieri si sono messi in evidenza anche in doppio con una eccellente semifinale, nella quale il bulgaro Andreev e l’inglese Matusevich (poi vincitori del titolo) li hanno fermati sul filo di lana del terzo set concluso 10 a 6.

Solo Elisabetta tra le ragazze
Nel tabellone femminile si è cimentata la sola azzurra Elisabetta Cocciaretto, tredicesima testa di serie, ma il suo cammino si è interrotto al primo ostacolo di fronte alla quindicenne russa Oksana Selekhmeteva, numero 38 del mondo (7-5 6-4). Quanto ai tabelloni di qualificazione la presenza degli azzurrini ha superato ogni record in fatto di tornei del Grand Slam Junior con cinque maschi e altrettante femmine, ma soltanto Zeppieri l’ha spuntata. Infatti il primo turno è stato fatale a Matteo Arnaldi, Filippo Moroni, Francesco Passaro, Davide Tortora, Martina Biagianti, Melania Delai e Lisa Pigato; il secondo a Federica Rossi e Federica Sacco.

Delusione Stati Uniti
A livello junior, hanno deluso gli USA specie tra le ragazze, dove la seconda favorita Alexa Noel è uscita di scena nel secondo round e la favoritissima Cori Gauff non ha retto il terzo set di fronte alla Lopatetskaya e, come avvenuto a Wimbledon, si è arresa nei quarti di finale. Ma in tema di delusioni si è distinto anche il n.2 del seeding, l’argentino Sebastien Baez, già fuori al 2° turno.
Non ha deluso invece - si fa per dire - l’organizzazione del torneo che, al fine di salvaguardare il benessere degli junior, ha messo in atto la politica dello “stop match”: allorché appositi apparecchi segnalavano che il connubio tra temperatura e tasso di umidità superasse un ben determinato limite, tutti gli under 18, per almeno mezz’ ora, venivano rispediti negli spogliatoi. Un bel modo per preservarne la saluta. E la crescita.