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Rispetto al 2017, i probabili protagonisti alle Finals di Milano hanno un ranking medio più alto, hanno raggiunto più finali Atp e hanno un capofila (Tsitsipas) molto più in su in classifica. Dopo New York la ‘Race’ continua

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

tsitsipasL’ultimo Slam della stagione ha calato il sipario e, mentre il circuito è pronto a spostarsi in Asia, i migliori giovani cercano i punti necessari alla qualificazione matematica per le Next Gen Atp Finals 2018. A due mesi dall’inizio della seconda edizione del master under 21, Milano è pronta ad accogliere la nouvelle vague del circus Atp per una manifestazione che si preannuncia scintillante e di livello elevatissimo.

Tsitsipas guida una Next Gen regale
Il pubblico di Milano vedrà scendere in campo tennisti ormai già presenti nella ristretta cerchia del tennis che conta. Le differenze con la pur ottima prima edizione, in termini di qualità, risultano già piuttosto palesi. Se è infatti vero che l’attuale media ranking dei 7 qualificati virtuali è di numero 49 al mondo (lo scorso anno fu 50), va sottolineato come il migliore del 2018, Stefanos Tsitsipas, sia 20 posizioni più avanti rispetto al leader del 2017 Andrey Rublev (all’epoca n.35 contro la piazza 15 del greco). Quest’anno vi sono ben quattro tennisti tra i Top 40 (Tsitsipas, Shapovalov, De Minaur e Tiafoe), mentre nel 2017 vi era solamente Rublev, che in questa stagione è al n.71 a causa di un lungo e fastidioso problema fisico.

fritz L’ultima interessante considerazione riguarda il numero di finali Atp raggiunte nella stagione 2018, ben 7, dagli attuali qualificati virtuali alle Next Gen Atp Finals, contro le 3 del 2017. Dal punto di vista prettamente tecnico vi è grande attesa per assistere ai match dei futuri dominatori del circuito mondiale che, analizzando nel dettaglio l’attuale ‘Race to Milan’, sono certamente molto diversi l’uno dall’altro. Dal rovescio a una mano di Stefanos Tsitsipas e Denis Shapovalov (il primo destrorso, l’altro mancino) sino alla potenza pura dei tennisti ‘yankee’ Taylor Fritz e Frances Tiafoe, passando per il tennis piatto e iper offensivo di Alex De Minaur, per la velocità di braccio di Andrey Rublev e la regolarità iberica di Jaume Munar.

Alla ricerca dell’ultimo exploit
Ma quali sono i giocatori ormai certi della qualificazione? Chi proverà a inseguire l’ultimo posto utile per Milano? Partendo dal presupposto che Alexander Zverev parteciperà anche quest’anno alle Atp Finals di Londra, il primo nome nella lista Next Gen come detto sarà Stefanos Tsitsipas, a un passo ormai dalla qualificazione matematica per Milano. Stessa cosa dicasi per Shapovalov, De Minaur e Tiafoe, che nel 2018 hanno già conquistato oltre 1.000 punti a testa.

de minaurFritz, Rublev e Munar potrebbero invece essere attaccati dalle retrovie. I più accreditati per una possibile, ma complicata, rimonta sono sostanzialmente tre: il polacco Hubert Hurkacz, tennista moderno abilissimo nei colpi di inizio gioco come servizio e risposta e già vincitore di due match in stagione nei tabelloni dello Slam; il mancino francese Ugo Humbert, che da metà stagione in poi ha messo in fila risultati nei Challenger straordinari con una vittoria (Segovia) e tre finali (Gatineau, Granby e Cassis) e un record complessivo, da metà luglio a oggi, di 21 vittorie e 4 sconfitte; il norvegese Casper Ruud, figlio dell’ex top 50 Christian, sempre capace potenzialmente di mettere a referto una grande settimana, anche a livello di circuito maggiore.

I Next Gen brillano nei challenger
Ma anche i challenger rappresentano un ottimo bacino di punti. Durante la seconda settimana degli Us Open tanti giovani e giovanissimi si sono confrontati, con ottimi risultati, nel circuito challenger. Il torneo più ricco della settimana ($150.000+H) si è svolto a Chicago e ha visto il gigante di casa Reilly Opelka, 211 centimetri di altezza, spingersi sino all’ultimo atto. Dopo due bellissime vittorie sui connazionali Mmoh e Young, Opelka si è fermato in finale di fronte all’esperto Denis Istomin. A Siviglia ha sorpreso lo slovacco Alex Molcan, classe 1997 che, partito dalle qualificazioni, ha raggiunto l’ultimo atto del Challenger iberico prima di arrendersi al belga Coppejans. Sul cemento francese di Cassis è giunta la già citata finale di Ugo Humbert, mentre a Zhangjiagang ottime semifinali per il serbo Miomir Kecmanovic e per il kazako Alexander Bublik.