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Quattro su quattro in semifinale a Washington: i protagonisti della Race to Milan dominano l’Atp 500 americano. Dietro al gigante Zverev, brilla il tennis iper-aggressivo di Alex l’australiano. Sale a razzo anche il francesino Humbert: 149 posti guadagnati in un mese

di Alessandro Nizegorodcew – Foto Getty Images

next gen 7ago18.do w1Buenos Aires, anno 1995. Lo storico e prestigioso torneo argentino si appresta a vivere due ‘giovanissime’ semifinali. I quattro tennisti impegnati sono tutti under 21 e rispondono ai nomi di Carlos Moya, Jiri Novak, Felix Mantilla e Alex Corretja. Il termine ‘next gen’ non era ancora stato coniato ma sarebbe stato certamente calzante, poiché quei quattro protagonisti sono tutti giunti, nel corso della carriera, tra i primi 10 giocatori del mondo conquistando complessivamente 54 titoli del circuito maggiore.

Ventitrè anni dopo la storia si ripete. La ‘Next Generation’ del circuito Atp ha infatti dominato l’Atp 500 di Washington grazie ad Alexander Zverev (21 anni), Alex De Minaur (19 anni, nella foto), Andrey Rublev (20 anni) e Stefanos Tsitsipas (19 anni). Il titolo è finito nelle mani del tedesco, che ha trionfato per la nona volta in carriera, ma i suoi più giovani colleghi hanno impressionato per qualità tecniche, tattiche e agonistiche.

next gen 7ago18.do w2Sascha sulla scia dei ‘Fab 4’. Alexander Zverev ha trionfato a Washington per la nona volta (terza stagionale) in carriera in un torneo Atp e, per il secondo anno consecutivo, ha alzato al cielo il trofeo dell’Atp 500 statunitense (vi erano riusciti solamente Andre Agassi, per ben due volte, Michael Chang e Juan Martin Del Potro). Il tedesco, nel cui palmares compaiono già tre Masters 1000, è in linea con gli attuali grandi campioni del circuito. Escludendo Rafael Nadal, che all’età di Zverev aveva vinto l’incredibile numero di 23 tornei, a 21 anni e 3 mesi Zverev è alla pari con gli altri tre ‘Fab 4’ (9 tornei Alexander Zverev, 9 Novak Djokovic, 8 Andy Murray, 4 Roger Federer). Il prossimo salto di qualità, che già si attende in quel di New York, dovrà arrivare negli Slam, che finora hanno regalato al tedesco solamente un quarto e un ottavo di finale.

De Minaur impara in fretta. Continua la scalata, perentoria e repentina, del giovane ‘aussie’ Alex De Minaur. Il classe 1999 di Sydney, cresciuto tennisticamente in Spagna per poi perfezionarsi in Australia, ha raggiunto a Washington la sua seconda finale stagionale. La netta sconfitta contro Zverev, giunta con il punteggio di 6-2 6-4, non cancella minimamente la grande settimana di De Minaur, che nella semifinale contro Rublev ha saputo annullare 4 match point consecutivi prima di chiudere 5-7 7-6 6-4 in 3 ore di gioco mandando in visibilio il pubblico con il suo tennis iper-offensivo e altamente spettacolare. Il best ranking di numero 45 è la prova della crescita esponenziale di De Minaur, ormai sicuro protagonista delle Atp Next Gen Finals di Milano. A proposito del Master under 21 va segnalato come quest’anno il livello sarà straordinario e, probabilmente anche per la stessa Association of Tennis Professionals, sorprendente. Escludendo Zverev, che anche quest’anno è ‘destinato’ alle Atp Finals, i primi 6 della ‘Race to Milano’ sono tutti nella Top-50.

next gen 7ago18.do w3Humbert non si ferma più. Il francesino Ugo Humbert, (nella foto) classe 1998, ha coronato un mese straordinario conquistando il primo titolo della sua giovanissima carriera. Il ventenne di Metz, dopo le finali raggiunte nei challenger canadesi di Gatineau e Granby, ha messo a segno il primo sigillo di categoria trionfando sul cemento spagnolo di Segovia. Humbert si trova oggi al numero 141 del mondo (best ranking) e ha incrementato la propria classifica, in un solo mese, di ben 149 posti. Mancino, dotato di grande talento e sensibilità, è considerato un ottimo prospetto dagli addetti ai lavori e la sua scalata non è del tutto sorprendente.

Giovani profeti in patria. Giovani e giovanissimi under 21 brillano anche nel circuito Itf. Nel futures tedesco di Essen vittoria del diciannovenne di casa Louis Wessels, al primo titolo in carriera. Bene anche il ventunenne portoghese Nuno Borges, trionfatore sulla terra battuta di Caldas da Rainha. Terzo alloro in carriera per il classe 1997 slovacco Alex Molcan, che ha conquistato il $15.000 di Piestany.