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Racchette e corde dell’emergente azzurro vengono da Austria e Germania. Calzature, abbigliamento (e cappellino al contrario) sono ‘made in Italy’. Scelte non scontate di un azzurro che può arrivare molto in alto

di Enzo Anderloni

racchette berrettini 1Un italiano giovane che sfonda. Per davvero. Matteo Berrettini, con il suo cappellino bianco girato al contrario, ha colto il suo primo titolo Atp a soli 22 anni tirando forte, molto forte servizio e diritto, misurati a Gstaad con velocità di punta rispettivamente a 227 e 140 chilometri orari. È il tennis moderno, baby, per sfondare bisogna avere soluzioni speciali e Berrettini dall’alto del suo metro e 96 centimetri, 90 chili di perso forma, è in grado di metterle in mostra.

Racchetta che spinge forte, la stessa di Gasquet e Ljubo
Per riuscirci si avvale di un attrezzo adatto che gli garantisce una dose di spinta ragguardevole: si tratta della Head Extreme, un telaio che in passato ha accompagnato al n.3 del mondo Ivan Ljubicic (oggi coach di Federer) e in finale agli Us Open la nostra Roberta Vinci. Una racchetta che ha in Richard Gasquet un altro testimonial di prestigio.
Quella che Berrettini impugnava a Gstaad aveva la livrea del modello MP, che nella versione di serie (ovviamente ogni professionista se la fa customizzare in base alle esigenze personali) ha un piatto corde da 100 pollici quadrati, un peso a nudo di 300 grammi, un bilanciamento (sempre senza corde) a 32,5 centimetri dall’estremità del manico e uno schema d’incordatura con 16 verticali e 19 orizzontali.

Extreme MP 2Un attrezzo più votato alla spinta che al controllo, ma con una buona dose di quest’ultimo. Perfettamente in linea con la filosofia di gioco di Berrettini che è molto aggressiva: punta a chiudere il punto con pochi colpi, spingendo molto forte appena si presenta l’opportunità (che nei suoi turni di battuta vuol dire sparare fortissimo il primo, devastante colpo). Si tratta di un telaio non particolarmente rigido ma dallo spessore consistente, variabile tra i 21 e i 26 millimetri. Dà lì molta della spinta. Un attrezzo pensato per gli agonisti ma assolutamente non proibitivo anche per un tennista di club (parliamo sempre della versione di serie, che si trova negli shop specializzati al prezzo di listino di 190 euro che in base alla scontistica classica si porta oggi a casa anche con meno di 150 euro).

racchette berrettini 2Corde tedesche: un sintetico “soft”
Per quanto concerne l’incordatura la scelta di Matteo Berrettini è abbastanza particolare: usa Firestorm, un sintetico monofilamento in co-poliestere di un marchio tedesco ancora poco conosciuto dal grande pubblico, Signum Pro (quella grande ‘S’ che ha disegnata sul piatto). A distribuire in Italia i prodotti è Stefano Cobolli, ex n.236 Atp, ancora oggi buon seconda categoria, maestro di tennis al Circolo canottieri Aniene di Roma e padre del promettente Flavio. Firestorm, che è usato nel circuito Atp anche da Mikhail Youzhny e Mikhail Kukushkin, fa parte di quei monofilamenti particolari di ultima generazione, più morbidi e “soft” rispetto alla media. A titolo di curiosità, il singolo armeggio, 12 metri, acquistabile online, costa solo 7 euro. La matassa da 200 metri si compra con 79 euro. Berrettini, che picchia davvero forte, usa il calibro più spesso, 1.30 millimetri (la corda esiste anche nelle versioni da 1.20 e 1.25 mm): la tensione che richiede agli stringer è 23 kg, dunque non elevata.

Abbigliamento e scarpe Made in Italy
Lotto StratospherePer quanto concerne abbigliamento e calzature l’allievo di Vincenzo Santopadre fa parte della scuderia Lotto, brand ‘made in Italy’ di grande tradizione. L’esperienza dell’azienda di Trevignano (TV) nel settore della calzatura sportiva è paragonabile se non superiore a quella dei due colossi internazionali Adidas e Nike, con un legame con il tennis particolarmente forte. Non è un caso dunque che sia Berrettini sia Marco Cecchinato, l’altro nuovo protagonista azzurro nelle alte sfere del tennis mondiale, utilizzino il modello top di gamma nelle calzature tecniche Lotto, Stratosphere III SPD, studiato per giocatori alla ricerca della massima velocità in campo.
Tra le tecnologie applicate il caratteristico Reactive Arch, basato su una suola dalla forma concava finalizzata ad ammortizzare l’impatto con il terreno, garantire stabilità e restituire il massimo della spinta. Per ottimizzare leggerezza e ammortizzazione c’è un altro brevetto, Enerturn; al quale nell’edizione 2018 si è aggiunto un nuovo disegno della tomaia per migliorare anche traspirabilità e supporto del piede. Come tutti i modelli ‘top’ la Stratosphere III è disponibile con suola Clay (per la terra) e Speed (per le altre superfici). Prezzo di listino: 140 euro.