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Il 13 luglio c’è chi festeggia il World Rock Day, in memoria del Live Aid, il clamoroso evento musicale organizzato da Bob Geldolf proprio in quella data nel 1985, tra Londra e Philadelphia. Lo facciamo anche noi raccontando il legame particolare che esiste tra chitarre e racchette…

di Alessandro Mastroluca – Foto Getty Images

 tennis e rock 2818 w1“Faccio il riparatore di linee telefoniche per la contea, e guido sulla statale, nel sole, in cerca dell'ennesimo sovraccarico / Ti sento cantare nel filo, riesco a distinguerti tra i lamenti; l'elettricista per la contea di Wichita è sempre in linea”. Cinquant'anni fa Jimmy Webb, ispirato da un elettricista appeso a un palo delle linee telefoniche in Oklahoma, presta le parole di una canzone dell'amor perduto, leggera come le cause della guerra del cuore, alla voce limpida di Glen Campbell. Wichita Lineman è la prima canzone country esistenzialista. L'hanno cantata in tanti, Ray Charles, Johnny Cash, Sammy Davis Jr., James Taylor. L'hanno inserita anche i REM fra gli encore del concerto di Sydney del 26 gennaio 1995. Alla batteria Jim Courier, forse il più esistenzialista dei tennisti americani.

Jim Courier, the drummer

tennis e rock 2818 w2Non è cresciuto avendo tutto, niente coach privati o sponsor che gli pagavano le spese. “Non era di quelli che portavano gli occhiali da sole, non entrava negli spogliatoi con una maglietta vistosa dicendo: guardatemi, sono il migliore” diceva all'inizio degli anni '90 la sua fidanzata di allora, Morgane Frühwirth. Non lo direste mai ma era famoso allora per suonare la chitarra elettrica. Alla sua Morgane dedicava “Scenes from a Velvet Recliner”, dei Toad the Wet Sprocket, la riflessione di un clown costretto a sorridere mentre cammina sul filo e col trucco nasconde la tristezza perché sorridere è mentire, è accettare.

I Courier, diceva Frühwirth, “rappresentano la classica famiglia americana, con la loro casa, i bambini, il giardino sul retro e il microonde”. Una di quelle famiglie che potrebbe cantare Bruce Springsteen, la voce del sogno americano, dei piccoli eroi che lavorano su un sogno e sanno che un sogno non è mai una bugia, anche quando non si realizza. Courier ha dedicato la stessa dedizione alla chitarra e alla racchetta. “Mi piace la disciplina” diceva, “sento che se non faccio pratica regredisco”.

Johnny Mac, racchetta e chitarra

tennis e rock 2818 w4Non è un caso se in inglese usano lo stesso verbo, play, per indicare chi gioca e chi suona. Si gioca a tennis e si suona per come si è. Vale anche per John McEnroe, rockstar ad ogni livello e dimensione, che traduce quell'intensità “da non si fanno prigionieri tipica del suo gioco”, scrive l'Independent, nell'assolo di chitarra in “A Plan Too Far” di Chrissie Hynde. Sono amici da più di trent'anni con la voce dei Pretenders, che l'ha voluto come guest star nel suo primo album da solista, Stockholm, del 2014. “Se hai mai visto una partita di John McEnroe, sai esattamente chi sta suonando quella chitarra” ha spiegato.

tennis e rock 2818 w5Lo sapeva anche David Bowie che lo incontra a Wimbledon nel 1982. Sono nello stesso albergo, il ribelle con una causa strimpella, e non è un caso, Suffragette City e Rebel Rebel. Il Duca Bianco bussa e lo invita da lui per un drink, con una sola avvertenza: meglio che non ti porti dietro la chitarra. Quello stesso anno ispirerà “Chalk Dust – The Umpire Strikes Back”, hit di The Brat che arriverà in Top 20 in Gran Bretagna. Rock, Superbrat lo è da sempre. Dalla prima semifinale a Wimbledon del 1977, ha avvicinato i due mondi, anche prima di sposare Patty Smyth. I complimenti di Robert Plant, il frontman dei Led Zeppelin, per quel risultato, ha aperto gli orizzonti. L'intermediazione di Vitas Gerulaitis gli ha spalancato le porte del backstage nel “Tattoo Tour” dei Rolling Stones. Ha fondato una band, The Johnny Smyth Band, ha suonato con Bruce Springsteen, con Santana, con una leggenda del blues come Bo Diddley (carpentiere, meccanico, violinista prima di girare il mondo con una chitarra quadrata) in una memorabile jam session sull'Arthur Ashe Stadium nel 2005.

Pat Cash e i Full Metal Racket

tennis e rock 2818 w6Nel 1991, a McEnroe si è unito Pat Cash, che suonava nei locali di Sydney e Melbourne. Insieme a Roger Daltrey, vocalist degli Who, con Steve Harris e Nicko McBrain, bassista e batterista degli Iron Maiden, di cui Cash era grande amico, hanno formato i Full Metal Rackets. Hanno inciso “Rock and Roll”, una cover dei Led Zeppelin, per Rock Aid Armenia. L'operazione funziona tanto che poi arrivano apparizioni londinesi al Limelight e all'Hippodrome.

Noah e il reggae-pop militante

tennis e rock 2818 w7Niente a che vedere, comunque, con la storia di Yannick Noah. Aveva il carisma del gladiatore che conquista la folla per godere della libertà. Giocava, e anche sbagliava, con la sua testa. In campo ballava, saltava, volava, regalava numeri da circo senza smettere di essere se stesso. Ogni campione ha una sua musica, e negli anni del disimpegno quella di Noah era diversa da tutte le altre. Portava l'immaginazione al potere, e così ha trascinato le folle di tifosi e Henri Leconte nel suo primo trionfo da capitano di Coppa Davis nel 1991, un anno che è una finestra aperta sul futuro, il segno di un tempo nuovo, l'inizio di una musica diversa. Noah incide Saga Africa, esempio di pop-reggae militante che diventa la canzone dell'estate 1991 in Francia. Da allora pubblica dieci album, compresa una collezione di cover di Bob Marley, accompagnata da singoli di successo: Take your Time con Jimmy Cliff o Angela, omaggio a Angela Davis, che canta avvolto in un panama rosso nel mega concerto in cui infiamma lo Stade de France nel settembre 2010. Chissà quanti fra gli spettatori l'avevano visto abbracciare il padre dopo il trionfo al Roland Garros del 1983.

Ulrich padre e figlio: dal jazz al metal

tennis e rock 2818 w9Due talenti che si sommano, il tennis e la musica, che attraversano le generazioni, che diventano storia di famiglia. Torben Ulrich (nella foto mentre piazza un rovescio), danese con 98 partite in Davis, suonava il clarinetto in una jazz band di New Orleans. Portava sempre con sé i dischi di Miles Davis o di John Coltrane e passava le ore libere nei tornei, fino all’alba, a suonare col giovane Jeff Borowiak, virtuoso più del flauto che della racchetta.

tennis e rock 2818 w8Suo figlio emerge come uno dei migliori giocatori di Danimarca. Quando però la famiglia si trasferisce in America, si accorge di non essere nemmeno fra i primi dieci della sua scuola. Nel 1981, però, arriva l'illuminazione. “Voglio formare una band e suonare la batteria” dice al padre. E lo realizzerà quel sogno, Lars Ulrich, figlio di Torben e soprattutto batterista dei Metallica.

Bob e Mike, doppio rock

Due talenti che uniscono i gemelli più famosi del mondo del tennis, uniti in campo e fuori nella The Bryan Brothers Band, con Bob alla tastiera e Mike alla chitarra e alla batteria, che ha inciso il primo album, “Let it Rip” nel 2009. Suonano una musica che ricorda i Maroon 5, che diverte senza troppe complessità. Easy, come il loro modo di stare in campo. Play it again, now.

LA MUSICA DI FEDERER con DJ Money Mark

“I materiali della musica sono il suono e il silenzio. Integrarli significa comporre”. DJ Money Mark, “il quarto Beastie Boy”, ha applicato il principio di John Cage per il lancio della nuova Pro Staff RF 97 Autograph, la racchetta risultato di un processo di creazione condivisa tra Wilson LABS e Roger Federer.

tennis e rock 2818 w11Mark Ramos il dj noto come Money Mark famoso soprattutto per le collaborazioni con il gruppo hip hop di Adam Horowitz, Beck, Moby, The John Butler Trio o Yoko Ono crea una musica con un solo strumento, la racchetta di Federer. Nishita, 

Il suono dei suoi colpi diventa musica, lo swing compone il tessuto elettronico del brano, steso poi su un beat elettronico; nasce così “Play your heart out”. Il video che accompagna questa composizione originale mette insieme proprio i due aspetti inestricabili della composizione musicale.

Diretto da Charlie McDowell, con la produzione firmata Farm League, Federer si presta a colpire con la sua nuova racchetta su un mini-campo messo su nel bel mezzo del nulla, nel deserto di Indio, in California. Farm League ha prodotto anche un vinile speciale, già arrivato alla seconda ristampa. Il richiamo di Roger Federer, come il canto del motore Ferrari, sta anche nel suono, in quel che si sente ma non si vede. Così è l'immaginazione a riempire il silenzio. Tutto il resto è ricordo.