Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies, compresi quelli di profilazione, sul proprio dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Nel cuore del tempio di Church Road il luogo che raccoglie oggetti, immagini, documenti (testuali o visivi) che in 150 anni hanno creato miti e leggende del nostro sport: una visita obbligata, una volta nella vita...

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

museo 1bis“Cos’è in definitiva una collezione?”, si chiedeva Marco Belpoliti sulla Stampa. “Un mondo dentro il mondo”. A Wimbledon, che è già un piccolo universo ‘purple and green’, viola e verde, su cui il tempo scorre senza invadere, quel mondo è raccolto nell’oasi di memoria nata nel 1977 per l’edizione del centenario. È il museo dei Championships, ribattezzato nel 2006 Wimbledon Lawn Tennis Museum. La storia passa attraverso 20 mila e più fra oggetti e memorabilia, fotogrammi e passaggi di tempo dell’evoluzione del passatempo dei re in fenomeno globale.
Da antichi volumi del Cinquecento alle palline con cui Novak Djokovic ha sconfitto Roger Federer nella finale del singolare maschile del 2014, la collezione si evolve, si estende, racconta i passaggi del tempo per brevi fotogrammi, per giocattoli e teiere.

museo bachecheChe “Demonio” di racchetta!
Fa bella mostra un tagliaerba del 1885, riemerge da un tempo in bianco e nero la racchetta Demon con cui hanno fatto la storia i gemelli Doherty, cui oggi sono dedicati i cancelli dell’All England Club. Il tennis diventa costume, i Championships assorbono le evoluzioni della moda in tutte le variazioni e le gradazioni del bianco. Passaggi di tempo, incanalati come in una fotografia dai contorni incerti, scandiscono un percorso di memoria fra le copertine virate seppia del Collier’s e del New Yorker o le cigarette cards, le figurine che abbellivano e rinforzavano i pacchetti di sigarette, con i disegni su Dorothy Round o Bunny Austin. Il racconto delle trasformazioni, del tennis come storia sociale, si muove anche sul filo delle immagini, dei video riproposti nella piccola sala cinematografica in cui scorrono i materiali in gran parte della BBC. Gli anni prima e dopo il bombardamento dell’11 ottobre 1940, in cui il racconto del lawn tennis si muoveva al respiro di Dan Maskell, il decano dei giornalisti tennistici britannici, di cui la Loughborough University di Londra custodisce l’archivio.

museo trofeoIl cuore della storia
A Wimbledon batte il cuore della storia. Guerra a parte, solo due eventi hanno spinto gli organizzatori a interrompere il torneo, il giubileo della regina del 1977 e le sfide di cricket tra i college di Eton e Harrow, una delle sfide sportive più antiche al mondo, l’unico incontro fra due scuole che ancora si disputi al Lord’s, la casa del cricket britannico. La sfida del 1877 ha interrotto la prima edizione di Wimbledon, a Worple Road. Vinse il primo specialista del serve and volley, Spencer Gore, convinto che i giocatori avrebbero continuato a preferire il cricket al tennis perché troppo monotono.

museo fashionCroquet o... pallamaglio
Ma la sede dell’All England Club nasce per il croquet. E per festeggiare i 150 anni dalla fondazione del club, il Museo di Wimbledon esplora lo sviluppo di questo sport che molti conoscono solo per la partita surreale con la Regina di cuori in Alice nel Paese delle meraviglie. È un’evoluzione, consacrata in Inghilterra, del gioco italiano medievale della ‘pallamaglio’ in cui squadre spesso miste devono far passare una palla, colpita con una mazza, attraverso delle porte disposte a formare un determinato percorso, prima di colpire un picchetto al centro del campo. Un altro mondo dentro un mondo.