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Assaggio in esclusiva della nuova racchetta di Denis Shapovalov che arriverà ai primi di settembre. Un gran lavoro di rivisitazione nella galleria del vento per velocizzare il gesto e ottenere più top spin. Piatto da 95 ma ampio sweet spot

di Mauro Simoncini

yonex 1Quando un’azienda giapponese hi-tech si afferma in un settore e annuncia nuovi prodotti, le aspettative sono altissime, anche perché altissimo è il livello di attenzione ‘made in Japan’ all’innovazione e alle esigenze dei consumatori. Che in questo caso sono gli appassionati tennisti visto che stiamo parlando di Yonex, da qualche stagione oramai costantemente insediata a ridosso dei big brand dell’attrezzatura tennistica, cioè Babolat, Head e Wilson. Molto interessante dunque è stato poter avere un primo assaggio delle nuove VCore, destinate ai testimonial di punta della collezione (Denis Shapovalov, Caroline Garcia e Steve Johnson) già dai prossimi tornei sugli hard-courts nordamericani. Racchette che i rivenditori avranno a disposizione solo da settembre.

Non si tratta solo di una forte pennellata di rosso ai vecchi telai ma di cambi tecnologici importanti, mirati a favorire la resa degli spin e di un gioco sempre più votato all’attacco, migliorando anche la fase di contrattacco favorendo la possibilità di trasformare eventuali situazioni difensive in offensive.

yonex 3Ecco quindi sulle nuove VCore Aero Trench Technology, ovvero i grommet centrali in alto praticamente nascosti (inseriti in un canale) per diminuire la resistenza all’aria, velocizzare la testa della racchetta e incrementare così la resa degli spin. Sempre per massimizzare le rotazioni troviamo Aero Fins, una sezione particolare del fusto con alette aerodinamiche a ore 4 e 8 e anche 2 e 10 (sul passacorde). Nella stessa direzione anche Namd Graphite, materiale inserito nelle nuove VCore per aumentarne flessibilità (e il tempo di permanenza della palla sul piatto). E non è finita, perché la tecnologia Liner Tech incide sull’inclinazione dei fori passacorde delle verticali più esterne per aumentare il movimento delle corde e favorirne l’effetto di rientro in posizione (snapback), sempre per una miglior resa delle rotazioni.

IL LAB
Che la nuova VCore 95, il modello che abbiamo provato in anteprima, sia un attrezzo agonistico ‘spinto’ e non accessibile a tutti lo dice la carta d’identità del laboratorio: con i 326 grammi di peso (incordata con sintetico monofilamento Yonex Poly Tour Strike calibro 1,25, come Shapo), il profilo sottile da 20,5/21,5 millimetri e soprattutto 95 pollici quadrati di ovale.

yonex 4Sono valori abbastanza “mitigati” nel senso che il peso è distribuito tra cuore e manico con un bilanciamento contenuto (32,2 centimetri con incordatura montata) e l’ovale midplus è comunque un tipico Isometric di Yonex, quindi con sweetspot maggiorato (secondo i giapponesi del 7%). Colpisce la rigidità davvero ridotta (59), da record, mentre l’inerzia (324) seppure alta, ha un valore già incontrato in altre agonistiche della stessa categoria. La sintesi finale descrive un rapporto equilibrato tra potenza (48 punti su 100) e controllo (51 su 100) con una maneggevolezza di buon livello (71).

IN CAMPO
Nota di merito per l’estetica: il rosso dominante oltre che bella rende la nuova VCore facilmente riconoscibile, anche... da lontano. Per il resto, la prendi in mano, ci giochi due minuti e viene da chiedersi: ma davvero sto usando un piatto 95 che pesa oltre 3 etti? La domanda viene spontanea perché da un lato si riesce a imprimere potenza abbastanza facilmente, dall’altro anche quando le esecuzioni non sono tecnicamente ineccepibili o ci si trova in difficoltà, lo sweetspot è ampio e la racchetta aiuta, e non poco. Stabilire di quale fattore o caratteristica specifica sia il merito di questa sensazione è difficile, ma tant’è. Sembra di giocare con un’agonistica di quelle più tipiche, moderne, profilate, 300x100. Con la differenza che quando si è messi bene, si colpisce a modo o si manovra con qualità tecniche elevate, la palla fa più male.

yonex 5Il controllo è assoluto, anche a velocità alte; e pure il top prende bene, profondo e incisivo, anche se è talmente buono il feeling degli impatti quasi piatti, anche a livello di comfort, che è difficile preferire altro. Su queste sensazioni, a nostro parere, incide anche la scelta dello schema corde 16x20 con maglie fitte. Il backspin si distingue per la precisione, tanto in difesa quanto all’attacco per chi ama giocare in proiezione verticale, verso la rete.
Il controllo è ottimo nei colpi al volo e anche sopra la testa. Al servizio bene la prima palla piatta, più difficile imprimere kick (ci vuole buona spinta di gambe); forse è il colpo dove manca un po’ di peso alla testa della racchetta.
Un telaio agonistico, confortevole, non banale. Ideale per giocatori di livello, ma non impossibile anche per discreti Quarta Categoria. Chi di solito si fa spaventare dai piatti corde da 95, potrebbe rimanere davvero sorpreso.

PAGELLONE 81/100

Potenza 8 | Controllo 8 | Maneggevolezza 8 | Fondo 8 | Rete 8 | Servizio 8 | Back 8 | Estetica 8 | Comfort 9

LAB

Lunghezza 68,6 cm | Peso 326 g | Ovale 95 | Profilo 20,5-21,5 mm | Bilanciamento 32,2 cm | Rigidità 59 | Inerzia 324 | potenza 48/100 | controllo 51/100 |  maneggevolezza 71/100. (test effttuato con corde Yonex Poly Tour Strike, caliber 1,25 mm, alla tensione di 22-20 kg)