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La sostanza rilevata è il letrozolo, principio attivo del Femara. La dottoressa Favretto, professoressa di tossicologia forense e antidoping dell’Università di Padova: “Non altera le prestazioni di un’atleta femmina”

milanoLa dottoressa Donata Favretto, professoressa di tossicologia forense e antidoping dell’Università di Padova è specializzata in medicina legale e tossicologia nonché esperta di antidoping. Di solito è chiamata dall’accusa per analizzare i singoli casi, ma stavolta ha fatto parte del collegio di difesa di Sara Errani perché convinta dell’innocenza dell’azzurra e della sua assoluta mancanza di colpa.

- La sostanza rilevata nell’esame di Sara è il letrozolo, un principio attivo del “Femara”, un farmaco che di fatto non altera le prestazioni sportive di un atleta.
“Non altera le prestazioni sportive di un’atleta femmina, in particolare, non ha effetti sulle prestazioni agonistiche, è vietato ai fini del doping perché nell’atleta maschio che fa uso di steroidi anabolizzanti è ipotizzabile l’utilizzo di un inibitore dell’aromatasi come il letrozolo per contrastare gli effetti collaterali degli steroidi anabolizzanti androgeni”.

- Che motivo poteva avere Sara Errani di prendere il “Femara”, considerato che si tratta di un farmaco che normalmente viene prescritto a donne in menopausa?
”Viene prescritto a donne in menopausa che hanno subito un trattamento di rimozione di un carcinoma mammario, e che sono in terapia per prevenire le ricadute di un carcinoma di questo tipo che, molto spesso, è sensibile alla presenza di estrogeni. Quindi a queste donne, che sono comunque in menopausa, e devono andare in menopausa, per non produrre estrogeni, viene somministrato l’inibitore dell’aromatasi proprio perché i livelli di estrogeni siano i più bassi possibile”.

pop errani20120270518- Dando per scontato che sia stata un’assunzione involontaria, come un soggetto può accorgersi di aver assimilato questo farmaco?
“Non lascia tracce se la somministrazione non è volontaria, e tra l’altro non di una compressa intera, neanche gli effetti collaterali possono essere colti in un organismo normale. Una persona in perfetta salute fa fatica ad accorgersi con la singola somministrazione o porzione di una singola dose degli effetti della sostanza”.

- Perché ha suggerito a Sara Errani di fare il test del capello nella sua difesa?
“Nel laboratorio di cui sono responsabile presso l’Università di Padova, laboratorio di medicina legale e tossicologia, abbiamo sviluppato da anni una particolare attenzione per l’analisi sulle formazioni pilifere e abbiamo quindi una notevole competenza in questo ambito. E la applichiamo sia in casi di intossicazione con implicazione medico-legale che con implicazioni cliniche. Questa esperienza ci porta ad ampliare l’applicazione dell’analisi sul capello, che permette di differenziare quella che è un’assunzione singola, limitata, occasionale, da un’assunzione ripetuta, frequente o cronica”.

pop af6i8183- È stato dunque compiuto un esame antidoping al contrario per 17 mesi e quindi abbiamo confermato tutti i test fatti da Sara nei mesi precedenti...
”Certo, sì assolutamente negativa: come negativa è sempre risultata ai test antidoping precedenti e a quelli successivi”.

- Dottoressa Favretto, il “Femara” organicamente com’è fatto? È una capsula, una compressa: può nascondersi o sciogliersi addirittura all’interno di un impasto?
”Assolutamente sì, un impasto può essere fatto con carne, con uova, con materiale biologico di natura animale. E anche la carne di un animale è fatta del 70% d’acqua esattamente come i nostri tessuti muscolari. Quindi trova un ambiente in cui ci sarà sicuramente un ph con acidità favorevole alla dissoluzione, alla disgregazione innanzitutto e poi alla scomparsa della parte solida e alla dissoluzione anche del principio attivo nel materiale biologico”.