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Da Max Sartori a Simone Vagnozzi, da Vincenzo Santopadre a Massimo Puci, 10 tecnici italiani fanno i loro pronostici su chi sarà il miglior Next Gen sull’erba. Shapovalov è il più indicato. Non mancano le sorprese

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

shapoMovimenti rapidi e leggeri, tempo sulla palla, variazioni, servizio incisivo, ottima risposta e grande manualità. Questa la ricetta per creare un grande tennista erbivoro. Ma quali sono, oltre al già affermato numero 3 del mondo Alexander Zverev, i giocatori della Next Gen che, oggi e in futuro, potranno rendere al meglio su erba? E chi invece potrebbe fare maggiormente fatica? Lo abbiamo chiesto a 10 tra i coach più esperti e rinomati d’Italia, che hanno studiato e analizzato per noi il mondo Next Gen in vista di una delle stagioni più spettacolari del circuito Atp.

Shapovalov realtà, De Minaur sorpresa - Per Simone Vagnozzi, coach di Marco Cecchinato, “il Next Gen che meglio si adatta all’erba è senza dubbio Denis Shapovalov (nella foto sopra). Il canadese ha un tennis vario e brillante, ha grande mano e a rete si trova molto bene. ‘Shapo’ può certamente adattarsi benissimo al ‘verde’. Un nome a sorpresa, ma neanche troppo, potrebbe essere quello di Alex De Minaur, che è molto abile sui rimbalzi bassi ed è rapidissimo con i piedi. Zverev? Ovviamente parliamo di un top player già affermato, ma non credo che l’erba sarà mai la sua superficie preferita”.

Puntare su De Minaur e Opelka - Per Vincenzo Santopadre, allenatore di Matteo Berrettini, “i grandi battitori sono sempre stati pericolosi sull’erba ed è per questo che uno dei primi cui penso è lo statunitense Reilly Opelka. Mi piace molto anche Alex De Minaur, che sul verde sa muoversi benissimo ed è molto intelligente in campo, ma anche il francesino Corentin Moutet mi ispira fiducia su questa superficie. Nei prossimi anni capiremo chi tra loro avrà avuto una maggiore capacità di adattamento su una superficie per la quale è necessaria una giusta predisposizione mentale e una programmazione ad hoc”.

fritzNiente specialisti - Secondo Mosè Navarra, tecnico FIT, non ci sono veri e propri specialisti Next Gen. “Tutti possono adattarsi all’erba, ma non vedo specialisti. Corentin Moutet ha buona mano e potrà far bene, così come il polacco Hubert Hurkacz, che è in grande crescita. Anche Alex De Minaur conosce la superficie e sa come muoversi, ma il mio voto va a Taylor Fritz (foto qui a fianco). Lo statunitense, che è apparso in ripresa da metà del 2017, può fare ottime cose con i colpi di inizio gioco. Penso invece che Stefanos Tsitsipas potrebbe fare un po’ fatica: le sue aperture così ampie non mi convincono su questa superficie, ma negli anni saprà trovare le giuste contromisure”.

Occhio a Opelka e Hurkacz - Per Massimo Puci, allenatore di Matteo Donati, “non si può non nominare Denis Shapovalov, tennista spettacolare e adattissimo all’erba; il suo tennis farà divertire generazioni di appassionati. Se devo fare due nomi al momento più indietro in classifica vorrei citare il gigante USA Reilly Opelka, che nel 2015 ha vinto Wimbledon Junior dimostrando grande adattabilità alla superficie, ma anche il polacco Hubert Hurkacz, di cui ho recentemente apprezzato dal vivo l’impressionate potenza del servizio e, allo stesso tempo, un’ottima capacità in risposta”.

Exploit di Fritz - Daniele Silvestre, tecnico FIT, si aspetta un vero e proprio exploit a Wimbledon di Fritz. “Magari non quest’anno, ma nelle prossimi stagioni non sarei sorpreso di vedere un grande servitore trionfare a Wimbledon. Dovendo fare un nome punterei su Taylor Fritz, che soprattutto nella prima settimana dello Slam londinese potrebbe tirare fuori grandi prestazioni. Denis Shapovalov, però, è l’under 21 che nel complesso meglio potrà fare su erba. Le sue grandi variazioni, le traiettorie mancine e le accelerazioni improvvise sono armi perfette e preziose sui prati”.

de minaurAll-in su ‘Sahpo’ - Federico Torresi è l’allenatore di Fabbiano, Travaglia e Quinzi: “Ho visto giocare su erba, in questi anni, molti tennisti Next Gen di grande prospettiva, ma Denis Shapovalov ha qualcosa in più di tutti gli altri. Punto a occhi chiusi sul canadese, che lo scorso anno ho ammirato sui prati proprio contro Thomas Fabbiano. ‘Shapo’ mi fa letteralmente impazzire: è mancino, serve bene, gioca a rete con classe e, soprattutto, nessuno si muove come lui. Quando sarà completo diventerà il giocatore da battere sull’erba”.

Ci sono anche Kecmanovic e Lee - Paolo Cannova, allenatore di Salvatore Caruso, scommette su due ‘underdog’, Kecmanovic e su Lee. “I nomi di Denis Shapovalov e Stefanos Tsitsipas sono sulla bocca di tutti e certamente potranno ottenere grandi risultati, negli anni, sui prati del circuito Atp. Mi piace osare e voglio cercare la sorpresa su ragazzi meno reclamizzati o più giovani. Il mio voto personale va al polacco Hubert Hurkacz, al serbo Miomir Kecmanovic e al coreano Duckhee Lee. Tutti e tre, per caratteristiche, possano fare sfracelli sull’erba”.

Australia al potere - Secondo Flavio Cipolla, allenatore di Jacopo Berrettini, “Alexander Zverev e Denis Shapovalov non sono prettamente degli erbivori ma possono adattarsi in maniera ottima sui prati, così come Andrey Rublev e Stefanos Tsitsipas. Dovessi scommettere punterei però sulla scuola australiana e in particolar modo su Alex De Minaur e su Marc Polmans. Quest’ultimo, in particolare, non disdegna il serve & volley, mentre De Minaur si muove benissimo e vanta un tempo sulla palla invidiabile”.

Occhio a Jay Clarke - Per Fabio Colangelo, neo-allenatore di Stefano Napolitano, “oltre a Shapovalov e Tsitsipas, che insieme a Zverev sicuramente otterranno buoni risultati sull’erba, direi che si dovrebbe puntare su Alex De Minaur, per cui garantisce un grande erbivoro come Lleyton Hewitt, e Reilly Opelka, che potrebbe ripercorrere le orme ‘verdi’ del connazionale Sam Querrey. Mi sbilancio su un nome meno noto citando il britannico Jay Clarke: non si può dire che sia uno specialista, ma conosce bene la superficie e già lo scorso anno ha sfiorato la qualificazione nel main draw di Wimbledon. Potrò far bene, stagione dopo stagione, sui prati inglesi e non”.

Shapo nuovo McEnroe - Massimo Sartori, storico coach di Andreas Seppi, fa un paragone interessante. “Credo che dovremo aspettare qualche stagione per capire chi avrà voglia di adattarsi a una superficie particolare come l’erba, sulla quale si gioca solamente un mese all’anno. Tra i Next Gen il più bello da vedere è sicuramente Denis Shapovalov, che per alcuni versi credo potrà diventare il nuovo John McEnroe: mancino, capacità tecniche di altissimo profilo, credo saprà esaltarsi ed esaltare sui prati. Mi aspetto buoni risultati anche da grandi battitori come Reilly Opelka e Taylor Fritz. Spero che il nostro Gian Marco Moroni possa imparare a giocare su erba. ‘Jimbo’ serve bene e avvicinandosi alla rete potrebbe in futuro adattarsi bene alla superficie”.

La classifica non mente - Francesco Aldi, allenatore di Filippo Baldi, si affida alla classifica: “Alexander Zverev e Denis Shapovalov sono i due che meglio sapranno adattarsi all’erba, sia oggi che in futuro. La classifica attuale rispecchia il mio pensiero. ‘Shapo’ in particolare ha tutte le armi utili a dominare sul verde: dal servizio mancino, al talento sino ai fastidiosi (per gli altri) cambi di ritmo. Mi piacciono molto anche i due statunitensi Frances Tiafoe e Taylor Fritz, potenzialmente devastanti sui prati”.