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berrettini GS19279Brancaccio, che si allena a Valencia con Ferrer, ha vinto il 1° titolo Itf in carriera nella sua Napoli. Battesimo internazionale anche per Berrettini Jr, fratello di Matteo e vincitore nel Futures di Reggio Emilia

di Alessandro Nizegorodcew

Mentre i leader Next Gen danno battaglia al Roland Garros, la nuovelle vague italiana inizia a farsi sentire nel circuito internazionale. Gian Marco Moroni in semifinale nel challenger di Vicenza, Jacopo Berrettini e Raul Brancaccio vincitori dei primi titoli Futures in carriera. Senza fretta, con i loro tempi e le loro storie, i giovani azzurri crescono sognando di arrivare in alto.

Napoli-Javea e ritorno
brancaccioNato a Napoli il 4 maggio 1997 da papà italiano e mamma spagnola, Raul Brancaccio cresce tennisticamente in Campania ma, nel 2013, coglie l’occasione della vita: invitato dal fratello di David Ferrer nella nuovissima accademia che il campione spagnolo ha creato nella sua Javea, Raul decide immediatamente di accettare. Insieme alla sorella Nuria, classe 2000, Brancaccio si trasferisce nei pressi di Valencia per inseguire un sogno. “Non potevo rifiutare una simile offerta - racconta Raul - e ho cominciato la mia vita in Spagna. Mi manca l’Italia e soprattutto mio papà, che vive a Napoli e non vedo molto spesso, ma a Javea mi trovo benissimo e non tornerei indietro. Mi sento assolutamente italiano e sono un malato di calcio, per la precisione milanista...”.

Il destino ha voluto che il primo titolo Futures di Brancaccio sia giunto proprio a Napoli un paio di settimane fa. “È stato incredibile conquistare il primo torneo della mia carriera professionista proprio in Campania, con mio papà e mio zio che hanno fatto il tifo dal primo all’ultimo turno, sostenendomi in continuazione. È stata un’emozione incredibile che porterò sempre nel mio cuore”.

FerrerA Javea Raul ha instaurato un bellissimo rapporto con David Ferrer, vero e proprio idolo per Brancaccio. “David è una persona fantastica - spiega -. Fuori dal campo è simpatico e sempre allegro, ma appena inizia l’allenamento diventa un ‘animale’. Grinta, determinazione, voglia di misurarsi anche oggi che è nella fase finale della sua carriera. Grazie a David ho capito cosa significhi davvero la parola ‘sacrificio’. Mi porterò questi insegnamenti lungo tutta la mia carriera. Spero di arrivare il prima possibile tra i Top 250 così da giocare a livello Challenger e nelle qualificazioni negli Slam”. Il successo campano permetterà a Brancaccio di avvicinare i Top 400 Atp migliorando considerevolmente il proprio ranking.

Matteo ispira, Jacopo risponde
famigliaMatteo Berrettini ha fatto sognare gli appassionati italiani al Roland Garros, raggiungendo il terzo turno e spaventando per due set il campione austriaco Dominic Thiem. Jacopo, classe 1998 e di due anni più piccolo, ha voluto rispondere con i fatti al grande risultato raggiunto dal fratello maggiore. Berrettini Jr ha conquistato, a Reggio Emilia, il primo titolo futures della sua giovanissima carriera. Il romano è partito dalle qualificazioni senza esaltare, ma ha finito per portare a casa ben sette incontri. “Non sono partito molto bene - spiega Jacopo - ma match dopo match ho trovato le misure giuste del mio tennis. È stata una grande gioia, arrivata dopo le bellissime prestazioni a Parigi di Matteo, che hanno reso orgoglioso me e tutta la mia famiglia. Mio papà Luca ha seguito i match di Matteo a Parigi e poi è tornato in Italia per seguire le fasi finali, insieme a mia madre, del mio torneo. È sicuramente un bellissimo momento per la nostra famiglia. Ovviamente non vogliamo finisca qui”. Nel corso del torneo Itf di Reggio Emilia Jacopo Berrettini ha battuto, nell’ordine, Summaria, Petrone, Marcora, Guerrieri e, in finale, il padrone di casa Marco Bortolotti con il punteggio di 0-6 6-1 7-5.

moroniInarrestabile Jimbo
Un altro romano che ci ha preso gusto è Gian Marco Moroni (nella foto sotto). Ogni settimana riesce a migliorarsi e a raggiungere nuovi obiettivi. Dopo la finale nel challenger di Mestre, persa contro Gianluigi Quinzi, è giunta la semifinale a Vicenza. L’azzurro, classe 1998, ha battuto l’ex Top 50 Victor Estrella Burgos, l’esperto e pericoloso Daniel Gimeno-Traver e il brasiliano Guillherme Clezar, prima di arrendersi nel penultimo atto al boliviano Hugo Dellien, futuro vincitore del torneo. I numeri del 2018 di ‘Jimbo’ Moroni, da inizio anno agli ordini di coach Oscar Burrieza a Madrid, sono straordinari: 34 vittorie e 11 sconfitte, una finale Challenger, due semifinali (Barletta e Vicenza), due quarti di finale (Alicante e Santiago), oltre a un titolo Futures. Il romano ha iniziato l’anno al n.708 del mondo e oggi, dopo 5 mesi, è già vicinissimo ai Top 250. Nella Race è ampiamente tra i primi 170 al mondo, mentre nella Race to Milan (Under 21) è 14°. Una stagione finora eccezionale, con la limpida sensazione che abbia ancora intenzione di stupire. E di migliorarsi.