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L’azzurra ha voluto giocare l’ultimo match della carriera al Foro Italico, sul Campo Pietrangeli. Per dire grazie a tutti quelli che le sono stati vicini, appassionati comprese. Ma siamo noi che dobbiamo ringraziare lei, una grande campionessa

di Enzo Anderloni

afildirete 1918 w1Francamente fino a lunedì mattina, 14 maggio 2018, non era ovvio per tutti il senso pieno della scelta di Roberta Vinci. Allungare di qualche mese la sua strepitosa carriera ventennale per giocare il suo ultimo torneo a Roma, quegli Internazionali BNL d’Italia che non le avevano mai portato particolarmente fortuna se non nella specialità in cui è stata n.1 del mondo, il doppio. Sì, perché ormai il livello non era più quello consono a una campionessa come lei, partite vinte se ne vedevano col contagocce e la classifica, per lei che è stata n.7, aveva toccato il fondo: n.191. L’esatto opposto della storia della sua gemella diversa, pugliese come lei, compagna di crescita e di doppio a livello giovanile, quella Flavia Pennetta che aveva detto ‘basta’ nel giorno del trionfo più incredibile, con il trofeo degli Us Open in mano e il presidente del Consiglio volato a New York per celebrare la prima finale Slam tutta italiana della storia del tennis.

afildirete 1918 w2È diventato palese, il senso di quella scelta, da additare a esempio e tenere bene impressa nella mente, quando Roberta l’ha svelato fino in fondo, pronunciando ad alta voce, con il microfono in mano, quasi gridando, una serie di profondissimi “grazie”. Alla sua famiglia, al suo team, agli amici che più le sono stati vicini, alla Federazione che l’ha sostenuta, al pubblico che ha riempito lo stadio Pietrangeli come se lei fosse lì per vincere il torneo. Invece lei era lì solo per dire “grazie” a tutti, coram populo, come si diceva una volta a Roma.

Lei ringraziare noi? Che splendido mondo alla rovescia. Grazie Roberta, per avercelo mostrato. Per averci regalato un momento dove tutti i divismi, i narcisismi, i “tutto dovuto”, le altezzosità sono andati a farsi benedire. Tu ringraziare noi per averci regalato alcuni dei più bei momenti della nostra vita di appassionati di tennis? Per averci fatto assistere alla conquista della prima Fed Cup della nostra storia (e delle tre successive)? Per averci permesso di contemplare un doppio azzurro trionfare in tutti e quattro i tornei del Grande Slam?

afildirete 1918 w3Per esserci potuti godere lo spettacolo indimenticabile di una minuta ragazza di casa nostra che giocando come Federer (parliamo di stile, ricchezza tecnica, varietà, rovescio in back, magiche volée...) annichilisce a casa sua Serena Williams, la più forte di giocatrice di tutti i tempi, e le impedisce di completare il Grande Slam? Dovendosi concentrare su una sola partita, vien da dire che rimane la più grande impresa sportiva di un italiano con racchetta. Grazie a te Roberta, grazie di cuore.

Quel tuo gesto, le mani alle orecchie a dire “fatemi sentire il vostro plauso”, che conquistò New York, resterà per sempre simbolo della bellezza agonistica italiana. Chapeau.

P.S. Nel giorno dei saluti di Roberta Vinci, Camila Giorgi ha espresso al presidente Binaghi il desiderio di tornare a far parte a pieno titolo della grande famiglia del tennis italiano dando piena disponibilità a rispondere alle convocazioni per le rappresentative nazionali. Richiesta accolta con soddisfazione. Una bella giornata. Azzurra.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 19 - 2018  

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SuperTennis Magazine – Anno XIV – n.19– 16 maggio 2018

In questo numero

afildirete 1918 w4Prima pagina –Grazie Roberta  Pag.3

Vinci Story Speciale: Unico, irripetibile… tennis da Vinci Pag.4

Circuito mondiale: Due che valgono tre Pag.8

Focus Next Gen –Next Gen Finals: così il bis Pag.10

I numeri della settimana –Zverev a tre  stelle Pag.14

Il tennis in tv – Gli IBI18 in chiaro Pag.14

L’accordo – Apertura di credito Pag.16

Pre- quali IBI18 – Il bello delle Pre-quali Pag. 17

Ibi 18 wheelchair: “I campioni del Foro solo la Next Gen” Pag. 20

Circuito Fit-Tpra – Tutto pronto: ci sono gli IBI deli Amatori Pag.22

Personal coach: 5 mosse chiave per spingere la volée Pag.24

Racchette & dintorni: L’eleganza è… ufficiale Pag.26

L’esperto risponde – Avete mai sentito parlare di racchette Baruzzo? Pag.29