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20 anni, italianissimo ma cresciuto negli USA, ha conquistato una wild card per gli Internazionali tramite le Pre-Qualificazioni. “Il Foro Italico toglie il respiro”. Sogni e aspirazioni di un talento azzurro dal rovescio splendido

di Alessandro Nizegorodcew - foto A. Fioriti

caruana N3“Voglio che il mio gioco piaccia alla gente, cerco lo spettacolo, un tennis ‘flashy’ che sappia divertire e appassionare”. Liam Caruana descrive così il suo stile offensivo, all’arrembaggio, a tratti quasi ‘zemaniano’. Giocatore prettamente da veloce, cresciuto tennisticamente negli Stati Uniti, il ventenne romano vanta un rovescio bimane straordinario e un talento, nel complesso, fuori dal comune. Ormai alla soglia dei Top 400, l’allievo di papà Massimo e di coach Mariano Monachesi, è giunto per la prima volta al Foro Italico per disputare le Pre-qualificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, strabuzzando gli occhi alla vista del Campo Centrale e dello Stadio Pietrangeli. “Il Foro Italico toglie il respiro - spiega Caruana - e poter giocare in questo impianto è stato davvero emozionante. Sin dalla preparazione invernale avevamo programmato di partecipare alle ‘Pre-quali’ e sono entusiasta di aver raggiunto questo obiettivo”.

caruana N2Liam, romano d’America
Liam Caruana, quarto di cinque figli maschi, nasce a Roma il 22 gennaio 1998. Nel 2004 papà Massimo, allenatore di Liam, si traferisce per lavoro con tutta la famiglia negli Stati Uniti, per la precisione a La Jolla, bellissima località sul mare, a nord di San Diego. “Avevamo già una casa in California - racconta Massimo Caruana - e, dopo aver terminato un percorso di lavoro in Italia, io e mia moglie abbiamo fatto una scelta importante e siamo partiti per gli Stati Uniti”. Liam prende in mano la prima racchetta a 7 anni, subito dopo il trasferimento dall’Italia, ed è amore a prima vista. Nel 2011 un nuovo trasloco vede la famiglia Caruana stabilirsi in Texas, prima a New Braunfels e successivamente ad Austin. “Liam è stato contattato da un’Academy texana quando aveva 12 anni - prosegue papà Massimo - e tutta la famiglia ha deciso di cambiare nuovamente e completamente vita. Il Texas, rispetto alla California, è certamente un luogo migliore per crescere cinque figli maschi. È uno stato certamente più serio, più vero, con delle radici autentiche”. Liam possiede da non molto il doppio passaporto, ma, nonostante abbia passato gran parte dei suoi anni negli States, si sente italiano. “Sono cresciuto negli Stati Uniti ma sono e mi sento italiano - ricorda spesso il giovane azzurro - e nelle grandi manifestazione sportive il mio tifo va sempre agli ‘Azzurri’. Il Foro Italico è un’esperienza meravigliosa ed essere qui per la prima volta è esaltante”. Massimo, così come Liam, è nato a Roma. Per entrambi ogni volta che si torna in Italia “è come tornare a casa”. “Liam - spiega Massimo - sente tantissimo il legame con il suo paese natio, ce ne accorgiamo anche in campo, perché la pressione è alle stelle. Ma le pressioni sono un privilegio e dovrà imparare a gestirle al meglio”.

caruana N1Dal cemento alla terra
È un giocatore completo, Caruana, tatticamente e tecnicamente. Deve saper giocare al meglio su ogni superficie. Per lui, nato e cresciuto sul ‘rapido’, stare in Italia vuol dire anche continuare a costruire il proprio repertorio. “Liam è cresciuto molto dal punto di vista fisico - spiega coach Monachesi, già allenatore in passato di tennisti del calibro di Coria, Robredo e Almagro - e sono molto contento di poter lavorare con lui sulla terra battuta. Nei prossimi mesi giocherà tutti i Challenger sul rosso che si disputano in Italia, da Mestre a Vicenza passando per Milano”. Soddisfatto degli allenamenti anche Caruana, che si è detto “molto contento per il lavoro svolto in inverno e anche in questa fase di avvicinamento al Foro Italico. Le Pre-quali? È difficile confrontarsi con tanti connazionali, alcuni dei quali buoni amici. Ma quando si entra in campo si dimentica tutto e si pensa solamente a portare a casa la vittoria”.

Gli altri azzurri NextGen
I primi due italiani nella Race to Milan sono attualmente Gian Marco Moroni (classe 1998, n.358 Atp) e Andrea Pellegrino (classe 1997, n.320 Atp), che si candidano prepotentemente per una stagione da protagonisti, nel circuito maggiore e alle Next Gen Atp Finals 2018. ‘Jimbo’ Moroni, sconfitto negli ottavi di finale delle Pre-quali, ha disputato una prima parte di stagione fenomenale. Trasferitosi a Madrid, agli ordini di coach Oscar Burrieza, il romano ha effettuato un primo importante salto di qualità, rendendosi spesso protagonista a livello Challenger. Il pugliese Pellegrino, dal canto suo, è cresciuto dal punto di vista mentale riuscendo a imporsi in più di una circostanza al terzo set. “Riesco a gestire meglio la tensione nei momenti importanti - racconta Andrea - soprattutto grazie a un ottimo lavoro svolto col mio allenatore Daniele Silvestre e con un mental coach. Mi sento più consapevole e lucido in campo. Spero possa fare la differenza per la mia crescita, sia tennistica che nella scalata al ranking Atp”.