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Classe ’98, già a un passo dai Top 70, ha raggiunto a Dubai il primo quarto di finale in un Atp 500 ed è n.7 della Race to Milan. Rovescio a una mano, atteggiamento impeccabile: è il discendente naturale di Roger?

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

tistsi 1Continuità, determinazione, voglia di lavorare e migliorarsi. Stefanos Tsitsipas (accento sulla “a” per la corretta pronuncia del cognome) sta crescendo in maniera esponenziale ed è ormai giunto a un passo dai Top 70 Atp. La parola chiave è consapevolezza. Un tennis sicuro, solido, concreto, in continua evoluzione, che settimana dopo settimana porta il diciannovenne greco a confrontarsi con i top players del circus internazionale. A Dubai è arrivato, grazie ai successi su Kukushkin e Kohlschreiber, il primo quarto di finale in un Atp 500. Una nuova e gratificante iniezione di fiducia per Tsitsipas, che sembra migliorare il proprio gioco, seppur in maniera quasi impercettibile, di torneo in torneo. Dal punto di vista tecnico sono le migliorie sul rovescio, colpo molto bello stilisticamente, a poter portare il greco a un ulteriore salto di qualità. La risposta, in particolare, è la situazione tattica su cui può e deve migliorarsi. Servizio e dritto sono, invece, già pronti per i piani alti. Grazie ai quarti di finale raggiunti a Dubai, Tsitsipas raggiunge il settimo posto nella ‘Race to Milan’ ed è molto probabile che sia uno dei grandi protagonisti delle Atp Next Gen Finals 2018.

Le genesi del greco
tistsi 3Tsitsipas nasce ad Atene il 12 agosto 1998. Cresciuto a pane e tennis dal padre-maestro Apostolos e dalla madre Julia Salnikova, ex giocatrice russa del circuito Wta, Stefanos inizia a giocare impugnando la prima racchetta all’età di 3 anni.
“Stefanos è il nostro figlio primogenito - racconta mamma Julia - e giocando entrambi a tennis lo abbiamo, in un modo o in un altro, iniziato alla disciplina. Ma non appena ha avuto un età confacente lo abbiamo iscritto ad un circolo dove prendesse regolari lezioni. Il suo allenatore ha fatto un ottimo lavoro, è riuscito a instaurare un rapporto molto stretto con mio figlio lavorando al meglio per sette anni. Nel frattempo però Stefanos è emerso come uno dei tennisti più forti del circuito giovanile Itf e, dal momento che il suo coach non era intenzionato a fare una vita piena di continui viaggi e spostamenti, Apostolos ha iniziato a seguirlo in prima persona. Devo dire che ha proseguito in maniera egregia quello che era stato fatto, non rischiando di sovraccaricare Stefanos di eccessive aspettative a livello psicologico e gestendo al meglio il rapporto genitore-figlio”.

Nemo propheta in patria
Stefanos Tsitsipas è l’eccezione che conferma la regola. In Grecia, per quanto concerne il tennis maschile, non esistono tennisti professionisti. Il secondo greco nel ranking Atp è infatti il ventiduenne Ioannis Stergiou, che grazie ai suoi 9 punti è attualmente al numero 1047 del mondo. “Il tennis in Grecia è considerato uno sport per ricchi - ha raccontato recentemente Tsitsipas a ‘Tennis Magazin’ - così come il golf. Nel nostro paese vengono privilegiati gli sport di squadra, questa è la mentalità ellenica. Io e Maria Sakkari (numero 58 Wta; ndr) stiamo provando a cambiare questa mentalità, ma non è semplice. La federazione? Ogni spesa è a mio carico, dagli allenamenti, agli hotel sino al team e ai viaggi. È sempre stato così, sin da quando ero piccolo. Ci sono stati momenti difficili, ma gli sforzi, economici e non, adesso pagano”.

Stefanos e i Social Network
tistsi 2Tsitsipas è un ragazzo serio e morigerato, professionale all’ennesima potenza, ma allo stesso tempo molto attivo sui Social Network. “Quando era ragazzino - racconta il Next Gen italiano Gian Marco Moroni -, durante i tornei Tennis Europe, stava sempre a guardare video di tennis su YouTube, mentre noi altri giocavamo e ci divertivamo nei momenti morti. Stefanos era malato di tennis e seguiva tutti i risultati di tutti i tornei Atp. Non mi sorprende affatto che sia già così in alto”. Su Twitter e Instagram Tsitsipas non si ferma un momento e ‘posta’ fotografie con altri giocatori, immagini divertenti e, a volte, anche qualche massima filosofica. Uno dei momenti più emozionanti si è verificato in Australia, quando Stefanos si è potuta allenare con il suo idolo Roger Federer.