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Il fuoriclasse di Praga negli Anni ‘50 vinse Roma, Roland Garros e Wimbledon: era stato campione del mondo di hockey con la Cecoslovacchia nel ’47. Nel ’48 conquistò l’argento olimpico a St.Moritz e fu finalista a Parigi

di Alessandro Mastroluca - foto Getty Images

drobny tennis hockeyA Pyongchang, alle Olimpiadi invernali 2018, Ester Ledecká ha scritto la storia. È la prima donna a vincere due ori, nella stessa edizione, in due discipline diverse (sci e snowboard). Una grande impresa, con dei precedenti storici altrettanto stupefacenti. Affermarsi in più discipline diverse era più comune quando si giocava per rabbia o per amore. Jaroslav Drobny, il campione esule che cambiò quattro passaporti, prima di vincere due Roland Garros (nel 1951 e ’52) e Wimbledon nel 1954, era già famoso come uno dei migliori attaccanti cecoslovacchi di hockey.
Il suo primo amore, da bambino, è il calcio ma in Cecoslovacchia l’hockey è sport nazionale. A 14 anni è riserva nel suo club, al 1.CLTK Praga. Nel 1936-37, racconta in un capitolo della sua autobiografia, viene eletto secondo miglior centravanti della nazione dietro Josef Maleček, il simbolo della squadra rivale del Lawn Tennis Club Praga, che compone il blocco principale della nazionale. Anche lui si è diviso fra hockey e tennis, ha giocato a Wimbledon, al Roland Garros, e in Coppa Davis nel 1929. Tra i due, che poi diventeranno compagni di squadra, si sviluppa una forte competitività.

Convocato ai Mondiali
drobny hockey azioneDurante una tournée del CLTK in Ungheria, Italia e Austria, in una partita a Vienna Drobny si scontra con un avversario e un pattino gli provoca un taglio all’altezza dell’occhio. Non è così grave come sembra all’inizio, ma la vista gli si abbassa. Non può giocare con gli occhiali, ma è comunque inserito nella terza linea per i Mondiali a Zurigo nel 1939. Drobny segna l’unico gol nella sconfitta 2-1 contro il Canada, una delle squadre più forti al mondo all’epoca. Potrebbe essere l’inizio di una grande storia ma la mattina del 15 marzo, sotto la neve e senza incontrare resistenza, l’esercito tedesco invade la Boemia e la Moravia.
La Cecoslovacchia non parteciperà più ai Mondiali fino al dopoguerra. Anche nel tennis, le conseguenze si sentono. Menzel viene naturalizzato tedesco; Hecht, che ha origini ebraiche, vola negli Usa. Drobny raggiunge la finale del campionato nazionale, ma perde contro František Cejnar, che in carriera ha raggiunto due quarti Slam.

Tripletta agli USA
drobny wimbledonA 26 anni, Jaroslav torna in nazionale per i Mondiali di hockey del 1947. Segna una memorabile tripletta agli Stati Uniti nel match che consegna alla Cecoslovacchia, la prima squadra europea in grado di sfidare sullo stesso piano i colossi americani, il primo titolo iridato della sua storia. Un anno dopo, alle Olimpiadi di Londra, i cecoslovacchi bloccano sullo 0-0 il Canada, che comunque vince l’oro per una migliore differenza reti. Poche settimane dopo, con l’argento olimpico del ghiaccio sul petto, Drobny perderà in finale sulla terra battuta del Roland Garros.
Con il bastone al posto della racchetta gioca 31 partite e segna 36 gol in nazionale. Potrebbe diventare il primo europeo nella National Hockey League, la lega statunitense, la più famosa del mondo. Nel 1949 i Boston Bruins gli offrono 20 mila dollari per attraversare l’Atlantico. Drobny però rifiuta, vuole continuare anche a giocare a tennis. L’11 luglio 1949, poi, durante un torneo a Gstaad, due funzionari del ministero degli esteri chiedono a lui e a Cernik di ritirarsi e tornare in patria. Drobny rifiuta di obbedire, defeziona e resta in Svizzera due anni. Ottiene un passaporto egiziano, e per l’Egitto vincerà Wimbledon. Inizia il viaggio del campione esule.