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Tre giovani italiani, provenienti da tre regioni e tre scuole diverse, affrontano le qualificazioni degli Australian Open e le superano di slancio: era parecchio tempo che il tennis azzurro non aveva così tante prospettive interessanti

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images 

afildirete 218 w1Che direste di un ragazzo torinese di 22 anni, senza grande esperienza internazionale (perché ha fatto pochissima attività juniores) che alla sua prima esperienza Slam assoluta gioca le qualificazioni agli Open d’Australia e le supera? Bravo, no? E se per riuscirci, lui che è solo n.219 del mondo, batte l’emergente brasiliano Monteiro, n.119 del mondo e poi in una battaglia di tre set l’australiano Bernard Tomic, oggi n.143 ma solo due anni fa n.17 del mondo? Una piccola impresa (che tra l’altro manda fuori di testa per l’ennesima volta il fumantino giocatore locale).

Poi questo piemontese lungo lungo (un metro e 90) deve affrontare la prima partita della vita al meglio dei cinque set e dall’altra parte c’è l’esperto bomber olandese Robin Haase, n.43 del mondo che arriva dalla vittoria nel doppio all’Atp 250 di Pune, in India, e dalla semifinale di Auckland, battuto 7-6 al terzo dal poi vincitore del torneo Roberto Bautista Agut.

afildirete 218 w2Che direste se Lorenzo Sonego vincesse anche questa partita? Capperi! E se lo facesse in quattro set dopo aver subito il contraccolpo psicologico di avere a disposizione 5 match point consecutivi nel terzo set (6 punti a 1 per lui nel tie-break) e non averli sfruttati? Beh, il ragazzo ha anche le palle! O un cuore “Toro”, come dice lui.

E gioca un gran tennis, perché quando poi ha chiuso il match (dopo altri due match point sfuggiti nel quarto) lo ha fatto con l’ennesimo vincente: la sua statistica finale sarà di ben 79 winner contro 45 errori. Sonego, guidato sin da ragazzino dal serafico coach Gianpiero “Gipo” Arbino sui campi del Green Park di Rivoli, è uno che fa gioco. Grande Gioco. Con un servizio bomba e successive mazzate che fanno male. È uno di quelli che ci regaleranno altre soddisfazioni. Sì, perché non era il solo giovane esordiente nel tabellone degli Open d’Australia.

Che ne direste infatti nel constatare che tra i 7 italiani del main draw, c’erano anche per la prima volta in carriera Matteo Berrettini (21 anni), allenato a Roma dal superappassionato Vincenzo Santopadre, e Salvatore Caruso, talento 25enne che cresce a Siracusa con la guida di Paolo Cannova, uno che si è consumato le suole facendo da coach, da sparring e mental trainer a campionesse come le Williams e giocatrici meno vistose come la doppista Cara Black? Beh, c’è del bel movimento nel nostro tennis.

afildirete 218 w3Giovani nuovi e interessanti si affacciano finalmente al grande palcoscenico. E sono frutto di una buona cultura tennistica, ormai diffusa, dalla Sicilia al Piemonte, passando per la Capitale e per l’Umbria. Perché in tabellone a Melbourne oltre ai Davisman Lorenzi, Fognini e Seppi, c’era anche un giocatore solido come Thomas Fabbiano, n.73 del mondo, che non ha sfigurato nel faccia a faccia del primo turno con Alexander Zverev, n.4 del mondo. E in ‘quali’ ha lottato il suo compagno di allenamenti Stefano Travaglia, ragazzi del team di Fabio Gorietti a Foligno, come Gianluigi Quinzi, che da un’altra parte del mondo ripartiva vincendo un torneo Futures. Insomma che direste di un inizio di stagione così? Il movimento è quantomai sano, mi pare. Ci avventuriamo in stagioni destinate a farci vivere nel settore maschile cieli azzurri di notevole respiro.

Ebbene c’è ancora chi preferisce mettere in risalto le difficoltà del settore femminile (che sta lavorando per ripartire dopo i fasti clamorosi della generazione Schiavone, Pennetta, Vinci, Errani). Come se fosse facile (date un’occhiata a quante partite ha vinto la statunitense Sloane Stephens dopo aver conquistato il titolo agli Us Open 2017...).

E chi addirittura si domanda perché Caruso arrivi allo Slam solo a 25 anni, che cosa ci sia in Italia a frenarlo. Come se le altre nazioni pullulassero di fenomeni Next Gen (date sempre un occhio alla salute del tennis Usa...) Come se non vivessimo in uno sport dove il favorito del primo Slam stagionale compirà prossimamente 37 anni. Ed è ancora lì grazie a un elisir segreto: pensa positivo.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 2 - 2018  

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SuperTennis Magazine – Anno XIV – n.2– 17 gennaio 2018

In questo numero

ST140 COVERPrima pagina –Movimento sano Pag.3

Circuito mondiale – Shapo a tutto braccio: “Io lo amo il tennis” Pag.4

Circuito mondiale – Lo scatto in avanti di Lorenzo Sonego Pag.6

Focus next gen–Jaume MUnar cresce sotto gli occhi di Rafa Pag.8

Terza pagina – Rusty Hewitt, l’ultimo canguro numero uno Pag.10

I numeri della settimana –128 azzurri da Slam Pag.12

Il tennis in tv – L’Australia sullo schermo Pag.14

Pre-qualificazioni IBI 18 – I provinciali di 4°, l’agenda verso Roma Pag.16

In Italia – Itf e Challenger? Giochiamo in casa Pag.20

Circuito Fit-Tpra – Aus Open: il primo Slam amateur 2018 Pag.22

Personal coach – Propriocezione: la prima cura per il gomito Pag.23

Padel – Lo show degli Assoluti Pag.26

Racchette & dintorni: Una Prestige mai vista Pag.27

L’esperto risponde – Dare indicazioni ad alta voce al proprio compagno mentre si gioca un punto in doppio è lecito? Pag.29